Questa casita grande come il mondo Elena Di Martino: «Grazie, Bad Bunny» - L'Unione Sarda.it
Il personaggio.
20 luglio 2026 alle 01:45
«Ero in prima fila e, tra tutti, ha scelto me». Un sogno che si avvera per Elena Di Martino che in pochi secondi si è resa conto di essere la “prescelta” di Bad Bunny, selezionata tra il pubblico per salire nell’ambita casita della star portoricana. Per la ventiquattrenne di Cagliari, fan di Benito Antonio Martinez Ocasio da quando era adolescente, un abbraccio e un ricordo destinato a restare per sempre.
Le immagini della prima delle due tappe del cantante da 20 miliardi di ascolti all’Ippodromo a Milano (la seconda sarebbe stata poi annullata per un’improvvisa grandinata) sono diventate subite virali sui social ma rappresentano solo un tassello della vita di una talentuosa ragazza che oggi vive a Parigi e lavora nel marketing, parla quattro lingue, ha appena concluso un'esperienza in Sudamerica e sta iniziando il suo percorso professionale. Un pezzo di Sardegna nel mondo, con lo sguardo rivolto al futuro ma il cuore sempre nell'Isola.
Elena Di Martino, quando ha capito che era davvero la prescelta?
«Quando Bad Bunny si è spostato dalla casita e ha fatto il primo giro. Avevo un cartellone che ha attirato la sua attenzione. Mi ha guardata e, in quel momento, ho pensato che forse avrebbe potuto scegliere proprio me».
Cosa ha provato quando si è trovata davanti al rapper più famoso del mondo?
«Ho pensato che non poteva essere vero. Mi sembrava una situazione talmente folle e incredibile che facevo fatica a rendermene conto. Poi è subentrata la felicità».
Qual è il ricordo più bello di quei minuti?
«Senza dubbio il nostro abbraccio. È durato più di quanto mi aspettassi e mi ha colpito il modo in cui mi ha stretta: è stato un gesto spontaneo e affettuoso».
Siete riusciti a parlare?
«Sì. L'ho ringraziato per la sua musica perché ha accompagnato tanti momenti della mia vita».
Che effetto le ha fatto rivedere i video del concerto?
«Stranissimo. Non mi era mai successa una cosa del genere in vita mia, mi sono divertita tanto».
Dopo il concerto il telefono sarà esploso...
«Sì, ma i messaggi che mi hanno emozionato di più sono stati quelli delle mie amiche. Sentire tutto il loro entusiasmo ha reso quel momento ancora più speciale».
Cosa l’ha spinta a lasciare la Sardegna così giovane?
«Il desiderio di conoscere ciò che è diverso da me, confrontarmi con persone provenienti da realtà lontane dalla mia e imparare il più possibile da tutto quello che i miei occhi non avevano ancora visto. Oggi sono su un cammino forse non perfettamente lineare, ma costruito a modo mio».
Quanto l’ha cambiata vivere all'estero?
«Tantissimo. Vivere lontano ti rende più indipendente e ti apre la mente però ti toglie anche qualcosa, perché impari a convivere con le assenze. Eppure ogni volta che torno la Sardegna resta casa. Forse partire cambia proprio questo: capisci cosa significa davvero appartenere a un luogo e sentirlo profondamente tuo».
Che Sardegna racconta quando incontra persone che non la conoscono?
«Dico sempre che è il posto più bello del mondo. Molte persone ne parlano già con entusiasmo, quasi con meraviglia. Questo mi riempie il cuore, perché da quando sono partita non sono mai stata così fiera del luogo da cui vengo. La descrivo come un'isola accogliente, autentica e con un'identità fortissima».
La nostalgia si fa sentire?
«Sì, ed è una nostalgia particolare. So che tornerò sempre a casa, anche se la mia vita dovesse continuare a essere altrove. La cosa che mi manca di più, soprattutto vivendo a Parigi, è il mare. Ogni occasione è buona per raggiungerlo, anche solo per poco, e sentirmi di nuovo un po’ a casa».
Se potesse parlare alla giovane Elena pronta ad andare via da casa, cosa le direbbe?
«Le darei un abbraccio e le direi di andare a prendersi tutto ciò che desidera, in ogni parte del mondo. E che è normale avere paura ma spesso è proprio quella paura a spingerci oltre i nostri limiti fino a farci diventare una versione più consapevole di noi stessi. Al resto penserà il destino e, come dice Bad Bunny, nadie sabe lo que va a pasar mañana . Nessuno sa cosa accadrà domani».
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