Ragnedda rinviato a giudizio  - L'Unione Sarda.it

Il delitto di Palau.

18 luglio 2026 alle 00:45

Niente rito abbreviato, processo in Assise il prossimo 10 novembre 

Si abbracciano davanti all’aula, qualcuno piange e dice: «È giusto così». Nessuno si lascia andare a gesti plateali. I familiari di Cinzia Pinna accolgono con compostezza il rinvio a giudizio di Emanuele Ragnedda. Prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Sassari il 10 novembre. La gup di Tempio Federica Di Stefano ha respinto tutte le istanze della difesa dell’imprenditore di Arzachena: niente rito abbreviato e niente arresti domiciliari. Emanuele Ragnedda, 42 anni, si preparerà in carcere, dovrà difendersi dall’accusa di avere ucciso con crudeltà una donna indifesa e fragile. Vincono su tutta la linea la pm Noemi Mancini e i legali di parte civile, Antonella e Nino Cuccureddu per la famiglia Pinna, Nicoletta Mani per Luca Franciosi (presunta vittima di una calunnia). La pm Mancini è stata durissima: «Era un lupo a caccia di una preda». Anche l’avvocata Nicoletta Mani affonda i colpi: «Ragnedda ha detto che il corpo della vittima era stato nascosto da Franciosi e lo ha fatto sapendolo innocente». I difensori dell’imprenditore, i penalisti Luca Montella e Gabriele Satta, parlano con il padre di Emanuele, Mario Ragnedda, dopo quasi nove ore di udienza. Montella commenta a caldo: «Ragnedda è sereno. Ci affidiamo al giudizio della Corte d’Assise con estrema fiducia». La novità sostanziale di ieri è un dossier della difesa. I legali di Emanuele Ragnedda hanno anticipato uno dei temi del processo in assise.

«Emanuele si è difeso»

Dice Montella: «Per rispetto della vittima e della sua famiglia lo abbiamo fatto solo oggi e davanti a un giudice. Abbiamo segnalato episodi recenti, ci sono straordinarie coincidenze con la versione dei fatti fornita dal nostro assistito. Emanuele Ragnedda si è difeso davanti a una aggressione di una persona che impugnava un coltello». Il riferimento è a denunce e procedimenti penali per alcune presunte aggressioni (sempre con il coltello) attribuite a Cinzia Pinna. Gabriele Satta: «Una persona, la notte del 12 settembre 2025, chiese aiuto al 118 e ai Carabinieri, segnalando il comportamento aggressivo di Cinzia Pinna. È tutto documentato». Ragnedda è scoppiato in lacrime quando i suoi legali hanno parlato di questi temi. Per la Procura di Tempio, però, il tema è irrilevante. Secondo la pm, Ragnedda fece salire in macchina Cinzia Pinna invece di aiutarla ed era consapevole della condizioni (fuori controllo) della donna.

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