San Rocco, pellegrino e protettore contro la peste: vita e culto (16 agosto)
San Rocco, pellegrino del XIV secolo, invocato contro la peste. La sua vita e la diffusione del culto in Italia ed Europa.

San Rocco, pellegrino e protettore contro la peste: vita e culto (16 agosto)

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Oggi, 16 agosto 2026, in Italia ricorre la memoria di San Rocco; poiché è XX Domenica del Tempo Ordinario, la celebrazione domenicale ha la precedenza, restando il ricordo del Santo nella devozione dei fedeli.
Secondo le fonti più antiche, Rocco nacque nel XIV secolo a Montpellier. Rimasto orfano, distribuì i beni ai poveri e partì pellegrino verso Roma. Lungo il cammino si dedicò ai malati di peste, in particolare ad Acquapendente e a Roma, dove la tradizione ricorda il suo servizio presso gli ospedali e guarigioni attribuite alla sua intercessione. Proseguendo il ritorno, operò a Rimini, Novara e Piacenza, dove egli stesso contrasse il morbo e, ritiratosi in solitudine, fu soccorso e guarì. Verso la fine del viaggio venne incarcerato a Voghera, scambiato per una spia; morì il 16 agosto di un anno compreso tra il 1376 e il 1379.
La sua fama si diffuse rapidamente: durante il Concilio di Costanza (1414) fu invocato per la liberazione dalla peste. Dal XV secolo il culto crebbe in tutta l’Europa occidentale e soprattutto in Italia (Veneto, Brescia, Piacenza), con la nascita di chiese e confraternite. Secondo la tradizione, dal 1485 le reliquie furono onorate a Venezia, dove sorsero il santuario e la Scuola Grande di San Rocco; la devozione fu sostenuta anche dalla liturgia e dall’arte. Alcune testimonianze ricordano il pellegrinaggio del Doge alla chiesa veneziana nel giorno della festa. Studi storici moderni, tuttavia, segnalano l’incertezza su diversi particolari biografici e sulla stessa traslazione delle reliquie, a riprova di una tradizione cresciuta insieme alla pietà popolare.
Nell’iconografia San Rocco appare come pellegrino, con mantello, conchiglia e bordone, mentre indica la piaga della peste, spesso affiancato da un cane. È invocato come protettore degli appestati, dei pellegrini e degli ammalati. La sua memoria, anche quando non è celebrata liturgicamente per la precedenza della domenica, continua a nutrire una capillare devozione nelle comunità e nelle confraternite a lui dedicate.
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