Riemerge un villaggio romano a Bruges: la ‘battaglia’ contro il mare

La scoperta casuale durante i lavori per un bacino anti-allagamenti. Trovati una grande diga, pozzi, monete e ceramiche. Gli abitanti potrebbero aver prodotto sale

Koolkerke, alle porte di Bruges

Koolkerke, alle porte di Bruges

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Koolkerke, 21 settembre 2026 – Duemila anni fa i romani combattevano (anche) contro il mare costruendo dighe e riparandole dopo le tempeste. Oggi il loro insediamento è riemerso proprio durante la realizzazione di un'opera destinata a proteggere il territorio dall'acqua. È il curioso cortocircuito storico della scoperta avvenuta a Koolkerke, alle porte di Bruges, nelle Fiandre occidentali. I primi resti sono affiorati in primavera lungo la Fortbekeweg, durante gli scavi per un bacino destinato alla raccolta e all'infiltrazione dell'acqua piovana. Gli archeologi non si aspettavano una presenza romana così estesa. Le indagini, iniziate a maggio e proseguite dalla metà di agosto, hanno invece rivelato un insediamento databile, in via preliminare, attorno al 200 d.C. 

La battaglia dei Romani contro il mare

All'epoca la costa era molto più vicina e vivere qui significava fare i conti con maree, tempeste e inondazioni. Gli scavi hanno portato alla luce imponenti strutture in terra, rinforzi lignei e soprattutto una diga. Secondo l'archeologo Sam De Decker, dopo una violenta tempesta gli abitanti dovettero intervenire rapidamente per consolidarla. La disposizione delle zolle di torba suggerirebbe lavori inizialmente ordinati e poi sempre più frenetici. Non è escluso che sia intervenuto persino l'esercito romano, vista la quantità di manodopera necessaria. Ma perché ostinarsi a vivere in un luogo tanto difficile? Una delle ipotesi è che nell'area si producesse sale, risorsa preziosa nell'economia romana. Alla fine, però, l'acqua ebbe la meglio e l'insediamento venne abbandonato.

Pozzi, monete e oggetti arrivati da lontano

Dal terreno sono emersi cinque pozzi, anfore, fibule di bronzo, ceramiche pregiate in terra sigillata e monete dell'epoca dell'imperatore Adriano. Alcuni materiali provenivano da regioni dell'attuale Francia e da Treviri, in Germania: indizi di collegamenti commerciali e di una comunità probabilmente non povera. La scoperta potrebbe ora aiutare gli studiosi a ricostruire non soltanto la presenza romana lungo l'antica costa fiamminga, ma anche la formazione del paesaggio dei polder e le origini dell'area di Damme. Un sito nato dalla lotta contro l'acqua e tornato alla luce, quasi duemila anni dopo, proprio grazie a nuovi lavori contro le alluvioni.

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