Ranucci: Italia uccide i suoi uomini migliori per eccesso di chiarezza

Nel giorno della confessione di Valter Lavitola, il giornalista pubblica un post in cui cita Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone, Aldo Moro e Paolo Borsellino. Salvini: "Sospendere Report". FdI: "Paragone ignobile"

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Nel giorno della confessione di Valter Lavitola, Sigfrido Ranucci, vittima dell'attentato del quale l'ex direttore de L'Avanti ha ammesso davanti ai magistrati di essere il mandante, è tornato a esprimersi sui social rispondendo a chi chiede la sospensione della sua trasmissione Report dalla programmazione Rai.

Il post su Facebook

"Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza", ha scritto Ranucci su Facebook.

Nel post dal titolo "La voce che spaventa", Ranucci ha aggiunto: "Muoiono tutti nello stesso modo, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto un attimo prima degli altri il disegno di cui erano parte, e per aver tentato, con l'ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta".

Le reazioni, Salvini: "Sospendere Report". FdI: "Paragone ignobile"

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e vicepremier Matteo Salvini ha commentato il post di Ranucci con un post su X: "Ranucci che si paragona a Moro, Falcone e Borsellino??? Non so se faccia più rabbia, pena o tristezza - ha scritto il leader leghista -. Alla luce degli inquietanti dettagli che stanno emergendo in queste ore, a partire dall'arresto del suo amico Lavitola, ritengo opportuno che il servizio pubblico, finanziato da tutti gli italiani, sospenda la collaborazione con chi è coinvolto in questa torbida vicenda". 

Al post di Ranucci ha reagito anche Fratelli d'Italia, attraverso una nota firmata dai suoi esponenti in commissione Vigilanza: "Ranucci si paragona a Moro, Piersanti Mattarella, Falcone e Borsellino, scrivendo di essere 'una voce che spaventa'. Ma a spaventare non è la sua voce, bensì i suoi silenzi. Usi la sua voce libera per spiegare perché il giorno della perquisizione a Lavitola è stato due ore al telefono con il presunto mandante dell'attentato per tentare di concordare un alibi per lo stesso Lavitola. Aspettiamo trepidanti di ascoltare questa voce, ma nel frattempo non possiamo non giudicare ignobile che Ranucci si paragoni a chi davvero la mafia l'ha combattuta e che per sua mano ha trovato la morte".