Per ricaricare auto elettrica niente app. Con la carta si fa tutto

Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore il regolamento Ue AFIR che semplifica la ricarica dell'auto elettrica senza l'uso di app

Aggiungi Rinnovabili tra i preferiti

Ricarica auto elettrica: la rivoluzione del pagamento con carta. Cosa cambia dal 1° gennaio
Immagine Depositphotos

Indice dei contenuti

  • Ricarica auto elettrica con carta, da gennaio 2027 addio alle app
  • Addio app, benvenute carte
  • Cosa cambia davvero
  • Non solo ricarica auto
  • Ricarica auto con carta: trasparenza nei prezzi
  • Stato reale delle colonnine

Ricarica auto elettrica con carta, da gennaio 2027 addio alle app

Ricaricare l’auto elettrica, dal 2027, sarà più semplice. Basta alle multi-app sullo smartphone, alle tessere RFID, ai vari QR code e abbonamenti da sottoscrivere, perché con l’entrata in vigore del regolamento europeo AFIR, Alternative Fuels Infrastructure Regulation, dal primo di gennaio del nuovo anno, pagare con la propria carta bancaria o di credito diventerà non una possibilità, ma la modalità obbligatoria. D’altronde perché possiamo usare il nostro bancomat o carta di credito per qualsiasi tipo di pagamento nel mondo, presso qualsiasi attività commerciale, e non possiamo usarla alle colonnine di ricarica?

Addio app, benvenute carte

Con il regolamento europeo AFIR, in vigore dal 13 aprile 2024, ma effettivo per tutti i Paesi membri dal 1° gennaio 27, tutte le colonnine pubbliche ad alta potenza incluse quelle precedenti al 2024 dovranno accettare il pagamento con le carte di credito o bancomat, anche contactless. Questo significa dire addio alle troppe opzioni che mettevano in difficoltà il conducente di un’auto elettrica da ricaricare, aggiungendo inutili ansie e difficoltà al pieno della batteria.

Cosa cambia davvero

Secondo la normativa attuale, per le colonnine con potenza superiore a 50 kW che sono state installate dal 13 aprile 2024, esiste già di default il lettore per i pagamenti elettronici con le card. Ma dal 1° gennaio 2027 scatta l’obbligo per tutti anche per gli hub di ricarica più vecchi; per quanto riguarda i punti di ricarica sotto i 50 kW resta possibile il ricorso ad un sistema digitale sicuro, come il QR code (attenzione alle truffe, leggi il nostro articolo) che porta alla pagina web del gestore, dove si paga senza doversi registrare in modo obbligatorio (come adesso) o fare un abbonamento. Insomma una semplificazione necessaria per favorire la transizione alla mobilità elettrica, che in Europa sta viaggiando a livelli diversi.

Non solo ricarica auto

Ma il regolamento AFIR non include novità solo per i pagamenti, ma stabilisce degli obiettivi per la diffusione delle infrastrutture stesse. In Europa, la direttiva sulla rete TEN-T impone la presenza di stazioni di ricarica fast con potenza non inferiore a 150 kW lungo i corridoi prioritari, a una distanza massima di 60 km l’una dall’altra. I corridoi TEN-T sono le grandi arterie dell’Ue che collegano fra loro i Paesi membri per facilitare la circolazione di persone e merci.

Lo scorso giugno, l’associazione T&E aveva diffuso un documento secondo il quale, in Italia l’89% delle colonnine a ricarica rapida copriva uno spazio massimo di 60 km l’una dall’altra, superiore alla media Ue del 79%. In autostrada, invece, i punti sono saliti a 1.516 contro i 1.159 dell’anno precedente, ma la copertura delle aree di servizio è poco al di sopra del 50%.

Ricarica auto con carta: trasparenza nei prezzi

Novità anche sul fronte dei prezzi, che dovrà essere mostrato in modo chiaro. Sul display della colonnina si vedrà la tariffa che dovrà indicare il costo dell’energia in euro per kWh, inclusi i costi legati al tempo di utilizzo e il prezzo fisso di avvio della sessione. L’operatore che offre la ricarica elettrica – chiamato Charging Point Operator – non potrà aggiungere costi per la transazione non collegati al consumo energetico.

Sul versante puramente tecnologico, invece, dal gennaio scorso è obbligatorio lo standard ISO 15118, che, semplificando, abilita la modalità plug and charge, che consente all’auto elettrica di autenticarsi in automatico alla colonnina nel momento in cui si collega il cavo, senza che il driver debba fare nulla per farla riconoscere.

Stato reale delle colonnine

Per i furbetti della ricarica invece, cioè coloro che lasciano l’auto in sosta, usando lo spazio per la ricarica come un parcheggio, l’operatore può far pagare l’occupazione dello stallo dopo la fine della ricarica, ma anche in questo caso lo devo indicare in modo trasparente.

Infine, il regolamento AFIR mette al bando la disinformazione: le app e i navigatori GPS dovranno fornire in tempo reale info sulla posizione delle stazioni, su potenza, ma soprattutto sullo stato: il conducente deve sapere se l’hub è libero, occupato o guasto, per evitare km inutili e metterlo in difficoltà. Oggi, infatti, è frequente che lo stato di una colonnina non corrisponda al vero stato.