Quando Mazzola citò Dante e prese 700mila lire di multa. “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole...”

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La risposta del 10 nerazzurro a Beppe Viola che lo stava intervistando al termine di Milan-Inter. La Figc aprì un’inchiesta che si chiuse con la sanzione

Sandro Mazzola duranta la finale di Coppa Italia del 1977

Sandro Mazzola duranta la finale di Coppa Italia del 1977

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Roma, 19 settembre 2026 – Settecentomila lire. Tanto costò a Sandro Mazzola citare Dante e in particolare il Virgilio della Commedia che si rivolge al traghettatore Caronte (Canto III dell’Inferno): “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”.

Mazzola rispose così a Beppe Viola che lo stava intervistando subito dopo la finale di Coppa Italia, nonché derby, tra Milan-Inter. La partita era finita 2-0 per i rossoneri e garantì loro un posto in Europa. Quella era stata una stagione maledetta per il Milan che aveva annaspato quasi sempre nella seconda metà della classifica. Era il luglio del 1977, anno tutt’altro che facile in un’Italia nel pieno ancora degli anni di piombo. Sulla panchina del Milan c’era di nuovo il Paron, Nereo Rocco, per la sua last dance.

Aveva sostituito Pippo Marchioro e mandato subito in archivio la zona ("Basta zona, da oggi si gioca a calcio”, disse appena tornato a Milanello). Dall’altra parte invece c’era Giuseppe Beppe Chiappella che portò i nerazzurri al quarto posto.

L'ex arbitro Cesare Gussoni in una foto d'archivio

L'ex arbitro Cesare Gussoni in una foto d'archivio

I gol di Maldera e Braglia nell’ultimo derby del 10 nerazzurro

Il 2-0 dei rossoneri fu firmato da un gol del giovanissimo Giorgio Braglia, oltre che da quello iniziale di Aldo Maldera. Ma quella era anche l’ultima partita di Sandro Mazzola: ultimo derby e all’orizzonte una carriera da dirigente. Quando uscì dalla sua bocca quella citazione - persa nelle teche della Rai, irrintracciabile ora – all’inizio non tutti capirono a chi fosse rivolta. Per un istante sembrò una critica all’allenatore Chiappella per la formazione mandata in campo, poi alcuni la interpretarono come una critica alla sua società per l’addio ormai imminente e perfino c’è chi pensò che fosse destinata agli avversari di sempre, i cugini del Milan. In realtà era tutto molto più semplice e chiaro. Quella frase era diretta a Cesare Gussoni, l’arbitro di quella finale, che era diventato internazionale da poco (1975) e che in futuro avrebbe avuto anche lui una brillante carriera da dirigente degli arbitri, diventando designatore.

Sandro Mazzola e Gianni Rivera

Sandro Mazzola e Gianni Rivera

Il senso della frase che Virgilio pronuncia a Caronte

E allora torniamo a Dante. Il senso della frase che Virgilio pronuncia all’indirizzo di Caronte è che: “Si vuole così (da Dio) là (incielo) dove si può fare tutto ciò che si vuole, perciò non fare altre domande”. Sembra impossibile ora, pensando al calcio attuale, che un calciatore risponda in versi a un’intervista. Eppure davvero quella era un’altra Italia e quello era un altro calcio. Dove non sempre i calciatori avevano studiato, ma di sicuro si erano impegnati per stare in una società che era in evidente trasformazione e dove non mancavano i conflitti. Non è un caso che una decina di anni prima Mazzola con il rivale Rivera e con l’avvocato Sergio Campana (che fino all’anno prima era il centravanti del Vicenza) fondarono l’associazione calciatori, il sindacato. Perché si rivolse così, seppure indirettamente, a Gussoni? Perché Gussoni si allenava spesso a Milanello e il fatto che si allenasse nel centro tecnico del Milan veniva considerato come un elemento a favore del club rossonero. E così in quell’estate del 1977 la Figc aprì un’inchiesta per le parole di Mazzola - che nel frattempo si era ritirato – e che si chiuse a settembre, quando stava per ricominciare il campionato. Mazzola nel frattempo era diventato dirigente e gli arrivò una multa da 700mila lire con le motivazioni: “Aver reso dichiarazioni idonee a creare sospetti sull’imparzialità ed obiettività dell’organizzazione federale e arbitrale”. Ma quella citazione dantesca resterà immortale come le sue giocate.

Quando Mazzola citò Dante e prese 700mila lire di multa. “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole...”

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