Ritira la Porsche nuova, viene fermato per l'alcoltest ma non riesce a soffiare: denunciato. Era asmatico
PORDENONE - Sfoggiava la sua Porsche Macan appena ritirata dal concessionario, quando i carabinieri gli hanno intimato l’alt. I problemi sono cominciati quando gli hanno chiesto di soffiare nell’etilometro. Il 54enne è asmatico e ogni tentativo di portare a termine il test si è concluso con colpi ripetuti di tosse. Per oltre due mesi è rimasto senza patente e senza auto per presunto rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Ci sono voluti approfondimenti medico legali per capire che non fingeva di avere attacchi di tosse e che le difficoltà respiratorie erano collegate alla sua patologia. L’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Malattia, ha ottenuto l’archiviazione del procedimento penale e l’annullamento dei provvedimenti che avevano determinato ritiro della patente e sequestro della Porsche.
Porsche fermata
Tutto ha inizio la sera del 24 aprile, quando viene fermato dai carabinieri di Maniago. Non riesce a ottenere una misurazione valida quando viene sottoposto al test dell’etilometro. Il sospetto è che abbia espirato in maniera parziale e discontinua. Le conseguenze? Per il Codice della strada equivalgono al comma 7 dell’articolo 186: rifiuto di sottoporsi all’accertamento. L’indomani - come sollecitato dagli stessi carabinieri - ha portato la documentazione medica che aveva a disposizione, ma non ha evitato il ritiro della patente e il sequestro amministrativo dell’auto, avvenuti il 27 aprile, in quanto i certificati medici vengono ritenuti insufficienti. Il 30 aprile la Prefettura gli sospende la patente per un anno.
Le difficoltà dovute all'asma
L’avvocato Malattia ha impugnato i provvedimenti davanti al Giudice di pace e chiesto al medico legale Giovanni Del Ben un consulto. Il risultato dà ragione all’automobilista: le difficoltà manifestate durante l’esecuzione del test vengono ritenute «ragionevoli ed attendibili», compatibili con una patologia respiratoria allergica di tipo asmatico e disventilatorio, di cui da molti anni soffre in primavera. «Ed è proprio sul terreno medico che la vicenda conosce la svolta - spiega Malattia -. Anche la Procura aveva infatti sottoposto la questione a una verifica specialistica, affidando una consulenza al dottor Antonello Cirnelli. I due approfondimenti, compiuti da professionisti incaricati da soggetti processuali diversi, arrivano a conclusioni convergenti: le difficoltà nell’eseguire correttamente l’alcoltest risultano compatibili con le condizioni patologiche dell’automobilista e non con una deliberata volontà di sottrarsi al controllo».
L’archiviazione
Il pm Federico Baldo ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale e il 6 luglio il Gip lo ha accolto. Le valutazioni medico legali, oltre alla richiesta di archiviazione della Pm, sono state fatte valere anche davanti al Giudice di pace, che il 26 giugno ha sospeso l’esecutività dei provvedimenti, ma ha subordinato la decisione finale all’esito della visita in Commissione medica, fissata all’automobilista tre mesi dopo. Nel frattempo la Prefettura ha revocato la sospensione della patente. Ora l’ultimo tassello della vicenda, che si è chiuso con l’accoglimento del ricorso al Giudice di pace, che ha annullato tutti i provvedimenti: verbale dei carabinieri, sequestro amministrativo dell’auto e sospensione della patente. «Una conclusione favorevole che, tuttavia, non cancella quanto accaduto nei mesi precedenti - osserva il legale - L’automobilista, infatti, pur essendo riuscito a far valere le proprie ragioni sia nel procedimento penale sia davanti al Giudice di pace, è rimasto per oltre due mesi senza patente e senza la disponibilità dell’automobile appena acquistata. Ed è forse questo l’aspetto più amaro della vicenda: anche se la documentazione medica esibita già il 27 aprile evidenziava la patologia respiratoria, confermata dai successivi accertamenti medico legali, è rimasto totalmente inascoltato e si è visto costretto a rivolgersi a un avvocato. Si è trattato di un errore di cui un cittadino ha pagato comunque le conseguenze, al di là del fatto che alla fine gli sia stata data piena ragione».
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