Salvo D’Acquisto, 83 anni dal sacrificio: l’omaggio a Palidoro. «Il suo coraggio continua a guidarci
A Torre di Palidoro la commemorazione del vicebrigadiere che il 23 settembre 1943 si sacrificò per salvare 22 ostaggi dalla fucilazione nazista. Il comandante generale dell’Arma Salvatore Luongo: «Donò all’Italia un simbolo eterno di coraggio e amore per il prossimo»
di Laura Pace
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giovedì 24 settembre 2026, 00:47 - Ultimo aggiornamento: 01:05
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Ottantatré anni dopo, a Torre di Palidoro il nome di Salvo D’Acquisto continua a essere legato a quei ventidue uomini che tornarono a casa grazie al suo sacrificio. Il vicebrigadiere dei Carabinieri aveva appena 22 anni quando, il 23 settembre 1943, si accusò di un attentato che non aveva commesso e si consegnò ai soldati tedeschi per evitare la fucilazione degli ostaggi rastrellati come rappresaglia. Morì davanti al plotone d’esecuzione. A ricordarlo, nel luogo in cui venne ucciso, è stata questa mattina l’Arma dei Carabinieri nell’83esimo anniversario della sua morte.
LA CERIMONIA
Alla cerimonia a Torre di Palidoro, nel territorio di Fiumicino, hanno partecipato il comandante generale dell’Arma, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, e il professor Alessandro D’Acquisto, fratello del vicebrigadiere. Insieme hanno deposto una corona d’alloro davanti al monumento dedicato al giovane carabiniere, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria e proclamato Venerabile dalla Chiesa cattolica. La stele è stata poi benedetta da monsignor Vincenzo Pizzimenti, vicario episcopale per l’Arma dei Carabinieri. Un omaggio non soltanto alla figura di D’Acquisto, ma anche a tutti i caduti e a un gesto che, a più di otto decenni di distanza, resta uno dei simboli della storia dell’Arma. «Salvo D’Acquisto non salvò soltanto ventidue innocenti: donò all’Italia un simbolo eterno di coraggio, di amore per il prossimo e di rinascita morale», ha ricordato Luongo durante il suo intervento. «Quel sacrificio non fu solo un atto di eroismo, ma la più alta testimonianza di fede e di amore cristiano. Il suo esempio continua a guidare ogni giorno le donne e gli uomini dell’Arma».
LA COMMEMORAZIONE
Il comandante generale si è poi rivolto in particolare ai ragazzi presenti alla commemorazione. «Ogni gesto onesto, per quanto piccolo e all’apparenza insignificante, è un seme di giustizia», ha sottolineato, invitando i giovani a scegliere la strada della gentilezza e a riconoscere proprio nei gesti quotidiani il valore del coraggio. All'evento hanno preso parte autorità civili e militari, scolaresche e alcuni familiari degli uomini che D’Acquisto salvò dalla morte nel settembre del 1943. Tra i rappresentanti istituzionali erano presenti anche il sindaco di Fiumicino e rappresentanti del Consiglio regionale del Lazio. Le celebrazioni sono proseguite nella caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma, dove è stato benedetto il nuovo campanile destinato a sorreggere la campana dedicata al vicebrigadiere. Durante la giornata è stato inoltre assegnato il premio Salvo D’Acquisto a quattro militari e a un orfano che si sono distinti per il loro impegno e senso di solidarietà.
Un filo che lega il 23 settembre 1943 a oggi: dalla scelta di un ragazzo di 22 anni di morire al posto di ventidue sconosciuti fino a una memoria che, ottantatré anni dopo, continua a essere tramandata alle nuove generazioni.
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