Rissa tra due gruppi di giovani al "Q Bar": 16enne colpito da un pugno cade, batte la testa a terra ed entra in coma
PADOVA - Due di notte dell’1 giugno. Un’ambulanza e una pattuglia della polizia arrivano in via Dante. A terra c’è un adolescente: ha 16 anni e non risponde agli stimoli e alle grida di chi lo chiama. La corsa in ospedale, la Tac e il referto medico parlano di una commozione cerebrale e della frattura di un osso nella parte sinistra del cranio. Entra in coma, ne esce poco dopo ma resta sotto l’osservazione dei medici per 45 giorni. A ridurlo così un pugno dato da un 19enne che gli ha fatto perdere l’equilibrio e, nella caduta, gli ha fatto sbattere la testa sul marciapiede. Un pugno arrivato al culmine di una rissa nata tra due gruppi di ragazzi che si sono affrontati con un diverbio all’interno del "Q di piazza Insurrezione.
La cronaca
Durante una serata dedicata ai più giovani si fronteggiano due fazioni di ragazzi. Hanno tra i 16 e i 20 anni, sono tutti padovani, residenti in centro città tra riviera Mussato, via Santa Sofia, riviera San Benedetto, via San Francesco e via Zabarella. La miccia si accende per un nonnulla, una questione da poco ma che, complice la situazione, si infiamma in un amen. Vista la situazione e per evitare che il confronto trascenda, il gruppo del quale fa parte il 16enne lascia l’interno del Q nel giro di pochi secondi. All’esterno del locale, quasi sicuri di non essere stati seguiti, i ragazzini si allontanano e si incamminano in direzione di via Dante, attraverso il passaggio che collega piazza Insurrezione a una delle arterie principali del centro di Padova. Dietro, però, ci sono anche i ragazzi più grandi che iniziano a chiamare e ad insultare i propri avversari.
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Lo scontro
Inevitabile che i due gruppi si affrontino: qualche spintone, alcuni schiaffi e il pugno che un 19enne (poi identificato grazie alle telecamere di sicurezza della zona e alle testimonianze degli amici della vittima) sferra al volto del 16enne. Il minore, tramortito, perde l’equilibrio, vacilla e cade sbattendo la parte sinistra della testa sul marciapiede. È il fuggi-fuggi generale: in via Dante restano solo i compagni dell’adolescente che chiamano i soccorsi e le forze dell’ordine. Il 16enne viene portato incosciente in ospedale dove tutti gli esami permettono ai medici di stilare una prognosi.
L'indagine
Nel contempo gli inquirenti iniziano a ricostruire la serata, dall’ingresso dei due gruppi nel locale fino alle schermaglie verbali, alla fuga, all’inseguimento e alla rissa. Viene aperto un fascicolo ed è probabile che il 16enne, una volta dimesso, venga visitato da un medico legale per stabilire la gravità della ferita e le sue ripercussioni: una strada, questa, che sarà utile per inquadrare al meglio le contestazioni da fare agli aggressori, che nel frattempo sono stati tutti individuati. A verbale sono stati sentiti anche tutti i ragazzi protagonisti della rissa che hanno dato la loro ricostruzione.
Il fenomeno
Uno spaccato che dà la dimensione dell’attuale situazione sulla violenza giovanile lo dà il bilancio della Questura che nel Padovano ha identificato oltre 1.250 giovani violenti, di cui circa 150 minorenni. Sono i numeri impressionanti emersi dall'attività in città e provincia nell’ambito della vasta operazione nazionale che da nord a sud ha controllato le zone calde della movida in ben 44 province. All’ombra del Santo negli ultimi mesi sono avvenuti due episodi allarmanti che hanno visto protagonisti dei giovani: colpi di pistola sparati in piena Arcella e stese nel parcheggio dello stadio Euganeo, proprio mentre all’interno dello Sherwood Festival era in scena Zerocalcare.