Roberto Iabichella trovato carbonizzato a Vigevano, un amico arrestato per omicidio: “Rogo appiccato per nascondere le tracce”
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A scatenare la furia omicida la rivalità per una donna di cui entrambi si erano invaghiti. Sulla vittima, 60 anni, sono stati trovati gravi traumi al volto e evidenti segni di strangolamento. Francesco Manfrin in arresto: il 48enne è accusato di omicidio aggravato, incendio doloso e distruzione di cadavere

La vittima, Roberto Iabichella, 60 anni

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Vigevano (Pavia) - Non era morto per una sigaretta accesa caduta sul letto, né si era suicidato. Ma era stato picchiato e strangolato, ucciso prima dell'incendio, appiccato dallo stesso omicida per depistare le indagini. Per la morte del 60enne Roberto Iabichella, trovato carbonizzato domenica 23 agosto nel suo appartamento andato a fuoco in via Foscolo a Vigevano, la polizia ha arrestato Francesco Manfrin, 48enne, accusato di omicidio aggravato, incendio doloso e distruzione di cadavere.
A fare da sfondo, e dunque da detonatore al proposito omicidiario, la rivalità in amore. Una donna che entrambi, la vittima e il suo carnefice, si contendevano.
L’allarme
L'allarme per il rogo era stato lanciato verso mezzogiorno da altri residenti che avevano visto il fumo uscire all'appartamento, in una palazzina di case popolari dell'Aler. Un vicino di casa era anche rimasto lievemente intossicato dal fumo nel tentivo di entrare nell'appartamento per cercare di salvare la vittima, che invece era stata trovata ormai carbonizzata dai soccorritori. I vigili del fuoco avevano accertato che le fiamme si erano propagate dal materasso nella camera da letto della vittima, che abitava da sola.
Le indagini
"Le tempestive indagini svolte dalla polizia di Stato - spiega la nota diramata dalla Questura di Pavia oggi, domenica 6 settembre - unintamente ai primi accertamenti eseguiti dal personale medico-legale, consentivano di accertare che Iabichella Roberto aveva riportato gravi lesioni al volto e presentava evidenti segni di strangolamento". Nel massimo riserbo investigativo, le indagini delegate dal pm di turno alla Squadra Mobile della Questura di Pavia hanno cercato di ricostruire le frequentazioni della vittima e quello che era accaduto prima dell'incendio. Sono stati così acquisiti e analizzati i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e i dati di traffico telefonico relativi a utenze ritenute d'interesse.
“Incendio appiccato per nascondere le tracce”
"Secondo la ricostruzione investigativa della Procura della Repubblica, condivisa dal Giudice per le indagini preliminari - spiega la nota della Questura - l'autore del delitto avrebbe tentato di simulare un gesto suicidiario, inviando dal telefono cellulare della vittima messaggi dal contenuto affettivo e di commiato. Successivamente avrebbe appiccato il fuoco nella camera da letto nella quale si trovava il cadavere, nel tentativo di occultare le tracce del reato". Tramite l'analisi degli accessi all'edificio, la ricostruzione degli spostamenti e delle attività della vittima nelle ore precedenti, oltre alle dichiarazioni raccolte da persone informate, gli investigatori della Mobile sono risaliti a Francesco Manfrin, che con la vittima avrebbe avuto un rapporto di amicizia.
L’arresto
Così nella giornata di oggi il presunto responsabile è stato arrestato, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Gip su richiesta della Procura, "procedendo contestualmente a un'approfondita perquisizione". "Le indagini proseguono - conclude la nota della polizia - al fine di completare la ricostruzione dei fatti e acquisire ogni ulteriore elemento utile all'accertamento delle responsabilità".
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