Rc auto, la stangata silenziosa: la mappa di chi paga di più e la guida per risparmiare subito | Inchiesta
Una spesa obbligatoria per chi possiede un'auto, che negli ultimi anni è tornata a pesare, e non poco, sul bilancio delle famiglie italiane. Parliamo dell'Rc auto, acronimo di Responsabilità civile autoveicoli, l'assicurazione obbligatoria che copre i danni provocati a terzi dalla circolazione del veicolo. Malgrado una lieve frenata registrata nell'ultimo trimestre, il prezzo delle polizze è in costante aumento dal 2022 e in diverse aree dello Stivale ha ormai raggiunto livelli tutt'altro che trascurabili. Ma risparmiare, come vedremo, non è un'impresa impossibile, indipendentemente da dove si vive.
Così il costo dell'assicurazione auto è esploso negli ultimi anni
A tenere traccia dei prezzi medi dell'assicurazione auto è l'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che nell'ultimo rapporto evidenzia come il prezzo dell'Rc auto sia aumentato del 3,2% in termini nominali rispetto all'anno precedente. Al netto dell'inflazione, il rincaro è dell'1,5%. La corsa dei prezzi sembra però perdere velocità: gli ultimi dati mostrano infatti un rallentamento degli aumenti e qualche timido segnale di inversione rispetto ai trimestri precedenti.
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Il problema emerge però soprattutto guardando il quadro d'insieme. Rispetto al 2022, gli italiani pagano oggi in media circa 70 euro in più all'anno per assicurare la propria auto, con un aumento che sfiora il 20%. Una crescita che si è consolidata negli ultimi anni, come mostra chiaramente il grafico qui sotto.
Parliamo ovviamente di prezzi medi, dietro ai quali possono nascondersi tariffe anche molto più basse o più alte. L'Rc auto è obbligatoria per legge per i veicoli a motore utilizzati come mezzi di trasporto, con alcune specifiche eccezioni previste dalla normativa. Nata per tutelare le vittime degli incidenti stradali e garantire il risarcimento dei danni fisici e materiali, protegge allo stesso tempo l'automobilista dal rischio che un singolo sinistro possa avere conseguenze pesantissime sul suo patrimonio personale.
Il suo costo non è però fisso, ma varia in base al rischio assicurativo. Le compagnie stabiliscono il prezzo tenendo conto di numerosi fattori, tra cui l'età e l'esperienza del conducente, la storia assicurativa e la provincia di residenza (come vedremo). Ma al di là delle singole variabili il quadro, da quattro anni a questa parte, sembra cambiato per la maggior parte degli automobilisti per delle ragioni ben precise.
Dall'inflazione al rimborso dei sinistri: cosa spinge i rincari
La risalita dei prezzi dell'Rc auto è iniziata nel 2022, dopo quasi un decennio di progressiva diminuzione, e ha coinciso con la forte accelerazione dell'inflazione seguita alla pandemia e alla crisi energetica. Il motivo principale non è stato tanto un aumento del numero degli incidenti, quanto del loro costo. Secondo l'Ivass, le pressioni inflazionistiche hanno spinto verso l'alto i prezzi dei pezzi di ricambio, della manodopera e, più in generale, delle riparazioni, facendo lievitare gli importi che le compagnie devono sostenere per liquidare i sinistri.
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Nel 2024 il costo medio di un sinistro Rc auto ha così raggiunto i 5.422 euro, il 6,8% in più rispetto al 2023 e oltre il 21% in più rispetto al 2019. Nello stesso anno, la frequenza dei sinistri è invece rimasta sostanzialmente stabile, passando dal 5,03% al 4,97%, e comunque su livelli inferiori a quelli precedenti alla pandemia.

E la pressione sui costi non sembra essersi fermata: nel primo semestre del 2025 il costo medio dei sinistri è aumentato di un ulteriore 5,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In sostanza, il fattore decisivo non è stato tanto l'aumento del numero degli incidenti, quanto il fatto che risarcirli sia diventato molto più costoso.
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Una dinamica che dipende anche dalla crescente complessità dei veicoli moderni, nei quali la presenza di sensori, radar e dispositivi "adas" (di assistenza alla guida) può rendere più onerosa la riparazione anche dopo un incidente di lieve entità. A pesare, infine, è stato l'adeguamento all'inflazione degli importi previsti per il risarcimento del danno biologico (ovvero alle persone).
Tutti fattori che hanno spinto verso l'alto il costo medio dei sinistri, aumentando la pressione sui premi pagati dagli automobilisti. Ma gli aumenti non sono certo uguali per tutti e le differenze possono essere molto marcate anche da una provincia all'altra.
Da Nord a Sud: perché a Napoli si paga più che ad Aosta
A determinare il prezzo dell'Rc auto non sono infatti soltanto l'inflazione e l'aumento del costo dei sinistri. A parità di copertura, anche la provincia di residenza può fare una differenza notevole, perché le compagnie calcolano il premio tenendo conto anche del rischio associato al territorio: incidono la frequenza e il costo dei sinistri, insieme ad altri fattori utilizzati nella tariffazione.
Gli ultimi dati dell'indagine Iper dell'Ivass, relativi ai contratti rilevati nel primo trimestre del 2026, mostrano differenze molto ampie. Napoli è la provincia più cara, con un premio medio di 599 euro, seguita da Prato con 590 euro e Caserta con 542 euro. Sopra quota 500 euro troviamo anche Pistoia (517 euro), Massa-Carrara (514), Firenze (512) e Roma (505).
All'estremo opposto c'è Potenza, dove il premio medio si ferma a 305 euro, seguita da Enna (310), Oristano (314), Campobasso (333) e Pordenone (335). Tra Napoli e Potenza, dunque, ci sono quasi 294 euro di differenza, con il premio medio napoletano che è quasi il doppio.
A spiegare almeno in parte i divari provinciali possono contribuire diversi fattori, dalla frequenza e dal costo medio dei sinistri al rischio di frode, fino alle caratteristiche del territorio e al contenzioso. Nelle aree considerate più rischiose, dove la probabilità di un sinistro o la complessità della sua gestione è maggiore, le compagnie tendono a incorporare il maggiore rischio nel prezzo della polizza. Ad esempio, nella sua ultima relazione annuale l'Ivass rileva che a Napoli il 26,9% dei sinistri viene sottoposto ad approfondimenti per rischio di frode, uno dei valori più elevati d'Italia, e osserva che, a livello provinciale, una maggiore incidenza di questi controlli risulta associata a premi medi più alti.
Ma provincia più cara non significa necessariamente provincia dove i prezzi stanno aumentando di più. Nell'ultimo anno il rincaro più consistente è stato registrato a Vercelli (+5,8%), davanti a Milano (+5,6%) e Roma (+5,4%); seguono Frosinone e Siracusa (+4,8%) e Latina e Monza e Brianza (+4,7%).
A Napoli, nonostante il livello dei prezzi resti il più elevato d'Italia, l'aumento rispetto al primo trimestre del 2025 è stato invece di appena l'1,1%, mentre a Prato si è fermato allo 0,6%. La geografia dell'Rc auto racconta quindi due fenomeni diversi: da una parte persistono fortissimi divari nei livelli assoluti dei premi; dall'altra, nell'ultimo anno, i rincari più pronunciati hanno interessato anche diverse province del Centro-Nord.
Cosa fare per risparmiare: tutti i rimedi per ridurre il costo
Benché non si possa parlare, come nel settore energetico o bancario, di extraprofitti, l'aumento dei premi ha coinciso con un miglioramento della redditività tecnica delle compagnie nel ramo Rc auto. Ad alleggerirsi sono stati invece i portafogli degli automobilisti, già alle prese con il carovita. Eppure qualcosa per provare a ridurre il conto si può fare.
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La prima regola è non fermarsi al rinnovo con la propria compagnia, ma confrontare le offerte disponibili sul mercato. Uno strumento utile è Preventivass, il comparatore pubblico realizzato da Ivass e ministero delle Imprese e del Made in Italy, che permette gratuitamente di confrontare il prezzo del contratto base Rc auto offerto dalle diverse compagnie. Attenzione però alle condizioni: un premio più basso può essere accompagnato, ad esempio, da una franchigia più elevata o da limitazioni alla guida del veicolo.
Un'altra possibilità è scegliere formule a guida ristretta. La guida esperta consente di affidare l'auto soltanto a conducenti che rispettano determinati requisiti di età o anzianità di patente, mentre quella esclusiva limita la guida a una sola persona. Queste clausole possono ridurre il premio, ma richiedono attenzione: se al momento di un incidente alla guida c'è una persona non autorizzata dal contratto, la compagnia risarcisce il terzo ma può esercitare il diritto di rivalsa sull'assicurato, secondo i limiti previsti dalla polizza.
Soprattutto nelle province più care può essere poi conveniente valutare anche la scatola nera, che registra informazioni sull'utilizzo del veicolo e può dare diritto a sconti sul premio.
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Va poi verificata la possibilità di usufruire della Rc familiare che, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, permette di acquisire la classe di merito più favorevole di un altro veicolo appartenente allo stesso nucleo familiare. Il beneficio può riguardare sia un nuovo contratto sia, a determinate condizioni, il rinnovo di una polizza esistente.
Infine, conviene distinguere il costo dell'Rc obbligatoria da quello delle garanzie accessorie, come furto e incendio, cristalli, eventi atmosferici o assistenza stradale. Soprattutto per un'auto con diversi anni alle spalle, mantenere tutte le coperture potrebbe non essere conveniente. La regola, insomma, è semplice: confrontare le offerte, leggere attentamente le condizioni e scegliere soltanto le coperture di cui si ha realmente bisogno. Un'accortezza utile sempre, ma ancora di più nel tempo in cui il costo della vita ha ricominciato a correre.
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