Regione: 7 milioni in arrivo per contrastare l’erosione costiera dopo il vertice a Bari con Decaro
Non ci sono solo gli interventi del Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo Brindisi Lecce Costa Adriatica. Anche la Regione, infatti, nelle scorse ore ha finanziato una serie di progetti da parte dei comuni costieri, redatti con il coordinamento della Provincia di Brindisi. Progetti che, complessivamente, hanno un valore di 6 milioni 762mila 545 euro e 8 centesimi e che riguardano, in particolare, Fasano, Carovigno, Brindisi, Torchiarolo e San Pietro Vernotico.
Gli interventi
Il progetto del Comune di Brindisi riguarda il secondo lotto dei lavori per ridurre il rischio di crolli delle falesie nella riserva naturale di Torre Guaceto. L’intervento vale complessivamente oltre 2,62 milioni di euro, ma la somma richiesta con questa procedura è di 1 milione e 365 mila euro. Una parte consistente, pari a 1.262.545 euro, risulta già coperta da fondi pubblici destinati al Contratto istituzionale di sviluppo. A Carovigno si punta a contrastare l’erosione lungo il litorale di Torre Santa Sabina-Pantanagianni, con una richiesta di 1,2 milioni di euro. Identico importo per Fasano, dove il progetto riguarda il tratto di costa davanti all’abitato di Torre Canne, nella zona del Faro. La richiesta più alta tra quelle ammesse arriva da San Pietro Vernotico: 2,5 milioni di euro per gli interventi contro l’erosione alla foce del Canale del Cimalo. A Torchiarolo, invece, sono richiesti 600 mila euro per ridurre il rischio di erosione e consolidare la falesia marina tra località Cipolla e Marina di Lido Presepe. Anche queste proposte hanno superato la verifica.
Ostuni esclusa
Diverso l’esito per Ostuni, che aveva chiesto 1,16 milioni di euro per controllare e recuperare le coste rocciose di Costa Merlata. Il progetto è stato escluso perché gli elaborati tecnici, risalenti al 2022, erano stati preparati sulla base delle vecchie regole sugli appalti pubblici. La Regione ha inoltre segnalato problemi nella documentazione, tra cui stime dei costi basate sul prezzario del 2022 e l’assenza di alcuni atti e informazioni richiesti. Va ricordato, tuttavia, che recentemente la Città bianca aveva ottenuto sempre dalla Regione 5 milioni di euro per la messa in sicurezza del litorale nelle aree di Difesa di Malta, Torre San Leonardo e Rosa Marina.
Fondi limitati
Nel complesso, i sei progetti presentati per il Brindisino valevano 8 milioni e 25 mila euro. Con l’esclusione di Ostuni, restano in corsa, come detto, richieste per poco meno di 7 milioni di euro. C’è, tuttavia, un altro dato da considerare. La quota indicata dalla Regione per la provincia di Brindisi, nella delibera di giunta del 17 marzo scorso sulla “Mitigazione del rischioda erosione costiera” con la quale sono stati approvati gli atti di indirizzo per la selezione degli interventi, era di circa 4,1 milioni di euro, inferiore di quasi 2,77 milioni rispetto alle richieste dei cinque Comuni ammessi. Questo non significa, tuttavia, che le somme saranno necessariamente ridotte: significa che la fase successiva dovrà chiarire quali interventi potranno ottenere le risorse disponibili. La Regione ha chiesto ai Comuni interessati di confermare che la documentazione presentata sia ancora valida e completa entro il 27 ottobre. Solo dopo questo passaggio proseguirà il percorso verso il finanziamento. Per il territorio, dunque, si apre una prospettiva concreta di interventi contro il dissesto della costa, anche se la disponibilità effettiva dei fondi resta ancora da definire.
L'invito al Comune
Sulla difesa dall’erosione della costa, commenta il consigliere comunale del Pd Alessio Carbonella, «la Regione Puglia ha fatto la sua parte e l'ha fatta con serietà». Per Brindisi, prosegue, «non è una circostanza come le altre, perché tra Torre Guaceto e Punta Penne, passando per Giancola e Torre Testa, le falesie arretrano, minacciano la viabilità costiera e sottraggono alla comunità un patrimonio ambientale che deve diventare anche la base del rilancio turistico. Il crollo di Torre Mattarelle ha mostrato che cosa accade quando la costa viene lasciata in abbandono». La Regione, sottolinea Carbonella, «ha scelto un metodo chiaro, fatto di risorse concrete, coordinamento con la Provincia di Brindisi e tempi accelerati, perché difendere la costa significa garantire sicurezza ai cittadini, tutela al paesaggio e sviluppo all'economia. Una costa messa in sicurezza è una costa che si può vivere e offrire a chi sceglie Brindisi». Adesso, ricorda, «la responsabilità passa al Comune, perché entro il 27 ottobre l’amministrazione comunale deve trasmettere alla Regione tutta la documentazione progettuale, condizione necessaria per l'inserimento dell'intervento sulla piattaforma nazionale ReNDiS e per l'accesso alla fase negoziale del finanziamento. Chiediamo all'amministrazione comunale, perciò di rispettare la scadenza senza esitazioni e di riferire alla commissione consiliare competente i contenuti e tempi del progetto. Brindisi non può permettersi di sprecare un'occasione che la Regione Puglia ha costruito con determinazione».
Il vertice a Bari
«La tutela della costa è una responsabilità che dobbiamo esercitare con visione, competenza e collaborazione istituzionale». A sottolinearlo è stato il presidente della Regione Antonio Decaro dopo l’incontro di ieri con i presidenti delle Province di Brindisi, Foggia, Barletta Andria Trani, Lecce e Taranto e della Città metropolitana di Bari, al quale ha partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese, per fare il punto su tutte le proposte progettuali per la mitigazione del rischio da erosione costiera presentate e condividere con gli enti territoriali i prossimi passaggi della procedura di selezione degli interventi. Dopo avere ringraziato i presidenti delle Province e della Città metropolitana ed i sindaci «per l’attenzione e il lavoro svolto nell’individuare le criticità dei territori e costruire proposte progettuali», il governatore ha evidenziato come «i cambiamenti climatici e fenomeni naturali sempre più intensi e aggressivi rendono ancora più urgente intervenire per prevenire i rischi e proteggere le nostre comunità». A disposizione, per tutto il territorio pugliese, ci sono 26,4 milioni di euro. «Una risorsa importante - ha evidenziato Decaro - che vogliamo utilizzare nel modo più efficace possibile, dando priorità alla sicurezza delle persone, alla salvaguardia del paesaggio e alla protezione del nostro patrimonio ambientale. La sfida è trasformare la collaborazione di questi mesi in interventi concreti, capaci di rispondere alle fragilità del territorio e preservare la costa pugliese per le generazioni future».
Collaborazione e coordinamento
La procedura si fonda su un modello di collaborazione tra Regione, Province, Città metropolitana e Comuni. Alle Province e alla Città metropolitana di Bari è stato affidato un ruolo fondamentale di ricognizione, coordinamento e supporto ai Comuni costieri, chiamati a individuare le situazioni più critiche e a predisporre le proposte progettuali con i necessari studi preliminari. Un lavoro condiviso che consente di mettere a sistema le esigenze dei territori, verificare la coerenza degli interventi e accompagnare le amministrazioni nella costruzione di progetti efficaci e concretamente realizzabili. Il confronto, si legge in una nota dell’amministrazione regionale, “conferma la volontà della Regione di accompagnare Comuni e Province lungo un percorso che richiede capacità progettuale, coordinamento istituzionale e una programmazione attenta alle effettive condizioni di rischio dei territori. La difesa della costa alta è una priorità che riguarda la sicurezza delle comunità, la tutela del paesaggio e la salvaguardia delle infrastrutture e delle attività che insistono lungo il litorale pugliese”.