Ranucci, concluso l'interrogatorio degli esecutori. I legali: «Tavares disse loro di mettere una bomba sotto casa del conduttore»

È terminato dopo circa 9 ore l'interrogatorio a Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, due degli arrestati per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, ascoltati oggi dai pm. Nel corso del colloquio «hanno risposto a tutte le domande dei pm, non si sono sottratti. Domani depositeremo istanza di attenuazione delle misure cautelari», fanno sapere gli avvocati.  

L'interrogatorio

Un lungo interrrogatorio, iniziato oggi alle 9 e conclusosi alle ore 19, si è tenuto oggi al carcere di Rebibbia. Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello sono stati ascoltati dai pm in merito all'attenato al conduttore Sigfrido Ranucci. «Sono stati toccati i temi che già sapevamo. Il perimetro del mandato è quello della prima ordinanza (cioè la richiesta di Tavares di collocare dell'ordigno sotto casa di Ranucci, ndr), non i colpi di pistola». riferiscono gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri. «D'Avino e Passariello hanno avuto rapporti solo con Tavares. Hanno confermato che non volevano far male a nessuno e che non conoscevano Ranucci, né Lavitola».

Intervenuto anche il legale di Lavitola

«Sulla base di quello che si è apprende dai media in merito agli interrogatori di D'Avino e Antonio Passariello, la versione di Valter Lavitola non è smentita, anzi sembrerebbe essere riscontrata parzialmente o totalmente. Questo comunque lo verificheremo anche alla luce dell'acquisizione degli interrogatori di oggi». Così Sergio Cola, avvocato di Valter Lavitola, è intervenuto in merito all'interrogatorio a Rebibbia.

Cola ha annunciato che - in vista del Riesame per il suo assistito - chiederà al pm, qualora questi lo riterrà opportuno, l'acquisizione della copia degli interrogatori. Lavitola sarà nuovamente ascoltato dai magistrati il 7 settembre.

Gomes Tavares al Tg1

​«Conosco alcuni degli arrestati per l'attentato ma della bomba non parlo. Non sono latitante e se volessi scappare andrei in Russia dove conosco e dove nessuno potrebbe chiedere estradizione». Così al Tg1 Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola, indagato per l'attentato a Ranucci. Tavares ribadice: «Tornerò in Italia per parlare con i magistrati». Poi il messaggio all'ex editore e amico: «Lavitola resisti ed esci presto». Sollecitato in merito alle parole rese da Lavitola, Gomes aggiunge: «Ognuno è responsabile di quello che dice e che fa». L'intervistato ha poi concluso: «Sono certo che sarò un uomo libero, solo il tempo di verificare che non c'entro niente in tante cose, sono un lavoratore. Non è oggi non è domani ma torno a breve. Io torno, questa è una certezza»