Sale in auto con l’amico drogato. Resta ferito: per lui 62mila euro

Il conducente era risultato positivo agli stupefacenti, ma il passeggero non poteva saperlo. Per questo il giovane rimasto gravemente ferito...

Il tribunale di Rimini

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Il conducente era risultato positivo agli stupefacenti, ma il passeggero non poteva saperlo. Per questo il giovane rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto nel 2018 lungo la via Montescudo, a Coriano, non ha avuto alcuna responsabilità. Il Tribunale civile di Rimini gli ha riconosciuto un risarcimento complessivo di 62mila euro.

Il giovane, che all’epoca aveva 23 anni, era seduto davanti su una Lancia Y che si scontrò frontalmente con una Kia Rio. L’impatto fu molto violento. Il passeggero venne portato in eliambulanza all’ospedale Bufalini di Cesena con una grave lesione all’anca sinistra, una lussazione e una frattura. Per lui cominciò un lungo periodo fatto di cure, visite ed esami.

L’assicurazione aveva chiesto di ridurre il risarcimento. Secondo la compagnia, il giovane avrebbe accettato di salire su un’auto guidata da una persona che non era nelle condizioni di mettersi al volante. Per il Tribunale, però, non c’è la prova che il passeggero sapesse dell’assunzione di sostanze. Il conducente, inoltre, non avrebbe mostrato segnali evidenti del suo stato. Il viaggio era cominciato da pochi minuti, intorno alle 7 del mattino, e serviva ad accompagnare alcuni conoscenti al lavoro. Una situazione normale, secondo il giudice, che non poteva far scattare particolari campanelli d’allarme nel passeggero. L’assicurazione aveva sollevato dubbi anche sull’uso della cintura di sicurezza. Ma nel referto compilato subito dopo l’incidente si legge che il giovane indossava la cintura e che l’airbag era entrato in funzione. Anche le ferite, secondo il consulente medico, erano compatibili con l’utilizzo dei sistemi di sicurezza.

La perizia ha riconosciuto al passeggero una invalidità permanente. Il Tribunale non ha invece riconosciuto un risarcimento aggiuntivo per le conseguenze sulla vita privata. Il giovane aveva parlato delle rinunce affrontate e dell’impossibilità di continuare a praticare alcuni hobby, ma secondo il giudice non sono stati portati elementi abbastanza concreti. Respinta anche la richiesta per la perdita della capacità lavorativa. Dal risarcimento complessivo dovranno essere tolti i 36.900 euro già pagati dall’assicurazione e i 16.607 euro versati dall’Inail per il danno biologico. Non saranno invece sottratti i 9.456 euro riconosciuti dall’istituto per il periodo trascorso senza poter lavorare, perché si tratta di una voce diversa. Sul conto finale dovranno essere aggiunti rivalutazione e interessi.

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