Ritorsione di Mosca verso Roma: espulsi addetto militare italiano e un suo collaboratore
IL PUNTO - Tensioni diplomatiche tra Roma e Mosca: la Russia espelle due funzionari italiani
Si inasprisce ulteriormente lo scontro diplomatico tra l'Italia e la Russia. Il ministero degli Esteri di Mosca ha ordinato l'espulsione "su base di reciprocità" di un addetto militare italiano e di un suo collaboratore. Ai due funzionari e ai rispettivi nuclei familiari sono stati concessi appena tre giorni di tempo per lasciare il territorio russo.
La decisione del Cremlino arriva come diretta conseguenza del provvedimento adottato da Roma il 9 luglio scorso, quando due agenti dei servizi segreti russi, operativi in Italia sotto copertura diplomatica, erano stati espulsi con l'accusa di ingerenza grave e inaccettabile. Quell'operazione era scattata a due giorni dall'arresto di due ex spie italiane accusate di collaborare direttamente con la Federazione Russa.
La reazione delle autorità italiane non si è fatta attendere. Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha definito la misura adottata da Mosca come un atto di ritorsione palese e privo di qualsiasi fondamento. Tajani ha ribadito come l'allontanamento dei funzionari russi fosse stato motivato da attività di spionaggio accertate in flagrante e ritenute altamente dannose per la sicurezza nazionale italiana.
Le indagini condotte dalle autorità italiane spiegano la gravità della situazione. Uno degli agenti russi espulsi si sarebbe adoperato per raccogliere, dietro compenso economico, informazioni strategiche legate al sistema di difesa antiaerea franco-italiano SAMP/T e ai missili Aster destinati all'Ucraina. Nel mirino delle attività di spionaggio sarebbero finite anche la missione NATO in Bulgaria e l'azienda italiana Avio, attiva nella produzione di motori per droni e missili supersonici.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando come queste operazioni rappresentino soltanto la punta dell'iceberg di un conflitto ibrido portato avanti da Mosca. L'episodio conferma il clima di forte tensione che caratterizza ormai da anni le relazioni tra i due Paesi, appesantite dal sostegno italiano a Kiev e dalle reiterate accuse di interferenza e spionaggio.
Bolivia: attiravano le vittime con false offerte di lavoro ma li reclutavano per farli combattere con l'esercito ucraino
La giustizia boliviana ha disposto 60 giorni di custodia cautelare per tre individui accusati di far parte di un'organizzazione criminale dedita al reclutamento di cittadini boliviani da inviare al fronte russo nella guerra contro l'Ucraina.
Gli arrestati — fratello, figlio e genero del presunto leader della rete, attualmente latitante e in fuga in Brasile — attiravano le vittime con false offerte di lavoro.
Le indagini, avviate dopo la denuncia delle famiglie di due giovani morti nel conflitto, hanno portato al sequestro di una cinquantina di passaporti e all'individuazione di due immobili a Santa Cruz de la Sierra usati come basi d'appoggio. Le autorità stimano che siano almeno 16 le persone ingannate dall'organizzazione.
A Mosca colloqui strategici tra i ministri degli esteri di Russia e Nordcorea
Il ministro degli Esteri nordcoreano Choe Son Hui e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov hanno tenuto lunedì a Mosca il loro terzo dialogo strategico, secondo quanto riferito martedì dall’agenzia di stampa statale nordcoreana KCNA. La Russia ha espresso pieno sostegno agli sforzi della Corea del Nord volti a difendere i propri diritti sovrani e i propri interessi di sicurezza, mentre Pyongyang ha ribadito il proprio sostegno alle politiche di Mosca riguardo alla guerra in Ucraina, ha riferito la KCNA. Il Cremlino ha dichiarato lunedì che Choe ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin e ha trasmesso i saluti del leader nordcoreano Kim Jong Un. Anche la KCNA ha confermato l’incontro in un comunicato separato pubblicato martedì.