Rinnovo carta d’identità a Bari, tempi d’attesa da incubo: appuntamenti fino a febbraio e aperture straordinarie

L’attesa in media è di quattro mesi, talvolta anche cinque. Rinnovare una carta di identità a Bari resta comunque una odissea e l’unica soluzione è prenotare con largo anticipo, ancora prima della scadenza in modo da non trovarsi poi impreparati. Sono cinque le delegazioni per le quali si può fare domanda e i tempi più o meno si equivalgono. Le attese più lunghe per Carrassi (2 febbraio la prima disponibilità a ieri) e Fraccacreta (10 febbraio), al San Paolo prima disponibilità è il 14 gennaio, 15 gennaio per Carbonara e infine 22 gennaio per Santo Spirito. Una situazione della quale il Comune è ben consapevole, al punto che tornano anche le aperture straordinarie degli sportelli.

Le aperture straordinarie

A cominciare da sabato prossimo, 26 settembre, quando sarà possibile rinnovare i documenti di identità nella sede centrale di corso Vittorio Veneto, dalle 9 alle 13. I cittadini interessati, per poter accedere, dovranno obbligatoriamente prenotarsi presentandosi personalmente presso le sedi Urp di via Roberto da Bari, via Trevisani, corso Vittorio Veneto, Palese, Carbonara, Japigia, San Paolo, Carrassi e Santo Spirito. L’utente, per ottenere il rilascio della Cie, dovrà esibire la ricevuta di pagamento direttamente all’operatore di sportello.

«È un problema presente in tante grandi città di Italia – spiega la vicesindaca Giovanna Iacovone – purtroppo a Bari ci troviamo con un’emergenza di personale che sta causando non poche difficoltà in diversi uffici, compreso quello dell’Anagrafe». Già in estate il Comune aveva dovuto chiudere per quasi tutto il mese di agosto le delegazioni di Torre a Mare del San Paolo. «Nelle delegazioni – aveva spiegato la Iacovone – abbiamo solitamente due persone a ufficio. E questo ovviamente ha comportato la sospensione dei servizi perché non possiamo lasciare una sola persona per questioni anche di sicurezza». La Iacovone ricorda la situazione drammatica in cui versano gli uffici dell’Anagrafe: ci sono in totale 89 dipendenti tra sede centrale e delegazioni municipali. «Negli ultimi dieci anni sono andate via 50 persone – prosegue Iacovone – che non sono state rimpiazzate. Ci troviamo in una situazione drammatica. Stiamo parlando di una ripartizione fondamentale ma che vive in trincea. Ci dispiace per le lunghe attese o le chiusure che ci sono state in estate, ma non abbiamo alternative».

I concorsi

L’unica soluzione è quella dei concorsi che saranno banditi nei prossimi mesi. La carenza di personale colpisce, come detto, tutti gli uffici comunali. Nei giorni scorsi a sollevare il problema anche l’assessore alla Conoscenza, Vito Lacoppola, in merito alla presenza di pochi dipendenti nella ripartizione che si occupa dei servizi per la scuola, dalla refezione al trasporto. «Al momento ci sono solo due dipendenti a gestire le pratiche della mensa – aveva detto durante una commissione consiliare - Contiamo nei prossimi concorsi, perché siamo in una situazione emergenziale».

S. Del.