Roma, tanta fierezza ma niente distrazioni. Dopo il Real una notte insonne, ora mi resta addosso l'orgoglio

Sono stati come un'anestesia, quei 10 minuti di Roma-Real che sono costati carissimi, a noi romanisti. Ma stamattina, con una notte quasi insonne alle spalle, una delle tante notti da ricordare della nostra passione giallorossa, quello che mi resta addosso è l'orgoglio. C'è da essere orgogliosi per una squadra così che per 80 minuti domina il Real Madrid. Ci ha uniti questa notte di Roma-Real, ancora una volta, come popolo. Ci fa ritrovare, alla mattina al bar e al lavoro, con un sentimento forte da condividere: è il miracolo del calcio, questo. Abbiamo capito che possiamo guardare in faccia tutti, ma anche che non possiamo distrarci, come capitato ieri e magari con l'Inter, perché noi questa stagione la dobbiamo vivere da protagonisti.

Il lavoro di Gasperini, i suoi uomini, al netto degli errori inspiegabili, va verso un obiettivo chiaro: la Roma con lui e noi al suo fianco deve stare in alto. Io ho molta fiducia, perché errori sui calci d'angolo come quelli visti nel finale della partita contro il Real si possono correggere. Gasperini li deve correggere. Sappiamo tutti che questa squadra spende tanto, ce l'ha ricordato Mourinho, che è stato garbato e corretto con noi tutti del popolo romanista, ma ha visto un'altra partita. Non ci sono state due partite, come dice lui: ci sono stati 80 di Roma e basta e quindi tre calci d'angolo vissuti dai nostri da ipnotizzati. Ecco, questo non deve capitare più.

È così importante questa bellezza di sentimenti che ci crea il calcio, che ci regala la Roma: in questi tempi cupissimi abbiamo un gran bene da far fruttare nelle nostre giornate. Queste chiacchiere da tifosi, quei momenti all'Olimpico abbracciati e tremanti valgono il sorriso di una giornata. Tremanti, sì: perché su quel 3-1 io un gol del Real me lo aspettavo. Non gli altri però. 
Un pensiero mi va naturale a Bobby Malen, però: poteva e doveva essere la sua celebrazione totale e definitiva. Due gol al Real con una vittoria erano un certificato, lo sono ugualmente: Bobby, per noi il certificato c'è sempre e comunque. Mai visto uno così: ogni tiro un’insidia, niente sprechi.

Ora è il tempo per gli altri, perché si deve ripartire dalla partita col Genoa di De Rossi: toccherà a Castro, a Mora. Toccherà all'allenatore mettere a fuoco gli errori e soprattutto riportarci tutti alla lucidità: la Roma è forte e competitiva, gioca un calcio che ci rende orgogliosi su ogni campo. 
Ligabue cantava di “certe notti”: è vero, certe notti creano i rapporti, li cementano, riaccendono sentimenti. E noi l'altra sera ci siamo saldati ancora una volta coi ragazzi in campo, con un allenatore che ci porterà in alto, ci ha fatto sentire uniti e forti. E fatto capire che la Roma può battere il Real, se non si fa l'anestesia sui calci d'angolo.

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