Rione Sanità, il torneo per Genny: «Con lo sport educhiamo i giovani»

A pochi passi dall’ingresso del rinnovato terreno di gioco dove oggi si sfidano le squadre delle associazioni sportive dilettantistiche, c’è un vecchio accesso - oggi chiuso - dove s’intravedono ancora i fori nel ferro provocati dai giovani che si esercitano a sparare. Eppure proprio lì, accanto al campo San Gennaro dei Poveri, ieri si è disputato un torneo all’insegna della legalità dedicato a Genny Cesarano. Trasformare il dolore e il ricordo in memoria viva, occasione concreta di riscatto, crescita e partecipazione sociale: è stato lo scopo del secondo memorial nel nome del 17enne vittima innocente di camorra, nell’undicesimo anniversario della morte, che si è svolto a partire dalle 9.30. A seguire si è tenuta la cerimonia di premiazione, dove insieme ad Antonio, papà di Genny, sono intervenuti Antonio De Iesu, assessore comunale alla sicurezza e legalità; Giuseppe Granata, presidente coordinamento campano familiari delle vittime innocenti della criminalità; Alessandra Rossi, coordinatrice Centro polifunzionale Nisida; Enrico Tedesco, segretario generale Fondazione Polis della Regione Campania; Pasquale Leone in rappresentanza di Libera Campania insieme ai dirigenti del Centro sportivo italiano Giovanni Mauriello e Patrizio De Pietro. Nel pomeriggio presso la basilica di Santa Maria della Sanità è stata celebrata una messa in memoria di Genny e successivamente in piazza Sanità i rappresentanti della Rete Educativa del Rione Sanità hanno ricevuto i volumi “Cyberbullismo e Benessere Digitale” di Paolo Siani accanto alla statua eretta in onore del 17enne.

Il memorial

Il memorial è stato organizzato dalla Fondazione Polis con Libera, il coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, il Centro sportivo italiano, l’associazione che porta il nome di Genny e la Rete Educativa del Rione Sanità, che nei giorni 28 e 29 ottobre terrà ulteriori iniziative in memoria del ragazzo. Al termine è stato annunciato che ai premiati sarà garantita la copertura dell’intero anno calcistico targato Csi, offrendo loro la possibilità di praticare sport in un contesto sano e strutturato. «Sono 11 anni che mio figlio non c’è più - ricorda Cesarano - ma pensiamo che attraverso lo sport e la scuola si possono educare i giovani. Riguardo il torneo stiamo valutando di farne uno anche al femminile per contrastare devianza minorile, dispersione scolastica e disagio giovanile». Ucciso per errore tra il 5 e il 6 settembre 2015, «Genny, che oggi avrebbe 28 anni, giocava a calcio da terzino sinistro ma gli hanno impedito di realizzare i propri sogni - come ricorda il papà - da questo dolore ho imparato a immaginare un futuro diverso per questi ragazzi. Per me lui vive e sarà sempre presente nella memoria di tutti». Presenti tra gli altri il consigliere municipale Carlo Leone e il consigliere comunale Massimo Pepe, che hanno parlato di «iniziativa lodevole in una zona che ha bisogno di spazi verdi e possibilità di integrazione tra i ragazzi. Una mattinata che fa bene alla collettività, alla società e al quartiere; per questo l’amministrazione comunale sostiene e porta avanti le battaglie di Antonio Cesarano». «Laddove i rampolli della camorra si allenavano a sparare - dice Tedesco - oggi i ragazzi della scuola calcio e dell’associazione intitolata a Genny si allenano con un pallone e questa per noi è la vera rivincita perché la camorra è il veleno, mentre lo sport, la cultura, i giovani e tutto quello che loro portano avanti attraverso queste pratiche di socializzazione e democrazia è l’antidoto».