Ricchezza e salute, il paradosso del pessimismo secondo la scienza
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Il pessimismo e l’ottimismo sono legati alle condizioni economiche, ma non nel modo in cui si potrebbe pensare. La scienza e la ricchezza
Potremmo definirlo il paradosso della ricchezza. Il pessimismo e l’ottimismo sono legati alle condizioni economiche, ma non nel modo in cui si potrebbe pensare. E questo perché a pesare sulle nostre aspettative per il futuro è qualcosa di più della disponibilità di denaro e del benessere finanziario. A dircelo è una curiosa analisi dei medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). In sintesi, vivere in Paesi ricchi non è sinonimo di maggior ottimismo, al contrario di quanto accade se invece la ricchezza è personale. Ma vediamo meglio cosa racconta la scienza.
Ricchezza e felicità
Uno studio ha analizzato oltre 15.000 persone in 61 Paesi confrontando quanto, in media, gli abitanti si aspettino un futuro migliore. Attenzione: una cosa è essere fiduciosi sulla propria vita personale, un’altra è esserlo sul futuro del proprio Paese o sul mondo in generale.
C’è infatti un “ottimismo personale” – la fiducia sul proprio futuro – e un “ottimismo sociale” – la fiducia sul proprio Paese – sottolineando che le persone tendono, quasi ovunque nel mondo, a essere più fiduciose sulla propria vita che su quella del resto del mondo. Ancor più se possono contare su una certa ricchezza.
Chi vive in un Paese ricco è più pessimista?
Un ampio sondaggio internazionale ha mostrato che chi vive nei Paesi ricchi resta, in media, più soddisfatto della propria vita rispetto a chi vive nei Paesi più poveri, ma allo stesso modo ha meno fiducia in un miglioramento.
Insomma, la relazione c’è ma è inversa. Lo studio su 61 Paesi conferma questa tendenza anche guardando al Pil pro capite e un’altra indagine su quasi 60.000 persone in 60 Paesi mostra lo stesso schema: le Nazioni ricche d’Europa occidentale, come Germania e Francia, risultano tra le più pessimiste sulle prospettive economiche per il 2026, mentre Paesi come Kenya o Arabia Saudita figurano tra i più fiduciosi. Ma come mai?
“Un Paese già molto sviluppato offrirebbe meno margini percepiti di ulteriore crescita economica e sociale rispetto a un Paese ancora in via di sviluppo”, dicono i dottori anti-bufale, sottolineando però che a livello personale succede il contrario.
Ottimismo e ricchezza in Italia
E nel nostro Paese? Tra chi ha solo la licenza media il 22,7% pensa che la propria vita migliorerà nei prossimi cinque anni; tra i laureati questa percentuale sale al 40,8%. Avere un lavoro stabile è associato a maggiore fiducia nel proprio futuro personale. Insomma, più ricchezza individuale va, in genere, insieme a più fiducia nella propria vita futura. Se ‘i soldi non fanno la felicità’, la ricchezza crea ottimismo più a livello personale che di Paese.
La questione dell’età
Inoltre con l’età si diventa più pessimiti: un’indagine su 60 Paesi lo conferma: “I più giovani restano nettamente più fiduciosi nel futuro, mentre chi ha più di 55 anni risulta pessimista sia sulla fiducia generale, sia sulle aspettative economiche, sia sulle prospettive di pace nel mondo”, spiegano i dottori anti-bufale.
Inoltre i Paesi ricchi sono più pessimisti anche perché hanno più anziani, che sono le persone “più in ansia per il futuro”, dicono gli esperti.
Ricchezza, pessimismo e salute
E qui veniamo alla salute: essere realisti o preoccupati per quello che succede nel mondo non è un difetto, avvertono i dottori anti-bufale. Ma la scienza ci dice che chi ha un atteggiamento più fiducioso tende a gestire meglio lo stress e ad avere abitudini più sane. Se le preoccupazioni per il futuro cominciano a togliere il sonno, fanno stare male ogni giorno o ci isolano dagli altri, allora vale la pena di parlarne con il proprio medico di medicina generale, concludono gli esperti. Indipendentemente dalla ricchezza.