Recensione Samsung Galaxy Z Fold8. Piace a tutti, e c'è un motivo

Recensione Samsung Galaxy Z Fold8. Piace a tutti, e c'è un motivo

Con Galaxy Fold8 Samsung mette in campo un terzo form factor, andando a così ad offrire una ulteriore opzione per chi trova troppo stretto, piccolo e non funzionale lo schermo sterno dei classici Fold e Flip. Fold8 è senza alcun dubbio il pieghevole più comodo da usare da chiuso, ma come ogni prodotto ha i suoi pro e i suoi contro. Vediamoli insieme.

di  Roberto Pezzali  -  04/08/2026 13:05 0

Molti avranno già letto recensioni entusiaste di chi ha provato questo Fold8 e va detto subito che, la prima volta che lo si prova, il primo impatto di questa forma a “passaporto” è wow. L’idea di fare uno smartphone pieghevole con una forma più corta, che una volta aperta si trasforma in una sorta di tablet, non è nuova ed era già stata usata da Huawei due anni fa sul suo Pura X: se andiamo a riprendere la notizia che avevamo pubblicato ai tempi lo avevamo definito “il primo pieghevole con un form factor davvero sensato” spiegando che “il Pura X è l’unico pieghevole che risolve il problema dei pieghevoli, ovvero il form factor poco sfruttabile degli schermi interni, che con un aspect ratio quadrato diventano utili solo se si lavora con due app affiancate, non con giochi o video a pieno schermo”.

Questa recensione, ve lo anticipiamo subito, non condividerà l'entusiasmo generale attorno al Fold8. Non perché il prodotto non sia bello, è bello, è davvero bello, ma per un semplice motivo: resta, alla fine, un form factor fra tante soluzioni possibili. Samsung non è così ingenua da presentarlo come LA soluzione definitiva: lo introduce come un nuovo modo di usare il telefono, uno in più accanto agli altri che ha comunque a portafogli. Il Galaxy Flip continua a vendere tantissimo e ha una sua clientela ben precisa, mentre il Galaxy Z Fold8 Ultra, che altro non è che l'erede diretto del Fold7, si chiama "Ultra" proprio perché Samsung stessa lo reputa (anche nel prezzo) un prodotto di fascia più alta dedicato ad una clientela ancora più esigente.

Questo Fold8 è una terza possibilità per chi non ha avuto il colpo di fulmine con gli altri due: non è "il migliore" in assoluto, è migliore per qualcuno e potrebbe non esserlo per altri. Per la stragrande maggioranza delle persone, anche solo per una questione di prezzo, la scelta di uno smartphone premium cadrà sempre sul classico Galaxy S26, quindi un telefono tradizionale e non pieghevole. Ogni formato, come abbiamo detto, ha i suoi pro e i suoi contro ed è difficile dire "questo è il migliore”.

Sarebbe più corretto chiedersi "questo per chi è il migliore” e crediamo che la risposta all’entusiasmo attorno al Fold8 sia semplicemente una: è il pieghevole più adatto a chi non vuole discostarsi troppo dall’ergonomia di un telefono tradizionale. La larghezza identica a quella di un S26 Ultra infatti mette nelle mani dell’utente un qualcosa che da chiuso ha l'usabilità e il feeling di un telefono classico, anzi, essendo più corto è forse più usabile. Tutto, ovviamente, con uno schermo (nascosto) in più.

Questa recensione l’abbiamo fatta un po’ diversa, perché si concentrerà quasi esclusivamente sul form factor, su come si vedono molte app comuni sui diversi schermi e su cosa cambia realmente durante l'utilizzo reale. Crediamo che sia il modo migliore per provare a spiegare per chi ha senso questo Fold8 e a chi, invece, conviene guardare ad altro. Anche perché è un investimento importante, e il prezzo non è bassissimo: parte da 2.099 euro (ma si trova già a molto meno). Vi rimandiamo anche all'anteprima già pubblicata, molto dettagliata, dove abbiamo affrontato aspetti come batteria e schermo.

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Una linea che cattura e una cura dei dettagli maniacale

Il primo dato che sorprende è il peso: 201 grammi rendono questo Fold8 il pieghevole a libro più leggero della categoria. Aperto lo spessore crolla a soli 4,5 mm, chiuso si ferma a 9,7 mm, praticamente quanto uno smartphone tradizionale al netto della classica protuberanza per le fotocamere. La protuberanza c’è anche qui come sugli altri smartphone Samsung, ed essendo spostata di lato non aiuta a rendere lo smartphone stabile quando lo appoggiamo su un piano con lo schermo rivolto verso l'alto.

Da chiuso misura 81,9×123,9 mm, da aperto il lato lungo sale a 161,4 mm, in linea con l’altezza di un Galaxy S26 Ultra e questo è un primo dato da memorizzare, perché ci dice che da aperto Fold8 è largo praticamente quanto un S26 Ultra in modalità landscape. La foto sotto aiuta a capire.

Come abbiamo detto a prima vista, con questa forma quadrata a passaporto, Fold8 colpisce e piace subito. Dopo qualche ora che lo abbiamo tra le mani, però, ci rendiamo conto che la parola che meglio descrive questo form factor è "ruffiano". In fotografia e nelle immagini pubblicitarie di Samsung, merito anche all’illusione data dalla forma quadrata, sembra molto più largo di un Galaxy S26 o di un iPhone Pro Max. Basta però mettere i due telefoni fianco a fianco per accorgersi che in realtà la differenza è di pochi millimetri ma soprattutto, se consideriamo che S26 (o S25 nel nostro caso) ha uno schermo con cornici sottilissime mentre le cornici dello schermo cover del Fold8 sono più generose, la larghezza degli schermi è praticamente identica.

Le cornici del Fold8 sono più spesse di quelle dell'S25/S26 Ultra

Se non si crede all’immagine qui sotto basta la matematica: uno schermo da 5.5" con rapporto 10:16 ha un'altezza di circa 11,85 cm e una larghezza di 7,41 cm, mentre uno schermo da 6.9" con rapporto 9:19,5 come quello di S26 Ultra ha un'altezza di 15,91 cm e una larghezza di 7,34 cm.

La differenza di larghezza tra lo schermo esterno di Fold 8 e quello esterno di S26 Ultra è di 0.07 cm, 0.7 mm. Niente. In realtà, se misuriamo i pixel degli schermi, esce una differenza leggermente più ampia (1.2 mm), ma stiamo sempre parlando di valori che non possono certo cambiare l’utilizzo, al massimo ne cambiano la percezione. Fold8 e S26 Ultra hanno uno schermo largo uguale.

A cambiare è soprattutto l'altezza, quasi dimezzata rispetto a un telefono tradizionale che sfiora i 160 mm: è l'altezza, più della larghezza, a dare la sensazione di trovarsi davanti a un oggetto completamente diverso.

Dobbiamo comunque dire che quei pochi millimetri di larghezza in più della scocca (non dello schermo), si fanno un po’ sentire nella presa. Nell'uso quotidiano, anche dopo una settimana intera di utilizzo, la sensazione che abbiamo avuto è di minore sicurezza nel tenerlo in mano rispetto ad uno smartphone classico: non che rischi di scappare di mano, ma il fatto che la mano resta un po' più aperta e meno stretta attorno al telefono (sapendo anche quanto costa e sapendo che non abbiamo custodia) qualche timore in più ce lo ha fatto venire.

Chi ha mani grandi probabilmente arriva con il pollice a coprire quasi tutto lo schermo (e a tirar giù le notifiche) senza dover cambiare impugnatura, ma per la larghezza crediamo che questo sia uno smartphone che il 99% delle persone userà con due mani. Usarlo con una mano è possibile ma non è semplicissimo.

Sul fronte della cerniera il salto rispetto al Fold7, che risultava spesso "duro" da aprire con le dita che scivolavano lungo la cornice piatta è netto: si apre con pochissima resistenza, in modo morbido e controllato, e il piccolo incavo ricavato da Samsung per fare leva è qualcosa che probabilmente molti avrebbero voluto sul Fold 7 lo scorso anno (e che Samsung ha messo anche su 8 Ultra).

La differenza tra Fold7 e Fold8: si nota la scanalatura più pronunciata

Il sensore di impronte resta laterale, integrato nel tasto di accensione: per chi si aspettava il lettore sotto al display è una piccola delusione, ma il compromesso resta comodo, il pollice scivola sempre lì e la lettura dell’impronta è rapida e precisa.

Sul fronte del design industriale oggi Samsung, con Fold7 prima e la famiglia Fold8 oggi, sembra in posizione di vantaggio rispetto a tutti in termini di ingegnerizzazione dei pieghevoli, senza nulla togliere ai produttori cinesi che hanno fatto cose notevoli. Fino a quando questi ultimi si presentano però in Europa con linee che poco rappresentano il gusto estetico locale, pelle e orpelli dorati e decorati, con Samsung Fold la sfida è persa in partenza. Il design qui è rifinito, elegante, e trasmette davvero un lavoro di prodotto eccezionale, probabilmente ancora più curato rispetto al Fold7 dello scorso anno che era già un vero game changer per la categoria.

La differenza di spessore tra S25 Ultra e Fold 8 (a destra)

Display, la scommessa di uno schermo che non si rompe

Il display esterno da 5,5" (1972×1248) e quello interno da 7,6" (2448×1828) condividono lo stesso pannello Dynamic AMOLED LTPO con refresh variabile 1-120Hz. Il vetro esterno è un Gorilla Glass Victus Ceramic 3, la scocca posteriore un Victus 2; sul pannello interno resta l'ormai classico ibrido UTG ultrasottile più plastica, ancora necessario per garantire la flessibilità.

La vera novità è la struttura Flex Titanium: una pellicola in lega di titanio, spessa circa un terzo di un capello umano ma con una rigidità meccanica circa 20 volte superiore alla precedente pellicola polimerica, posizionata subito sotto il pannello OLED. Sotto di essa una piastra in titanio con una struttura particolare riduce gli spazi d'aria tra gli strati e distribuisce meglio le sollecitazioni quando lo smartphone è aperto.

Il risultato è una piega che si vede meno rispetto al Fold7, se non guardandola controluce, dove resta visibile. Il nuovo trattamento antiriflesso aiuta parecchio a mascherarla anche con forte illuminazione, ma crediamo che oggi la piega non rappresenti più un problema per questo tipo di schermo. C’è, si vede in certe situazioni ma non è così fastidiosa e alla lunga, anche passandoci con il dito, uno non ci fa più caso.

Va detto che quando vengono confezionati gli smartphone sono piatti, e l’impressione anche vedendoli nei negozi, dopo poche pieghe, è di uno schermo totalmente piatto senza piega visibile. In realtà già dopo una settimana la piega si vede di più, ma come abbiamo detto non è un problema.

Il vero punto interrogativo è un altro, e vale la pena dirlo chiaramente: la tenuta nel tempo. Ci sono fondamentalmente due cose da verificare: la prima è se Samsung manterrà davvero la promessa di uno schermo che non si scolla al centro come successo su molti esemplari delle precedenti generazioni, problema che grazie alla nuova struttura dovrebbe aver risolto, e il secondo è se comunque la resistenza generale dello schermo, che per sua natura si danneggia più facilmente di uno schermo rigido, è al livello di un qualcosa che costa 2.000 euro e che ha ricambi molto più costosi del normale. Cambiare lo schermo interno, fuori garanzia, vuol dire spendere almeno 800 euro tra schermo e manodopera.

Non c'è il supporto a S Pen, per farlo così sottile è stato tolto lo strato digitalizzatore, ma se qualcuno vuole usare un pennino capacitivo passivo il pannello risponde comunque bene. In generale ci troviamo davanti ad uno schermo eccellente, con un rivestimento di qualità che crea il giusto attrito tra dito e schermo e davvero reattivo al tocco.

Fold7 è visibilmente più stretto di Fold8

La piastra in titanio sotto il pannello aiuta anche d'estate: con il caldo lo schermo OLED, come ogni schermo, va in protezione e perde un po' di luminosità ma grazie al titanio che funge da dissipatore aggiuntivo la riduzione della luminosità del Fold8 è meno marcata di quella di smartphone classici. La certificazione è IP48, che vuol dire che può essere immerso fino a 1,5 metri per 30 minuti e quindi è totalmente resistente all’acqua, ma non ha alcuna protezione contro la polvere fine, che è l’elemento più pericoloso per le cerniere.

C'è formato e formato: come gli schermi gestiscono le app più comuni

Come abbiamo detto vogliamo che la parte centrale, e anche quella più importante della recensione sia far capire cosa si guadagna e cosa si perde con un form factor come quello del Fold8. Perché non è una cosa che può capire in negozio, la si capisce solo usandolo per un po’ di tempo. Per noi che abbiamo ricevuto l’unità da Samsung non è un problema, per chi invece deve capire se vale la pena investire 2000 euro la questione è ovviamente diversa.

Crediamo ci sia un motivo per cui il Fold8 genera così tanto entusiasmo: è il formato che più di ogni altro riesce a unire il feeling di uso da chiuso di uno smartphone tradizionale, pur perdendo molto contenuto a schermo, e la forma classica di un piccolo tablet nello schermo interno.

Per anni ci hanno dipinto i pieghevoli come l’unione perfetta di smartphone da chiuso e tablet da aperto, ma basta prendere il Fold8 Ultra, per il quale Samsung ha corretto il target, per capire che non è così. Fold8 Ultra, e tutti i Fold a libretto prima di lui restano prodotti pensati per quel pubblico più di nicchia che ama il multitasking vero, con due app affiancate.

Quello, insomma, che fa il tipo per DeX perché crede che un tablet o uno smartphone possano fare tutto. Ci si riesce, ma solo se si ha un approccio mentale e di lavoro che appartiene comunque a pochissime persone. Oggi la maggior parte delle persone, anche su un tablet, usa lo schermo intero, app per app, senza mai affiancare finestre nemmeno quando la piattaforma lo permetterebbe. Il Fold8 è il pieghevole più affine a questo pubblico.

C'è però un rovescio della medaglia, ed è legato proprio all'altezza ridotta dello schermo esterno: meno altezza vuol dire meno contenuto visibile in un colpo d'occhio. Il problema è che la maggior parte delle app oggi è pensata per liste verticali lunghissime da far scorrere, feed, notizie, marketplace, proprio perché lo schermo dei telefoni tradizionali è progettato attorno allo swipe verticale.

Sul Fold8 si hanno molti meno contenuti a schermo, questo sulla maggior parte delle app: su un formato così corto servirebbe probabilmente un'interfaccia diversa, a card orizzontali, in stile Storie di Instagram, un'interfaccia però inadatta agli smartphone classici che oggi non esiste.

Lo schermo esterno del Fold8 è perfetto per applicazioni con un'interfaccia sostanzialmente fissa, mappe, giochi, messaggistica, dove non serve continuare a scorrere per vedere altro: per le applicazioni che invece devono mostrare molti elementi contemporaneamente, liste dense, un foglio Excel, la differenza tra Fold8 e Ultra si vede subito: sull'Ultra si vedrà un font più piccolo ma più elementi a schermo, sul Fold8 un font leggermente più grande ma meno elementi. La dimensione della font si può sempre regolare dalla OneUI, ma i miracoli non si possono fare: lo schermo è molto più piccolo.

Il pannello interno, invece, è un 4:3 più rettangolare rispetto al quadrato classico dei Fold precedenti: con alcune app funziona meravigliosamente, con altre molto meno, e la differenza dipende quasi sempre da quanto gli sviluppatori si sono presi la briga di ottimizzare per questo specifico rapporto d’aspetto. Ci sono comunque categorie di app in cui il pannello interno appaga, e appaga parecchio: molti videogiochi; i video, ma solo se in 16:9, 2:1 o 4:3 come i vecchi cartoni animati, le app di mappe a canvas aperto, come quelle per l'escursionismo in montagna, che occupano finalmente tutto lo schermo disponibile; riviste, libri e fumetti, che nella maggior parte dei casi sono già pensati in 4:3; e infine le app native per tablet Android, quelle che dividono la vista in colonne con una sidebar di navigazione da un lato e il contenuto dall’altro. Qui con Fold8 si gode davvero rispetto ad un S26 Ultra.

Per le riviste e i libri quello del Fold8 è il formato perfetto

Per darvi comunque un’idea reale di cosa si vede e di cosa si perde con ogni form factor abbiamo preso S25 Ultra, Fold7 e Fold8 e quelle che vedete sotto sono schermate che abbiamo adattato al pixel: sono perfettamente comparabili e sovrapponibili, per darvi proprio l’idea di quanto lo schermo del Fold8 è più basso e di quanto quello del Fold7, ad esempio, è più stretto.

Interfaccia principale OneUI

Sulla schermata Home troviamo la classica griglia di icone con i widget, ma il sacrificio in termini di spazio sfruttabile sul Fold8 è evidente: lo schermo esterno è comunque più basso degli altri.

Sul Fold7 lo schermo è più stretto, gli spazi tra le icone sono ridotti, la tastiera sarà comunque più piccola e quindi meno comoda da usare ma il formato, per quanto stretto, garantisce comunque più spazio per elementi e widget.

Sugli schermi interni, invece, si vede chiaramente come il Fold8 sia più gestibile perché ha un formato più simile ad un tablet, rispetto a quello quadrato del Fold7 che è anche piuttosto difficile da organizzare. Da segnalare comunque che sia Fold7 che Fold8 gestiscono gli elementi su due colonne, e non in un layout unico come invece viene fatto dalla OneUI su Galaxy Tab.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Instagram Story

Sulle Storie di Instagram la differenza si vede subito. Sul Galaxy S26 Ultra, se la storia è in 16:9, viene spalmata su tutto lo schermo occupando tutta l'area disponibile; quando invece lo schermo si restringe, per il gioco delle proporzioni, si crea un po' di nero sopra e sotto ed è il caso del Fold7. Sul Fold8, purtroppo, visto che lo schermo esterno è comunque molto rettangolare, si generano bande nere ai lati: le storie si vedono molto piccole, mentre i post quadrati rendono decisamente meglio. 

La cosa si accentua ancora di più quando apriamo lo schermo interno: sul Fold7, che è un quadrato, abbiamo una banda laterale che toglie un po' di spazio, ma non abbiamo le grosse bande nere che vediamo sul Fold8. Lo schermo interno del Fold8 sulle Storie sembra assolutamente sprecato: Instagram dovrebbe rivedere l'interfaccia introducendo una sorta di "story flow", un layout diverso che si allarghi e occupi davvero tutto lo schermo disponibile, cosa che oggi non fa.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Browser web - DDay.it

Il fatto che si vedano meno contenuti sullo schermo esterno "meno alto" del Fold8 è ancora più evidente aprendo il browser web. Sul Galaxy S26 Ultra riusciamo a vedere circa due notizie e mezzo in copertina, con il banner in alto; sul Fold7, che è più stretto, ce ne stanno di più, ma sono meno leggibili, perché il font è comunque più piccolo. A parità di font, visto che lo schermo è largo uguale, sul Fold8 si vede una sola notizia, senza nemmeno il titolo della seconda, con lo stesso banner: quell'altezza ridotta si fa sentire parecchio.

L'ottimizzazione (o la sua assenza) si vede bene anche quando si passa allo schermo interno e si richiede il sito in versione desktop, che sui pieghevoli non arriva automaticamente: sul Fold7 il layout viene scalato perfettamente sull'intero schermo, senza che nulla venga tagliato mentre sul Fold8, richiamando il sito desktop, lo schermo viene renderizzato a una risoluzione più bassa: il menu è responsive, ma il resto del layout non scala correttamente. Servirebbe un'ottimizzazione dedicata, e non è detto che i siti la facciano: abbiamo controllato anche altri quotidiani, e in generale non scalano benissimo su questo formato. Bisognerebbe capire come gestire meglio lo schermo, e puntare sulla modalità larga, con un font più grande, o su quella stretta.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Vinted

Su Vinted la situazione è identica: lo schermo esterno del Fold7 è quello un po' più stretto, con caratteri e font leggermente ridotti, ma è comunque quello che, prediligendo l'altezza, ci dà più informazioni rispetto a un formato più classico come il Galaxy S26 Ultra. Vediamo quattro oggetti in vendita sullo schermo, contro i soli due del Fold8. È vero che si tratta di una lista che scorre, quindi il margine per recuperare c'è (nessuno guarda solo i primi quattro elementi) ma a colpo d'occhio il Fold8 ne mostra comunque meno, sia sullo schermo esterno sia su quello interno. Dove il Fold7, avendo uno schermo più grande in altezza, ci fa vedere comunque più inserzioni.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Wartime Glory (Risiko)

Sui giochi la situazione è particolare, quasi un pareggio. Sul Galaxy S26 Ultra la mappa, intesa come continenti, mare, contorni, viene gestita praticamente per tutto lo schermo. Passando agli altri schermi sul Fold7, che è più stretto, è tutto più piccolo e c'è più mare ai lati.

Sul Fold8 la mappa non si estende in modo da ridurre il mare visibile: avrebbe potuto farlo, paradossalmente, ma il gioco non lo prevede, e quindi c'è comunque tanto mare intorno, con continenti e paesi più piccoli di quelli visibili sullo schermo esterno dell'S26 Ultra.

Questa mancanza di scaling si vede chiaramente anche sullo schermo interno del Fold7, dove lo spreco di spazio di mare attorno ai continenti è vistoso: le app vanno ottimizzate, e gli sviluppatori non sempre lo fanno, trovando scorciatoie piuttosto che occuparsene davvero.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Gmail, risposta ad una mail

Passando alla posta elettronica ritroviamo gli stessi elementi visti su altre app: sullo schermo esterno del Galaxy S26 Ultra si vedono molti più elementi rispetto al Fold8. Il font è identico, e la leggibilità pure, ma sull'S26 Ultra se ne vedono semplicemente di più.

Per quanto riguarda la risposta a una mail, operazione molto comune, sul Galaxy S26 Ultra lo spazio è ben diviso tra tastiera e area di scrittura. La stessa cosa vale sul Fold7, anche se la tastiera, più piccola perché più stretta, è più scomoda da usare.

Sul Fold8 la tastiera è identica (e volendo si può restringere), ma lo spazio rimasto per il corpo della mail è comunque molto ridotto, e lo stesso vale sullo schermo interno. 

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Telegram - risposta ad una chat

Da chiuso la vista della singola chat con tastiera è identica su S26 Ultra, Fold7 e Fold8, con l'unica variabile data dal contenuto della conversazione aperta in ciascuno scatto: stessa struttura, stessa fruibilità, nessuna differenza di layout. Solo differenze nella quantità di contenuto visibile.

Da aperto, il pattern è lo stesso già visto con Gmail: sia il Fold7 che il Fold8 sullo schermo interno mostrano contemporaneamente la lista delle chat a sinistra e la conversazione aperta con tastiera a destra, sfruttando un utile layout a due colonne. Su questo tipo di layout, però, si può notare una differenza interessante: mentre il Fold7, praticamente quadrato, non fa differenza se lo si gira in modalità portrait o landscape, quindi quando lo si apre lo si può usare così com'è, girandolo si guadagna poco, con il Fold8 in molti casi conviene aprire e poi ruotare per passare ad un layout più ottimizzato. Usandolo in verticale avremmo guadagnato qualche riga in più di contenuto. Sono però due operazioni in più: aprire e ruotare.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Amazon Shopping

Amazon è l'app tipica in cui lo sviluppatore non si è preoccupato troppo di ottimizzare per schermi molto più larghi di quelli di un classico smartphone: si vede chiaramente che è un'app derivata dal sito web e gli annunci scalano già male sull'S26 Ultra. A fare la differenza, qui, è soprattutto l'altezza: sul Galaxy S26 Ultra vediamo due elementi ben leggibili, sul Fold7 sempre due elementi ma un po' meno leggibili e più piccoli, sul Fold8 appena uno e mezzo.

Su app come Amazon aprire il pieghevole per vedere di più è praticamente inutile: anche aprendolo quello che si ottiene è parecchio spazio bianco sprecato. L'app non è pensata per gestire, ad esempio, una griglia di prodotti 2x2 come fa invece Vinted ed è proprio questo a far capire quanto, su un prodotto come questo, l'ottimizzazione del software sia fondamentale.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Youtube con video 21:9

Per i video il discorso è simile: Samsung, nelle sue immagini promozionali del Fold8, ci mostra sempre video a schermo intero, quindi vicini al 4:3. Ma se prendiamo un video in 21:9, molto vicino al formato dello schermo esterno del Galaxy S26 Ultra, è proprio l'S26 Ultra ad avere il video più ampio dei tre, anche rispetto a entrambi i pieghevoli aperti, perché lo utilizza praticamente per intero. È anche il caso più estremo: un 21:9 si sposa malissimo con lo schermo interno quadrato del Fold7, e va un po' meglio, ma non benissimo, sul Fold8, che comunque resta più squadrato. 

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Youtube con video 4:3

Se però prendiamo l'estremo opposto, un formato IMAX o contenuti come documentari d'archivio e vecchi cartoni animati vicini al 4:3, allora sull'S26 Ultra compaiono le bande nere laterali mentre è il form factor del Fold8 a rendere meglio, riempiendo lo schermo quasi per intero.

Visto che i formati video variano dal 4:3 fino al 21:9, con diversi rapporti intermedi, la regola è semplice: più il video è stretto, più ne beneficia l'S26 Ultra; più è vicino al quadrato, più ne beneficia il Fold8. Un formato perfettamente quadrato come quello dello schermo interno del Fold7 esiste forse solo su Instagram: Fold7 e Fold8 Ultra non potranno mai sfruttare bene lo schermo interno per i video. 

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Kindle - eBook

Il Fold8 dà probabilmente il meglio di sé con i libri: libri e riviste hanno grosso modo lo stesso formato del suo schermo interno, e ci si impaginano bene, con poco spazio bianco sprecato. Sul Fold7 le righe diventano invece troppo lunghe da leggere sullo schermo interno, quindi un po' scomode, mentre sullo schermo esterno, al contrario, sono troppo strette.

Sullo schermo esterno del Fold8, invece, troviamo il rapporto giusto tra lunghezza della riga, e quindi la comodità dell'occhio che scorre da sinistra a destra, e quantità di testo visibile a schermo. Se c'è un'applicazione per cui questo formato è davvero perfetto, è proprio la lettura di libri e riviste.

Galaxy S26 Ultra- schermo esterno

Le prestazioni ci sono, le fotocamere sono buone

Sotto la scocca troviamo lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, abbinato a memorie UFS 4.0 e RAM LPDDR5X: 12 GB per i tagli da 256 e 512 GB, 16 GB per la sola variante da 1 TB. Una configurazione allineata al resto della gamma S26/Fold8 Ultra, senza sorprese. Avremmo preferito 16 GB su tutti? Probabilmente sì, c'è un doppio schermo, c'è Gemini Intelligence in arrivo e più margine per il futuro, ma ci rendiamo conto che siamo in un periodo molto particolare e Samsung sta già facendo i miracoli: la trimestrale parla chiaro, non hanno più margine e i prezzi dovrebbero aumentare per poter fare utili, ma poi si rischia di vendere meno.

Sulle prestazioni non c’è nulla da dire: ricezione, fluidità, reattività, il Fold8 è velocissimo ed è ai vertici della categoria, e come sempre consigliamo di impostare il profilo di consumo più leggero che a fronte di un aumento tangibile dell'autonomia comporta  un calo delle prestazioni impercettibile se non si guarda ai numeri dei benchmark.

L’esperienza offerta è di altissimo livello. L'unica nota è un leggero surriscaldamento in zona "SoC" durante operazioni particolari, come ad esempio l'uso di Android Auto mentre ricarichiamo il telefono, che ci fa propendere per qualche bug. Il nostro software, va detto, è quello di un mese fa e abbiamo trovato qualche bug in diverse app, soprattutto quando si passa dallo schermo esterno a quello interno: non ci abbiamo dato peso perché crediamo che con l'arrivo sul mercato possa arrivare anche il classico software definitivo con tonnellate di patch e correzioni.

Sul fronte fotocamere sul retro troviamo un 50 MP wide (ISOCELL GN3, lo stesso sensore del Galaxy S26, f/1.8, stabilizzazione ottica) e un 50 MP ultra-wide con ottica f/1.9 e autofocus (utilizzabile quindi anche in macro). Per la fotocamera Ultrawide Samsung si è servita stranamente di un modulo Sony: è l'IMX855, il nuovo sensore che Samsung dovrebbe usare anche sul Galaxy S27. A chiudere il cerchio due fotocamere frontali da 10 MP f/2.2, una per display, con ripresa video fino a 4K60.

Sul fronte video troviamo il supporto al codec APV con registrazione log (anche se non è forse questo il prodotto più adatto), con ben quattro LUT di anteprima applicabili direttamente nell'editor della Galleria Samsung, la registrazione 8K e la nuova funzione MyFanCam che permette di toccare un soggetto in un video 8K e ottenere automaticamente un ritaglio verticale che lo segue per tutta la clip, comodo per ricavare contenuti social da una ripresa panoramica. 

Perché non c'è una terza fotocamera? Le due camere sono disposte in verticale, il classico allineamento Samsung che potremmo definire il “semaforo”: Samsung ha preso questa decisione stilistica perché il progetto Fold8 doveva comunque mantenere una certa affinità con lo stile iconico della gamma premium Galaxy.

Con due sole fotocamere capita, con mani grandi, che il dito copra leggermente la wide durante una presa naturale, generando una piccola ombra nello scatto, in qualche caso arrivando a intercettare pure un pezzo di pollice. Con una terza fotocamera e lo stesso allineamento il problema sarebbe peggiorato: tenendo lo smartphone tra le mani sicuramente un dito sarebbe finito sulla terza fotocamera. Samsung avrebbe dovuto rivedere l'intero modulo in un layout orizzontale, e questo avrebbe significato un progetto completamente diverso.

C'è anche un lato positivo: oggi la maggior parte delle persone scatta con lo smartphone in verticale e quasi si dimentica che la fotografia classica è orizzontale. Per la sua forma il Fold8 risulta comodissimo da usare per scattare in modalità tradizionale, quasi a riportare in auge un modo di fotografare più old style.

Una considerazione più generale, che vale la pena ribadire: chi sa scattare bene ottiene buoni risultati anche con due soli sensori onesti come questi; il fotografo sta nella mano, non nel comparto fotografico. Per chi non ha ambizioni fotografiche particolari quello che offre il Fold8 basta e avanza per quasi tutto; per chi invece la fotografia sta davvero a cuore tanto vale appendersi al collo una fotocamera vera, fa anche tendenza, e tenersi il Fold in tasca. Ecco alcuni scatti fatti in questi giorni.

Autonomia più che buona, dall’audio ci aspettavamo di più

Pochi minuti dopo aver aperto il Galaxy Fold8 e aver provato a riprodurre un video ci siamo subito resi conto, è impossibile non sentirlo, che l’audio è leggermente sbilanciato. I due speaker stereo sono infatti posizionati lungo il bordo del display esterno, uno in alto e uno in basso, entrambi dalla stessa parte e se si orienta lo schermo in orizzontale, che è poi il modo migliore per fruire di un video. Bisogna farsene una ragione, l’audio sarà decentrato verso sinistra. Su un telefono di queste dimensioni distribuire l'audio in modo perfettamente bilanciato non è mai stato facile, e non si può comunque parlare di vera stereofonia su nessuno smartphone, ma è comunque una cosa evidente che si poteva correggere aggiungendo altri due diffusori o spostandone uno. La qualità dei singoli diffusori resta comunque buona.

Per quanto riguarda l’autonomia troviamo finalmente una batteria al silicio-carbonio da 4.800 mAh con ricarica fino a 45W via cavo, contro i 20W della generazione precedente, e 20W wireless. Sull'autonomia è difficile dare un numero secco: dipende moltissimo da come si usa il telefono, quanto resta aperto, quanto chiuso, la stagione (d'estate tutte le batterie durano un po' di meno). Ci sono ormai troppe variabili, troppi schermi, troppe cose da gestire per ridurre tutto a un singolo dato. Con un uso misto, comprendendo tutte le app che si usano normalmente oggi (Instagram, Whatsapp, Telegram) il telefono si porta a casa tra le 4 e le 4 ore e 40 di schermo acceso con un utilizzo medio-intenso, arrivando fino a circa 5 ore limitando l'uso del pannello interno.

Non è un'autonomia da primato come quella di certi smartphone tradizionali con batterie più capienti, ma è più che adeguata per un uso quotidiano realistico. Sulla capacità un'ultima considerazione: Samsung sembra aver preferito, anche qui, un approccio conservativo ed è comprensibile alla luce di quanto già vissuto in passato con le batterie della serie Note. Qualcosa in più, attorno ai 5.500 mAh, avrebbe probabilmente rappresentato il punto di equilibrio ideale: non tanto per l'autonomia quotidiana quanto per assorbire meglio il naturale degrado della batteria nel corso degli anni.

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