Salvini inaugura la sede della Lega: “Lodi in giunta, decide Fabbri. Sindaci, nessun limite ai mandati”
Ferrara, 8 settembre 2026 – Prima si appella all’autonomia. “Non vengo certo da Milano a Ferrara per dire cosa fare”. Poi guarda Nicola ‘Naomo’ Lodi e Alan Fabbri al suo fianco, nella calca, uno a destra, l’altro a sinistra, in via Don Giovanni Verità, davanti alla vetrina della sede provinciale della Lega. E aggiunge: “Ho grande stima per entrambi, massima stima. Ricordiamoci come era questa città anni fa prima del governo della Lega, ricordiamoci cos’era il Gad, hanno fatto e stanno facendo molto. Ma, ripeto, non posso imporre niente a nessuno”, lascia la palla a Fabbri il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, sulla questione che tiene viva l’attenzione della politica ormai da mesi, da anni.
“Lodi? Sono sicuro che saprà affrontare i processi”
Sotto i riflettori l’ingresso in giunta di Lodi, vicesindaco nel primo mandato Fabbri con la delicata delega alla sicurezza. Ancora assessore nel secondo governo a trazione centrodestra della città, prima che la sua storia giudiziaria arrivasse a modificare l’assetto della giunta. Non è stato bene Lodi, poi ha rialzato la testa. E adesso, nella sede della Lega – sulla parete una foto gigante in bianco e nero con ‘Naomo’, una mano sulla spalla quasi a fargli coraggio – lui ha ancora il sorriso di chi ci crede, in un ritorno là, tra i banchi del Comune.
Salvini, nel traffico del quartiere zona San Giorgio, i tavolini del bar dall’altra parte della strada gremiti, caffè e spritz, gli sguardi curiosi sul drappello di vigili urbani che pattuglia la zona, aggiunge guardando un po’ alla sua storia. “Anche io ho dovuto affrontare anni di processi solo perché ho fatto il mio dovere di ministro, ne sono uscito. Sono sicuro che anche Lodi saprà uscirne”.

Il ministro e vicepremier Matteo Salvini stringe la mano al sindaco Alan Fabbri
La grande festa della Lega
Sono le 18,30, c’è il caldo pesante di agosto tra i tavoli e le sedie in via Don Giovanni Verità. Su un tavolinetto la statua di Alberto da Giussano, il guerriero simbolo della Lega. In un’altra foto, sempre in bianco e nero, il volto di Alan Fabbri. Ad aspettare il ministro sono in tanti, i vertici del partito. Lodi segretario provinciale (“E’ in arrivo”, dice un po’ emozionato); Paolo Borchia, europarlamentare, capo delegazione del parlamento europeo; Matteo Rancan, segretario Regionale Lega Emilia; Gianni Tonelli, responsabile nazionale sicurezza e immigrazione; Elena Murelli, senatrice; Laura Cavandoli, deputato; Massimo Contarini, segretario della Lega di Portomaggiore, una macchina fotografica professionale per raccontare con le immagini quei momenti, la cena con il ministro.
Che arriva puntuale, appena una decina di minuti oltre la tabella di marcia. A stringergli la mano per primo è il prefetto, Massimo Marchesiello.

Salvini insieme a Lodi
Poi la gente lo ferma, vuole abbracciarlo. Una calorosa stretta a Fabbri e Lodi. E si comincia. “La corsia dinamica sull’autostrada A13 fino a Ferrara, un grande risultato dopo anni di immobilismo. E, devo dire, bene la collaborazione con la Regione Emilia Romagna, regione con la quale c’è un dialogo positivo al di là delle ideologie. E certo grazie al Comune, il Comune di Ferrara che suscita in me un sorriso in più”. Gioie e dolori, che comunque Salvini liquida con una battuta. La spina si chiama Davide Bergamini, sindaco di Vigarano, transitato dalla Lega a Futuro Nazionale, di cui è responsabile regionale. Il vicepremier non lo nomina mai.
Ma dice: “La prossima volta sceglieremo parlamentari che resteranno con noi dall’inzio alla fine”. Rivolge poi un plauso al sindaco di Comacchio, Samuele Bellotti, anche lui ad attenderlo. Indicandolo insieme al governo della città di Ferrara come “un modello di amministrazione”. Cade sul tavolo un interrogativo, il terzo mandato di Fabbri, dei sindaci, forse fantapolitica. Forse no. “Come Lega noi non mettiamo limiti ai mandati, se ti scelgono è giusto che sia quella persona a governare, quattro, cinque, sei volte. Ripeto, se ti scelgono bene”.