San Michele, un ponte da 270 milioni di euro e carico di guai: o sarà a impatto zero o bisognerà dire addio ai fondi europei​​​​​​

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Paderno d’Adda, dalle critiche alle precisazioni del commissario europeo Fitto: vige il principio di non arrecare un danno significativo. Progetti del bando al vaglio. Se l’elaborato scelto non dovesse rispondere ai requisiti l’aiuto economico verrà dirottato

Raffaele Fitto vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale e di coesione lo sviluppo regionale le città e le riforme

Raffaele Fitto vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale e di coesione lo sviluppo regionale le città e le riforme

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Paderno d’Adda (Lecco), 8 settembre 2026 – I finanziamenti europei previsti per realizzare il futuro nuovo ponte di Paderno d’Adda sono a rischio. Il viadotto che rimpiazzerà lo storico San Michele, e che unirà le sponde lecchese e bergamasca dell’Adda dovrebbe essere costruito grazie ai fondi del Green deal europeo per la mobilità sostenibile. Si prevede una spesa complessiva di quasi 270 milioni di euro. Con il nuovo ponte però il traffico aumenterà del 100% e con esso l’inquinamento. Peggiorerà quindi drasticamente la qualità della vita di chi abita, lavora e si sposta nei paesi del circondario. 

Gli attivisti della rete “Occhio al Ponte” che "vigila" sul progetto e sull'impatto dell'infrastruttura

Gli attivisti della rete “Occhio al Ponte” che "vigila" sul progetto e sull'impatto dell'infrastruttura

L’impatto paesaggistico 

Verranno inoltre irrimediabilmente deturpati sia il San Michele che è un capolavoro di archeologia industriale che era candidato a diventare una meraviglia del mondo, sia la valle dell’Adda da cui ha tratto ispirazione Leonardo da Vinci per molte sue opere ingegneristiche e artistiche. Disastri che sembrano opposti agli obiettivi del Green deal europeo.

“Prima di concedere finanziamenti, le azioni sono verificate sulla base di tutte le disposizioni applicabili, tra cui il principio di “non arrecare un danno significativo”, i requisiti di resilienza ai cambiamenti climatici, il diritto ambientale o la legislazione relativa ai fondi”, mette tuttavia in guardia Raffaele Fitto in persona, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme. 

Il commissario europeo alla coesione regionale Raffaele Fitto

Il commissario europeo alla coesione regionale Raffaele Fitto

La spada di Damocle 

Ad appellarsi al vicepresidente europeo Raffaele Fitto affinché verifichi che i soldi europei vengano utilizzati correttamente, è stato con un’interrogazione parlamentare in Commissione europea l’eurodeputato dei 5 Stelle Gaetano Pedullà, eletto nella circoscrizione circoscrizione Italia nord-occidentale alle europee del 2024. Al momento comunque non sono stati ancora erogati contributi europei. “I finanziamenti possono essere sospesi, revocati, recuperati o reindirizzati – avverte in ogni modo sempre Raffaele Fitto – in caso di mancato rispetto del quadro normativo dell’Unione Europea e delle norme di ammissibilità”.

La risposta del vicepresidente della Commissione europea è arrivata all’indomani della scadenza del bando di concorso internazionale di idee per la progettazione del nuovo ponte. I progetti verranno comunque valutati anche in base al minimo impatto ambientale e paesaggistico.

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