«Ruote tagliate per impedirci di lavorare». Così il fronte della protesta si è già diviso
Sorrisi, strette di mano, cornetti e caffè per iniziare una nuova giornata dopo una notte di pioggia trascorsa nei camion parcheggiati lungo le strade che costeggiano i caselli autostradali. Un’atmosfera quasi goliardica al casello di Caserta Nord, se non fosse che si respirava un’aria surreale: tangibile la preoccupazione e la tensione si avvertiva già alle prime ore del mattino quando la situazione sulle autostrade A1 e A30 sembrava tranquilla. Sì, i camion erano incolonnati ma lo spazio per circolare c’era.
IL CAOS
«Non vogliamo lo scontro, ma portare all’attenzione delle istituzioni i problemi che viviamo quotidianamente e le difficoltà di tante famiglie che riescono a mantenersi grazie a questa attività», queste le parole degli imprenditori Agostino Rossi e Salvatore Ventriglia pochi minuti prima che scoppiasse il caos. Tra Napoli e Caserta scatta il blocco: code chilometriche tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli e tra Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Sull’A30, 2 chilometri di coda tra Maddaloni e il bivio con la A1 in direzione Caserta, bloccate anche le stazioni di Santa Maria Capua Vetere, Caserta Sud e Caianello. Telefonate per capire come procedeva il blocco, per evitare problemi ma mantenere le postazioni. E poi camion fermati per chiedere, e a volte pretendere, la sosta, anche solo per mezz’ora, solo per partecipare ad una protesta contro il caro benzina, il caro vita, le condizioni di disagio di una categoria maltrattata e non considerata. «Ci spiace per le conseguenze ma questo è l’unico modo per essere ascoltati».
L’APERTURA
Angelo Esposito, uno dei delegati degli autotrasportatori che l’altro giorno si è seduto al tavolo con Matteo Salvini a Milano, spiega che «un’apertura c’è stata da parte del ministro ma non è sufficiente. Con questi costi andremo al fallimento e molti colleghi pensano che è meglio morire oggi che domani. Potrebbero abbassare il prezzo del gasolio a 1,50 euro per i prossimi due mesi e nel mentre organizzare un piano che ridefinisca l’impianto normativo del settore». E mentre un ristoro immediato potrebbe essere la soluzione per i camionisti che autonomamente si sono organizzati in questa protesta, per gli associati le cose sembrano essere diverse. Il vicepresidente nazionale di Trasporto Unito, Francesco Annunziata, chiede norme strutturali. «Non vogliamo l’elemosina, i 480 milioni, che tra l’altro sono stati stanziati già a maggio scorso, non ci servono. Quello che chiediamo è un impianto normativo stabile che ci metta in condizioni di dialogare con i committenti. Abbiamo deciso di presentare questa settimana una richiesta di sciopero. Se non risolvono ora la questione, il blocco si ripresenterà a metà novembre».
I DANNI
E mentre le motivazioni della manifestazione vengono elencate, la protesta monta con blocchi sempre più corposi, pneumatici posizionati lungo le carreggiate per evitare il transito e ruote dei camion a terra perché bucate (24 i mezzi danneggiati). E poi la denuncia di un autotrasportatore romano che spiega di essere stato «sequestrato nell’autogrill di San Nicola la Strada», e un autista di un'azienda veneta di mobili che dice di essere fermo da tre giorni in autogrill a Teano. Quindi minacce e aggressioni verbali a un cronista a Teverola e intimidazioni nei confronti di camionisti che manifestavano la volontà di riprendere la marcia o di rientrare (sulla vicenda un’interrogazione a Piantedosi è stata presentata dal deputato di Fdi Francesco Filini). Insomma, la situazione sembra sfuggire di mano e in serata arriva il blitz della polizia (100 agenti impiegati, 104 camionisti identificati, targhe delle auto in sosta fotografate) che identifica i manifestanti e libera i presidi: a Caserta Sud, Caserta Nord, Santa Maria Capua Vetere e Caianello “spariscono” i tir e la circolazione sulle autostrade riprende. Ma non finisce qui. Sui display all’ingresso degli imbocchi dei caselli campeggia la scritta: “Manifestazione in entrata”. La protesta potrebbe non essere finita e nella notte gli autotrasportatori potrebbero mettere in atto una nuova strategia. Ieri sera, dopo una trattativa a Caianello mediata dall’eurodeputato di Forza Italia Fulvio Martusciello, i primi tir hanno superato la barriera autostradale.