Rinascita, il motore è inceppato. Attacco e rimbalzi i punti deboli

I biancorossi devono ancora esprimere il loro potenziale. A Demps e Stephens si chiede un cambio di passo

Attacco e rimbalzi, specie quelli in attacco, sono aspetti sui quali lavorare

Attacco e rimbalzi, specie quelli in attacco, sono aspetti sui quali lavorare

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Una beffa, è vero. Mollura ha rovinato il tardo pomeriggio del Flaminio, questo è assodato, ma la Dole contro Avellino avrebbe potuto fare di più. In alcuni aspetti del gioco, la Rinascita non ha espresso per intero il suo potenziale, così come alcuni rendimenti individuali non hanno raggiunto la sufficienza. La difesa, va detto, sembra aver scalato qualche marcia rispetto al 2025-2026, soprattutto per le capacità e le attitudini di alcuni nuovi arrivati. Nelle prime due partite la corazza biancorossa ha tenuto, lasciando Montecatini a 59 e Avellino a 73. La seconda difesa della prima giornata e la quinta della seconda. In totale, 66 punti concessi di media, con la sola Livorno a fare meglio (55.5). Non una tendenza valida per il lungo periodo, ma un ottimo inizio.

Anche domenica con l’Halley Campania la difesa ha tenuto, sporcando tante conclusioni dalla lunga distanza degli avversari che hanno chiuso con 5/31. Davvero incredibile che uno di quei cinque sia andato segno nel momento decisivo allo scadere dei 24’’. Cosa non ha funzionato? L’attacco, verrebbe da dire. Soprattutto nel secondo tempo, la Rinascita non ha mostrato quella capacità di far circolare la palla che, unita al talento dei singoli esterni, fa sì che la squadra raramente scenda sotto quota 80 punti segnati. Domenica invece sono stati 72, 45 nei primi 20’ e 27 nei secondi 20’. È del tutto evidente che la manovra si è inceppata. Un po’ perché alcuni canestri facili sbagliati da sotto non hanno aiutato, un po’ per la giornata opaca di alcuni interpreti e tanto per le difficoltà nel far circolare la palla come di consueto. Oltre al secondo tempo insufficiente dell’attacco, la Dole ha sofferto tanto a rimbalzo, finendo con un eloquente -14 rispetto agli irpini (29-43).

Nel postpartita Sandro Dell’Agnello ha rimarcato l’apporto insufficiente soprattutto a rimbalzo d’attacco, ma più in generale in questo settore Rimini ha sofferto. Con esterni come Denegri, Marini e Demps che abitualmente possono fornire un buon contributo sotto i tabelloni, rimane da valutare, nel lungo periodo, la capacità dei lunghi di tenere a rimbalzo rispetto ai diretti avversari. Il terzo punto interrogativo nella partita con Avellino riguarda l’apporto dei due stranieri. Demps è arrivato in ritardo e domenica ha giocato con una maschera protettiva. Può dare di più in attacco, ma non è uno da 20 tiri e oggettivamente a rimbalzo e in difesa sta buttando in campo parecchie energie. Su Stephens vanno aperti diversi capitoli, perché è un giocatore conosciuto e si sa cosa può dare. Bravissimo nel concludere al ferro se coinvolto, non è uno specialista difensivo e un rimbalzista feroce. Non lo è mai stato, tanto che i suoi 7.5 rimbalzi dell’anno scorso a Forlì sono stati il massimo dal 2021. Qualche nodo da sciogliere per una Dole che domenica è attesa al Paladozza per riprendere a correre.

Loriano Zannoni

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