Ranucci attacca i successori, la Rai cerca una mediazione - L'Unione Sarda.it
Report.
02 settembre 2026 alle 00:58
Nessun passo avanti dopo i primi colloqui tra il direttore dell'Approfondimento Rai, Paolo Corsini, e i due inviati storici della squadra di Report, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, che hanno ribadito la ferma contrarietà della redazione alle nomine dei due nuovi conduttori, Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti. Senza una marcia indietro della Rai – hanno spiegato – , i giornalisti interni sono pronti a scioperare e quelli esterni a lasciare in blocco la trasmissione. Tutto questo mentre Sigfrido Ranucci torna ad attaccare le scelte aziendali.
L'occasione nasce dalle parole di Piervincenzi, che a Il Domani ha detto di essere dispiaciuto per il fatto che l'ex conduttore aveva definito mediocre la decisione della Rai. «Confermo, e specifico: mediocre non è la vostra professionalità, ma la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana», ha scritto Ranucci, aggiungendo che «la Rai ha giustificato la vostra nomina richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nei Tg regionali», non per «dirigere un programma di inchieste». Poi il giornalista ha accusato Presutti di «opportunismo e furbizia» e di aver mentito ai colleghi quando già sapeva della sua nomina.
Ma è un altro punto del post a provocare polemiche. «Ranucci, parlando dei due nuovi conduttori, ha ammesso di averli fatti lavorare per bisogno, perché in difficoltà – hanno sottolineato i parlamentari di FdI –. È immaginabile che un conduttore utilizzi a proprio piacimento il budget? Un conto è destinare queste risorse all'acquisto di servizi e inchieste, altro sarebbe utilizzarle per fare “beneficenza” a conoscenti in difficoltà». La redazione resta sulle barricate. «La Rai deve fare marcia indietro sulle nomine dei due nuovi conduttori o comunque deve esserci una loro rinuncia, altrimenti non ritorniamo a lavorare e lasciamo tutto».
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