Riconoscimento facciale, stop in Commissione. Bruxelles: «Vietato in spazi pubblici». Palazzo Chigi: «Italia rispetta norme Ue»
Il volto dei cittadini, prima ancora del reato. In piazza, allo stadio, oppure a un corteo. Il governo sposta il confine dell'intelligenza artificiale applicata alla sicurezza, accelerando sul decreto che recepisce l'AI Act europeo. Per sette giorni, nei luoghi ritenuti più sensibili, i dati biometrici di chi passa davanti a una telecamera potranno restare in memoria. Se nel frattempo verrà commesso un reato, diventeranno materiale d'indagine. Altrimenti, saranno cancellati. Un orizzonte davanti al quale il confronto politico - ancora segnato dai postumi dalle violenze di Bologna e dalla guerriglia No Tav - torna a infiammarsi, facendo insorgere le opposizioni.
La normativa
Nelle oltre novanta pagine di decreto, l'intelligenza artificiale diventa a pieno titolo uno strumento nelle mani delle forze di polizia. L'articolo 8 apre al riconoscimento biometrico in tempo reale nei casi più estremi - come terrorismo e ricerca di persone scomparse - con l'autorizzazione, su richiesta anche orale, dell'autorità giudiziaria. Ma è l'articolo 10 ad aprire il caso: se il testo comunitario guarda soprattutto ai momenti successivi a un reato, quello italiano ne disciplina anche il prima.
Il voto
Il voto della commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale è stato rinviato. E' quanto si apprende da più fonti parlamentari. Dopo il via libera della commissione Politiche Ue del Senato, arrivato ieri, il provvedimento è approdato oggi anche all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per i rispettivi pareri. In quelle sedi, a quanto si apprende, al momento l'iter prosegue senza rinvii.

«Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull'IA (AI Act), quindi è applicabile già dall'anno scorso e diventerà esecutivo entro quest'anno. Non vogliamo che con l'IA ci sia un controllo pubblico su dove noi e voi ci spostiamo quotidianamente negli spazi pubblici accessibili, quindi questo è un chiaro divieto». Lo afferma il portavoce della Commissione nel Midday briefing. «Sul caso specifico italiano», del decreto legislativo in discussione in Italia, «non ho tutti gli elementi, quindi non sto giudicando in anticipo ciò che sta accadendo attualmente in Italia», precisa.
La posizione del governo
«Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l'Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall'AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all'Autorità giudiziaria». Lo affermano fonti di Palazzo Chigi, sottolineando che «l'Italia si pone all'avanguardia nella governance dell'intelligenza artificiale». «Siamo stati i primi in Europa - aggiungono le stesse fonti - ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall'inizio, per uno sviluppo e un'applicazione dell'IA centrata sull'uomo e governata dall'uomo».