Questo video mostra un viaggio verso Marte a oltre 19.000 km/h
«Il team di navigazione ha centrato il bersaglio», ha rivendicato Bob Mase. Lo scorso 15 maggio la sonda Psyche ha sfiorato Marte a 4.500 chilometri di quota e a 19.848 chilometri orari; da quel passaggio la NASA ha ricavato un timelapse che vale soprattutto come collaudo. Psyche è decollata il 13 ottobre 2023.
Da allora avanza con la spinta esile della propulsione solare-elettrica a xeno, che accumula velocità un soffio alla volta. In poche ore Marte le ha consegnato ciò che i motori avrebbero dovuto conquistare bruciando propellente: una fionda gravitazionale, ossia uno scambio di moto orbitale fra un pianeta e la sonda che gli passa accanto. Per infilare quel corridoio, il 23 febbraio la squadra di Sarah Bairstow al Jet Propulsion Laboratory aveva tenuto accesi i propulsori per dodici ore.
La manovra verso 16 Psyche
Il guadagno vero riguarda la direzione. L'orbita di 16 Psyche è inclinata di 3,1 gradi rispetto all'eclittica, il piano lungo cui corre la Terra, e cambiare piano orbitale resta fra le manovre più costose della meccanica celeste, perché obbliga a piegare l'intero vettore velocità e il conto cresce con la massa. La gravità marziana ha svolto quel lavoro a scrocco. Poco più di tre gradi. Deviare per Marte, in fondo, è la scorciatoia che fa risparmiare propellente.
Il collaudo scientifico durante il flyby
Nel montaggio Marte resta a lungo una falce sottile: la sonda è arrivata da un alto angolo di fase, cioè dal lato in ombra, e il bordo illuminato si allunga più del previsto perché la polvere sospesa nell'atmosfera diffonde la luce del Sole. Al passaggio ravvicinato si sgranano la calotta polare australe, i crateri modellati dal vento e il doppio anello del cratere Huygens. Trasformato in «controfigura» dell'asteroide, Marte ha collaudato l'intero carico scientifico.
Il magnetometro ha tracciato l'onda d'urto che il vento solare disegna davanti al pianeta; lo spettrometro a raggi gamma e neutroni ha raccolto le particelle emesse dalla superficie sotto il bombardamento dei raggi cosmici; l'imager multispettrale ha isolato Phobos e Deimos da lontanissimo, prova generale della caccia alle lunette di Psyche. Ne sono uscite, sottolinea Jim Bell della Arizona State University, «vedute rare del Pianeta Rosso».
Per quanto le sonde battano Marte dal luglio 1965, quando il Mariner 4 ne spedì le prime immagini ravvicinate, qualcosa da aggiungere è rimasto. Il margine, per la verità, era sottile. La prospettiva della sonda ha completato il quadro marziano con misure raccolte da una posizione che nessun orbiter occupa. «Vista la mole di studi già dedicati al pianeta — ha ammesso Lindy Elkins-Tanton, dell'Università della California a Berkeley — non ci aspettavamo grandi scoperte».
Dalla scoperta di Psiche all'arrivo previsto
Il 17 marzo 1852, dall'Osservatorio di Capodimonte, Annibale de Gasparis annotò un punto mobile fra Marte e Giove e lo battezzò Psiche: sedicesimo pianetino censito, oggi il più grande degli asteroidi metallici, 220 chilometri di diametro medio e circa l'1 per cento della massa dell'intera fascia. Per chi punta ad arrivare su Marte il pianeta è il traguardo; per questa sonda è stato un appiglio. Nell'estate del 2029 quel punto napoletano diventerà un paesaggio.
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