Ritardi degli istologici: un solo medico deve refertare 100mila esami. “Quattro mesi per sapere se avevo un tumore”
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E persino a Torrette, l’eccellenza regionale, il personale scarseggia perché il lavoro è considerato un “posto poco ambito e gratificante”. La denuncia di Franco Carbonari che poi si è rivolto al Tribunale del malato. “Racconto la mia odissea per dare voce a chi subisce in silenzio: inaccettabile”
In primavera era emersa la criticità: un solo medico anatomopatologo doveva refertare 100mila esami istologici all’anno

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Ancona, 3 settembre 2026 – In primavera era emersa la criticità: un solo medico anatomopatologo doveva refertare 100mila esami istologici all’anno, girando tra gli ospedali di Jesi, Fabriano e Senigallia e la Regione ha annunciato l’esternalizzazione del servizio per l’Ast Ancona.
E persino a Torrette, l’eccellenza regionale, il personale scarseggia (il medico che ora lavora per gli ospedali dell’Ast proviene da Torrette dove è stato formato) perché il lavoro è considerato un “posto poco ambito e gratificante”, lasciando i pazienti nel limbo di una burocrazia spietata. La situazione nei mesi scorsi, grazie al ricorso a laboratori esterni, è migliorata a giudicare dai numeri, ma l’attesa secondo la denuncia di alcuni pazienti al Carlino è ancora lunga, pure oltre i 4 mesi.
L’intervista a Franco Carbonari
“Non tutti conoscono i propri diritti e molti restano nell’angoscia di non sapere se hanno un tumore, ritardando cure vitali. Per questo ho deciso di parlare”. A sfogarsi è Franco Carbonari, pensionato jesino, protagonista di un’odissea burocratica e sanitaria tra liste d’attesa e referti mai arrivati.
Signor Carbonari, come è iniziata la sua vicenda?
“A ottobre scorso, visti alcuni sintomi e la forte familiarità — un parente è deceduto a 54 anni pertumore alla prostata — il medico mi ha prescritto degli accertamenti. Al Cup non c’era posto per l’ecografia, così l’ho fatta a pagamento. Per la risonanza, non essendoci disponibilità, sono riuscito a prenotare solo grazie alla presa in carico della dottoressa Eusebi. Poi, per fare prima, sono andato di nuovo a pagamento da un urologo”.
Quando ha effettuato la biopsia e come si sono allungati i tempi?
“La biopsia è stata eseguita il 24 aprile. Mi avevano prospettato più di un mese d’attesa, ma il primo giugno, alla visita di controllo, del referto non c’era traccia. Al Cup mi hanno detto che stavano refertando ancora febbraio, mentre il numero dedicato era perennemente occupato. Ho fatto la spola continuamente senza risposte fino a metà agosto, con un’angoscia difficile da spiegare. Ogni volta mi dicevano che erano indietro di mesi”.
Come ha risolto la situazione?
“Venerdì scorso, amareggiato e arrabbiato, mi sono rivolto al Tribunale del Malato di Jesi. Ilresponsabile Pasquale Liguori ha sollecitato l’azienda sanitaria e il laboratorio esterno a cui era stato inviato il campione. Lunedì, come per magia, il referto è arrivato:fortunatamente è negativo”.
Perché ha scelto di denunciare pubblicamente?
"Sento i nostri amministratori dire che la sanità migliora, ma per me è peggiorata moltissimo. Ho denunciato per dare voce a chi subisce in silenzio. Mentre ero al Tribunale del Malato una donna affetta da tumore, attendeva un esame istologico da maggio. Tutto questo è inaccettabile”.
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