Risolto il giallo della Madonnina scomparsa da Croda Granda: l'hanno gettata in fondo a un canalone

GOSALDO (BELLUNO) - Avvistata in fondo a un canalone la statua della Madonna scardinata alcuni giorni fa dalla cima della Croda Granda, nella parte meridionale del gruppo delle Pale di San Martino fra le province di Belluno e Trento a quota 2849 slm. La settimana scorsa un post sulla pagina facebook Dolomitici mostrava chiaramente che il simbolo sacro, assieme a due teche in memoria di due giovani morti, era sparito misteriosamente dalla vetta, suscitando indignazione degli abitanti di Gosaldo e dagli amanti della montagna in genere per quello che pareva già essere un atto vandalico. L'ipotesi ora appare quasi certa, suffragata dal racconto del cittadino di Gosaldo Gabriele Masoch, che con l'amico Daniel Rech è salito in cima in cerca di notizie della statua.


LE RICERCHE
«Sabato scorso abbiamo cominciato la salita alla vetta della Croda Granda dalla parte di malga Camp lungo la via del Prete - racconta Masoch - e dopo la notte trascorsa in un bivacco, all'alba di domenica abbiamo raggiunto la cima. Inizialmente non riuscivamo a vedere la statua nelle immediate vicinanze ma tornando indietro, sono sceso una ventina di metri nel versante della valle d'Angheraz, e in fondo a un canalone con il binocolo ho visto quello che pareva un sasso di colore differente, e poi ho visto che era il busto della madonnina. Non sono riuscito a capire se fosse stata decapitata né a vedere le due teche anch'esse sparite dalla cima. Raggiungerla ci era impossibile perché servono l'attrezzatura e la capacità alpinistica, e quindi ho avvisato il sindaco di Gosaldo per attivare l'operazione di recupero».

Il simbolo sacro era stato posizionato negli anni '80 da una colonia di Fossalta di Piave frequentatrice delle montagne attorno a Gosaldo, mentre una delle due teche era stata posizionata da un gruppo di giovani di Gosaldo in memoria dell'amico Andrea Marcon scomparso nel 2022. «Era sparito anche il libro di vetta - aggiunge Masoch - il Cai ne ha portato uno nuovo, è sparito anche quello». Si attende quindi di recuperare la statua, verificandone eventuali danni per poi riposizionarla in vetta, e cercare tracce delle due teche poste anch'esse sulla cima del monte. Ma Masoch aggiunge anche un altro particolare, l'ennesimo atto vandalico ai danni della montagna: «Nella salita verso la Croda Granda passando davanti a malga Camp ho notato che ignoti hanno divelto la staccionata che giovani volontari avevano posizionato appena lo scorso anno, evidentemente per accendere un barbecue».

C.F.