Salerno, genitori record a 59 e 70 anni: «È un caso da primato internazionale»

La vita ha i suoi tempi imprevedibili, le sue regole sovvertite e una straordinaria capacità di riscrivere i confini del possibile, lasciando a bocca aperta persino la scienza medica più avanzata. A dimostrarlo in modo eclatante è la storia straordinaria che arriva direttamente da una sala parto del Salernitano, dove i riflettori si sono accesi sulla nascita della piccola Francesca Pia. Un evento che ha dell'incredibile, destinato a far discutere, a emozionare e a entrare di diritto negli annali della medicina della riproduzione. La sua mamma ha infatti compiuto 59 anni, mentre il papà ne ha ben 70. La donna ha seguito un percorso farmacologico di stimolazione ovarica, che solitamente non ha percentuali di successo molto alte per queste età. Ma non stavolta: la gravidanza è avvenuta con i propri ovuli e con il patrimonio genetico del papà.

IL PERCORSO

«Siamo di fronte a un caso davvero straordinario, perché riuscire ad arrivare a un concepimento e a un parto a un'età materna di 59 anni è un evento che si colloca al limite della rarità assoluta nel panorama internazionale» racconta Mario Polichetti, il ginecologo che ha seguito la donna fino al parto. «Accompagnare questo percorso complesso - ha aggiunto - proteggerlo con la massima cautela e vederlo finalmente culminare nella nascita di una creatura che oggi gode di una salute di ferro, è motivo di immensa soddisfazione per tutta la nostra squadra ospedaliera».

I dati clinici parlano chiaro e spazzano via qualsiasi dubbio sulla vitalità e sulla forza di questa bambina. Alla nascita, Francesca Pia pesava 2,4 chili; un piccolo fuscello che dopo due mesi è già volato a 4,5 chilogrammi, crescendo a vista d'occhio in modo perfetto, armonico e vigoroso. «Vederla stare così bene e vederla prosperare giorno dopo giorno è la ricompensa più grande che un medico possa desiderare nella propria carriera — sottolinea lo specialista — Quando si affrontano strade così impervie, delicate e fuori dagli schemi tradizionali, la tensione emotiva è palpabile e la responsabilità clinica è semplicemente immensa. Ma oggi, guardando questa bambina sorridere, sappiamo perfettamente che ne è valsa la pena».

IL PRIMATO

Per Polichetti ci troviamo di fronte a un caso che profuma di primato internazionale, capace di calamitare l'attenzione e l'interesse della comunità scientifica. «Per chi fa il nostro mestiere ogni giorno — conclude — non c'è gioia più grande che veder concretizzarsi il frutto del proprio impegno nella magia inspiegabile di una nuova vita che viene al mondo. E stavolta, credetemi, siamo davvero davanti a qualcosa di strabiliante».