Rita Pavone ritorna a ritmo di swing: “Io, Saturnino e Milano, la notte è sempre piccola”
Milano, 15 settembre 2026 – Rita a tempo di swing. È nato a Milano il singolo con cui Miss Pavone scivola nel ricordo delle Gemelle Kessler jazzando assieme a The Italian Society ’La notte è piccola’, sempiterna sigla di Studio Uno rimbalzata alla metà degli anni Sessanta da Via Teulada nelle case degli italiani col testo di Castellano e Pipolo e la musica di Bruno Canfora.
“Per accettare la sfida avevo bisogno di avere accanto gente brava e Coky Ricciolino, Frankie Micheli e Gabrio Gentilini lo sono veramente”, dice la cantante piemontese, all’anagrafe Rita Ori Filomena Pavone, a proposito della partnership col raffinato trio vocale.
“The Italian Society è un progetto nato da un’ottima idea del produttore Diego Buongiorno a cui ho aderito con piacere (a ottobre uscirà un album impreziosito anche da altre collaborazioni eccellenti come quella con Ray Gelato nella ‘We are italians’ arrivata sulle piattaforme il mese scorso, ndr). Poter contare, poi, sul sostegno musicale di una big band di 25 elementi con Saturnino al basso, mica è cosa da tutti i giorni… Abbiamo cercato di modernizzare quel classico del 1965 senza stravolgerlo, perché penso debba essere un omaggio alle gemelle Kessler, e il risultato mi sembra decisamente carino”.
A quei tempi lei se la vedeva in classifica con Mina, Adamo, Celentano, Jimmy Fontana, Pino Donaggio. Altri tempi e altra canzone.
“Beh, il mondo della musica era frequentato da personaggi che sapevano innanzitutto stare sulla scena: non si inventavano, studiavano ed erano sempre preparati. Antonello Falqui, regista di Studio Uno, ti faceva provare tutti i santi giorni; poi, però, andavi davanti alle telecamere tranquillo, cosciente che niente era stato lasciato al caso. Oggi, invece, s’improvvisa molto. E poi c’erano loro: Alice ed Ellen. Praticamente perfette, legate pure sulla scena da un sincronismo incredibile. ‘La notte è piccola’ è rimasto nella testa della gente perché facile da ricordare, ma anche dotato di un suo carattere preciso. Non una stupidaggine estiva buttata là per lasciare il tempo che trova”.
Tre canzoni fondamentali della sua carriera, partendo dalla cover di quella ’Moliendo Café’ di Mina che le ha travolto la vita tanto sul piano professionale che privato?
“Mina interpretava quel pezzo di Ugo Blanco come una regina. Io ci superai il provino alla Rca e ci vinsi il Festival di Ariccia, dove conobbi mio marito. Due altri brani per me molto importanti sono sicuramente ‘Cuore’ e ‘Il Geghegè’. Anche quando potevano sembrare stupidaggini, infatti, erano molto studiati nella loro apparente semplicità. Oggi la musica è più ‘usa e getta’, i suoni sono quasi tutti uguali e non si canta più”.
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Rita Pavone: "Con Teddy Reno stiamo insieme dal ’62 certi fin dall’inizio che la nostra sarebbe stata una bella storia"
Tornando alle gemelle Kessler, scioccata pure lei dalla loro scelta di andarsene assieme?
“Il loro ricorso al suicidio assistito mi ha fatto una grande impressione. Ma il rapporto era talmente forte che la perdita di una avrebbe tolto senso alla vita dell’altra: così credo che la scelta sia stata fortemente voluta e le abbia rassicurate nel compiere assieme pure l’ultimo passo. Personalmente, ricordo ancora la gioia la volta che cantammo tutte e tre ‘La notte è piccola’ a Studio Uno: gli arrivavo all’anca, perché erano due spilungone… ma praticamente perfette”.
Sono parte della storia della tv.
“Debbo dire che erano molto simpatiche, molto professionali, affamate di vita, ma anche molto ‘tedesche’ nel senso che quando si lavorava, si lavorava, e non c’era spazio per diversivi. Arrivavano in studio conoscendo già alla perfezione i passi delle coreografie che avrebbero dovuto eseguire. D’altronde si sa che i tedeschi sono caparbi. E, avendo inciso un sacco di dischi in Germania, lo dico anche per esperienza personale. In studio mi facevano andare avanti a cantare finché non trovavo il modo giusto di pronunciare ogni parola”.
“Due vite in una vita” ha scritto sui social postando a luglio sui social le foto del compleanno di suo marito Ferruccio (Teddy Reno, ndr), primo centenario della canzone italiana.
“Stiamo insieme dal ’62 certi fin dall’inizio che la nostra sarebbe stata una bella storia. Erano gli altri a non crederci, a dire che sarebbe durata il tempo di un 45 giri. Sapevamo di essere le persone giuste e di volere le stesse cose. Alcuni mi hanno poi chiesto scusa, altri fingono di non ricordare le critiche spaventose che abbiamo dovuto affrontare, trattati come se fossimo degli assassini o dei rapinatori di banca solo perché volevamo costruire una vita assieme”.
Diciannove anni di differenza sono tanti, ma oggi creano meno clamori...
“Se fossero stati solo tre o quattro sarebbe stato meglio, inutile negarlo. Perché arrivati a 100 e ad 81 quei 19 anni di mezzo pesano. Anche se, ad essere sincera, tutta questa pressione non l’ho mai sentita: ci siamo divertiti moltissimo, abbiamo fatto viaggi meravigliosi, abbiamo riso tanto e, soprattutto, ci siamo voluti tanto bene. E il primo a capirlo fu proprio mio suocero Giorgio Merk che, dopo avermi conosciuta, disse a Ferruccio: “Se tu fai sfuggire questa ragazza sei un cretino!“”.
Nata a Torino, ha vissuto a Roma, e risiede in Svizzera. Ma Milano è sempre stata un crocevia obbligato della sua carriera. L’incontro più importante?
“Una persona che porto nel cuore è il suocero di Caterina Caselli, Ladislao Sugar. Senza di lui non avrei mai potuto incidere ‘Cuore’, adattamento italiano della hit statunitense di Wayne Newton ‘Heart (I hear your beating)’, di cui deteneva i diritti editoriali. Avevo già registrato, infatti, una versione francese di quella canzone, ma desideravo tanto farlo pure nella mia lingua, sfidando i discografici della Rca convinti che fosse troppo adulta per i miei 17 anni. Così Ferruccio organizzò un incontro con Sugar. Mi presentai e gli dissi: “Signor Ladislao, non mi tolga quel pezzo, lo amo troppo!“. Lui mi guardò e rispose: “Se me lo chiede così, come posso dirle di no?“. Lo ringraziai a mio modo: quindici settimane al primo posto in classifica”.