Romea, tre ipotesi sul tavolo per diminuire gli incidenti. Ma è scontro fra Lega e Pd
La relazione è stata consegnata ieri a Palazzo Ferro Fini: "Statale 309 Romea, varianti di tracciato, tratto veneto". Con una doppia informativa, prima ai sindaci e poi in commissione, Anas ha ufficializzato il completamento del Documento di fattibilità delle alternative progettuali per la messa in sicurezza dell'arteria, che solo nell'ultimo quinquennio ha registrato oltre 600 incidenti e da quasi tre decenni è al centro di estenuanti discussioni.
«Ora il dibattito pubblico», hanno annunciato gli assessori Marco Zecchinato (Infrastrutture) e Diego Ruzza (Trasporti). Fiduciosi i consiglieri leghisti Elisa De Berti, Roberta Vianello e Andrea Tomaello: «Non diciamo che la strada sia ormai in discesa, perché non lo è. Dobbiamo continuare a monitorare passo dopo passo il percorso, verificare il rispetto dei tempi e accompagnare il confronto con i territori. Ma oggi abbiamo un quadro più definito delle priorità e delle possibili soluzioni». A dir poco scettico il collega dem Jonatan Montanariello: «Assistiamo al solito copione, fatto di rinvii e punti interrogativi, mentre i problemi reali di sicurezza e viabilità restano del tutto insoluti».
L'audizione
L'audizione di Ettore de la Grennelais, responsabile della struttura territoriale Anas del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, ha confermato che è stata ormai archiviata la stagione della variante unica (l'ipotesi del project financing Orte-Mestre, l'idea della Romea Commerciale, la supposizione della Nuova Romea...). «Stiamo lavorando su più fronti, dalle opere di maggiore rilievo agli interventi puntuali per la sicurezza», ha ribadito il dirigente, alludendo ai risultati dell'analisi sui dati dell'incidentalità e della mortalità, da cui emerge che le priorità sono il rettifilo lagunare e il tratto compreso tra Chioggia e Porto Viro.
Ecco allora i due interventi previsti. Il primo riguarda i 15 chilometri del rettilineo che costeggia il canale Novissimo, con il raddoppio del segmento tra Lughetto e Codevigo, portando da due a quattro le corsie di marcia. Il secondo interessa l'asse Codevigo-Chioggia-Rosolina-Porto Viro, per il quale viene valutato un tracciato alternativo. O meglio: il Docfap svelato sul Canal Grande comprende diverse ipotesi progettuali, che nei prossimi mesi dovranno essere sottoposte all'esame del territorio, da cui discenderà la scelta finale con la relativa stima finanziaria.
Il pressing
«Continueremo quindi a seguire da vicino il lavoro di Anas affinché dalla fase di studio e confronto si passi alla progettazione e poi ai cantieri, dando priorità agli interventi più urgenti e lavorando nel frattempo per reperire tutte le risorse necessarie», hanno commentato i leghisti De Berti, Vianello e Tomaello.
Pare infatti di capire che l'audizione in Seconda commissione, presieduta da De Berti e chiesta dalla Lega, sia stata funzionale a tenere alta l'attenzione sulla questione, in vista del pressing sul ministero delle Infrastrutture. «Solo fumo», ha ribattuto il dem Jonatan Montanariello: «Ci sono state presentate tre differenti ipotesi di variante per il tratto di Chioggia. Un chiaro segnale della volontà di temporeggiare. Come accade puntualmente a ogni appuntamento elettorale, si torna a fare annunci sulla Romea senza però mettere sul tavolo risorse certe. Non solo: scopriamo che persino gli interventi programmati per la messa in sicurezza dell'attuale tracciato vengono rimessi in discussione con fantomatiche "alternative" e forti incertezze sui tempi di realizzazione, giustificate dal rialzo dei costi». Ha dissentito Mauro Armelao, sindaco leghista di Chioggia, presente all'incontro con i colleghi di Codevigo, Campagna Lupia e Mira: «Il lavoro da fare è ancora molto, ma le cose sono in moto. E noi continueremo a fare la nostra parte perché la Romea sia più sicura».