Rita De Crescenzo, Selvaggia Lucarelli parla del caso della scimmietta: poi prende una posizione che nessuno si aspettava
La scimmietta mostrata sui social da Rita De Crescenzo continua a far discutere, ma questa volta nel dibattito è entrata anche Selvaggia Lucarelli, che ha scelto di affrontare la vicenda da un punto di vista diverso. Senza assolvere la tiktoker napoletana dalle critiche ricevute, Lucarelli ha infatti invitato chi si è indignato in questi giorni a interrogarsi anche sul proprio rapporto con gli animali e, soprattutto, su ciò che finisce quotidianamente sulle nostre tavole.
Tutto è cominciato durante il soggiorno di Rita De Crescenzo a Sharm el-Sheikh, quando l’influencer ha mostrato nei suoi video una piccola scimmia che, secondo quanto raccontato dalla stessa De Crescenzo, sarebbe stata acquistata in Egitto. Nelle immagini l’animale appare tra le sue braccia, vestito di rosa, con il pannolino e in alcuni momenti viene nutrito con il biberon. Video che hanno rapidamente scatenato una forte reazione sui social.
De Crescenzo aveva inoltre spiegato di non sapere ancora se il piccolo primate fosse maschio o femmina e aveva già pensato a due possibili nomi, Mimì o Sara. La tiktoker aveva parlato della scimmietta con grande affetto, lasciando intendere di volerla tenere con sé. Proprio il modo in cui l’animale viene trattato nei filmati, quasi fosse un bambino o un animale domestico, è diventato uno dei principali motivi delle critiche.
Ma come abbiamo accennato poco sopra nell’articolo, nel mezzo della bufera è arrivato l’intervento di Selvaggia Lucarelli. La giornalista non ha difeso l’acquisto di un animale selvatico, ma ha spostato l’attenzione su quella che considera una contraddizione nell’indignazione collettiva. Il punto del suo ragionamento è semplice: prima di indignarsi esclusivamente davanti alle immagini di una scimmia tenuta in casa, bisognerebbe guardare anche al trattamento riservato ad altri animali che fanno parte della nostra quotidianità.
Dichiarazione
“La preoccupazione per la scimmietta con isteria di massa mi sta anche bene, ma pur disprezzando chi usa le scimmie come peluche, vi ricordo una cosetta: mettiamo maiali, galline, agnelli, mucche nel piatto per mangiarli, non sulla spalla per una foto. Non è mio benaltrismo, ma vostra dissonanza cognitiva. Gli animali, tutti, hanno pari dignità”. – Selvaggia Lucarelli
Lucarelli ha così richiamato l’attenzione sulle condizioni degli animali negli allevamenti intensivi, ricordando come molte pratiche che suscitano meno reazioni siano altrettanto problematiche dal punto di vista del benessere animale. Un intervento che non vuole quindi trasformarsi in una difesa di De Crescenzo, ma allargare la discussione oltre il singolo caso diventato virale.
La riflessione della giornalista ruota proprio intorno al concetto di indignazione selettiva. Una scimmietta vestita come una bambola e mostrata a milioni di follower provoca una reazione immediata perché le immagini arrivano direttamente sugli smartphone; altre forme di sfruttamento degli animali, molto meno visibili nella vita quotidiana, rischiano invece di essere percepite come normali proprio perché avvengono lontano dagli occhi del pubblico.
Dichiarazione
“Spieghiamo alla gente che gli animali non sono cose, ma allora guardiamo anche nel nostro piatto, oltre che nell’album delle vacanze altrui”. – Selvaggia Lucarelli
Nel frattempo, però, la vicenda di Rita De Crescenzo è uscita dai confini dei social. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha presentato un esposto alla Procura di Napoli, al ministero dell’Ambiente, ai Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi – Servizio Cites e all’Ambasciata italiana al Cairo. Al centro ci sono proprio i video nei quali compare il piccolo primate.
Borrelli ha sottolineato che gli animali selvatici ed esotici non dovrebbero essere trasformati in accessori o utilizzati per ottenere visualizzazioni sui social, chiedendo che venga verificata la vicenda e la provenienza dell’animale. L’esposto rappresenta quindi un ulteriore sviluppo di un caso nato da alcuni filmati pubblicati online e diventato nel giro di pochi giorni una questione molto più ampia. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante dell’intervento di Selvaggia Lucarelli.

La vicenda della scimmietta di Rita De Crescenzo ha aperto una discussione che ormai va oltre la tiktoker, coinvolgendo il rapporto tra social network, animali esotici e spettacolarizzazione della vita privata. Lucarelli, però, invita ad aggiungere un’altra domanda: quanto siamo disposti a indignarci quando ciò che accade agli animali non compare in un video virale, ma resta lontano dai nostri occhi?
Non è del resto la prima volta che Selvaggia Lucarelli parte da un caso diventato virale per allargare il discorso a un fenomeno molto più grande. Pochi giorni fa era intervenuta anche sulla corsa al numero di Elle venduto insieme al celebre blush di Charlotte Tilbury, diventato praticamente introvabile nelle edicole e subito comparso online a prezzi molto più alti. Anche in quell’occasione la giornalista aveva puntato il dito soprattutto contro le contraddizioni dei social, il consumismo e quella che aveva descritto come una vera e propria follia collettiva.
Alberto Rossi
Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.