Riapre il campeggio. La politica resta divisa: "Una Rimini sul Conero?": "Ma la baia è cambiata"

Posizioni diverse tra i vari gruppi all’interno del consiglio comunale dorico

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Sul secondo campeggio a Portonovo pronto ad aprire a giugno 2027 le posizioni della politica dorica non sono convergenti. Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha ammesso le sue preoccupazioni legate all’aumento del carico di mezzi e persone nella baia, ma ha aggiunto che verrà fatto di tutto per limitare i danni; il suo vice, Giovanni Zinni, annuncia che sotto il profilo della mobilità e della sicurezza approfondirà ogni situazione, facendo capire di non essere a conoscenza della pratica vidimata dall’architetto del Comune Francesca Sorbatti che ha concesso la conformità urbanistica al progetto.
E poi c’è il consiglio comunale. Nella maggioranza di centrodestra ci sono posizioni diverse all’idea del campeggio. Arnaldo Ippoliti, capogruppo della lista civica del sindaco sostiene che "Portonovo in termini di servizi e qualità delle prestazioni in questi anni è cresciuta tanto. Bene che il campeggio riapra, che sia di qualità e di pregio", mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia, Jacopo Toccaceli punta il dito sul passato: "È una pesante eredità del centrosinistra, sindaco Sturani e presidente del Parco Giacchetti, a cui noi eravamo contrari. C’è stata dopo anni una sentenza e l’autorizzazione rilasciata dal comune oggi è solo un atto tecnico dovuto".
Una riflessione la lancia Francesco Rubini (Altra Idea di Città): "La vicenda del nuovo campeggio impone una riflessione profonda alla luce della crescente pressione antropica che da anni rischia di schiacciare Portonovo. Vogliamo fare della nostra baia una Rimini sul Conero? Come può un arenile con queste caratteristiche reggere un flusso tale di mezzi e persone? Quali gli impatti ambientali in un’area di tale pregio? Sarebbe ora di fermarsi e ragionare, prima che sia troppo tardi". Sul tema interviene anche la capogruppo del Pd Susanna Dini: "Sono passati 16 anni e Portonovo è cambiata. Impossibile non tenere conto di una realtà completamente mutata, dove il carico antropico è cresciuto e continua a crescere. Anche le condizioni climatiche sono mutate. La nostra è una posizione vigile e capire se il progetto sia compatibile con la Portonovo di oggi: la priorità è tutelare i cittadini-bagnanti, che spesso si trovano in un contesto troppo affollato, e l’ecosistema di una perla rara e fragile. Per questo, abbiamo intenzione di chiedere una commissione ad hoc, con tutti i soggetti interessati, per discutere dell’argomento".
Infine Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi): "Un progetto che, visto con gli occhi di oggi, non sarebbe minimamente accettabile per l’enorme carico antropico che negli ultimi anni ha investito Portonovo e per le superiori esigenze di tutela paesaggistica e naturalistica. Come spesso accade in Italia, una procedura avviata ormai quasi venti anni fa arriva a conclusione solo oggi ed ora, al di là degli ulteriori contenziosi tra privati che nasceranno, il ruolo del Comune, del Parco e della Regione, se non vi è altra possibilità di fermare l’opera, è di far sì che tutti gli strumenti di tutela vengano rigorosamente rispettati".
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