Quando i bambini di Neanderthal facevano sembrare minuscoli i nostri bambini
A soli sei mesi, un bambino di Neanderthal poteva già avere il corpo e il cervello di un moderno bambino di un anno. È quanto emerge dall’analisi di Amud 7, uno degli scheletri infantili neandertaliani più completi mai scoperti, rinvenuto negli anni Novanta in una grotta israeliana nei pressi del Mar di Galilea.
Il piccolo visse tra 51.000 e 56.000 anni fa e i ricercatori hanno recentemente ricostruito in tre dimensioni i 111 frammenti ossei recuperati nel sito. L’età è stata determinata soprattutto attraverso le linee microscopiche di crescita dello smalto dentale e lo sviluppo della mandibola. Amud 7 aveva circa cinque mesi e mezzo o sei mesi e soltanto due denti da latte inferiori stavano iniziando a spuntare.
La lunghezza e lo spessore delle ossa di braccia e gambe erano paragonabili a quelli di un Homo sapiens di 12-14 mesi. Anche il cervello, con un volume stimato vicino agli 880 centimetri cubi, aveva già raggiunto dimensioni proprie di un bambino molto più grande (le prime rappresentazioni dei Neanderthal erano stereotipate).
Caratteristiche fisiche dei Neanderthal
Nel suo scheletro erano inoltre presenti caratteristiche tipicamente neandertaliane, come ossa robuste, cranio voluminoso, assenza del mento, tibia relativamente corta e una particolare conformazione di clavicole e scapole. Il fatto che questi tratti fossero già visibili nei primi mesi di vita suggerisce che non dipendessero soltanto dall’ambiente o dalle attività svolte, ma fossero profondamente radicati nella biologia dei Neanderthal.
Crescita accelerata e adattamento
Crescere tanto rapidamente poteva offrire vantaggi importanti. In un’Eurasia attraversata dai cambiamenti climatici dell’era glaciale, sviluppare presto un corpo grande e resistente aiutava a trattenere il calore e a raggiungere più velocemente una certa indipendenza fisica. Questa crescita, però, richiedeva enormi quantità di energia. Le madri e il resto del gruppo dovevano quindi procurare alimenti ricchi e nutrienti. Le prove raccolte sui denti indicano che i Neanderthal iniziavano lo svezzamento intorno ai cinque o sei mesi, proprio come gli esseri umani moderni.
Altri casi simili
Amud 7 non è un caso unico. Lo stesso modello è stato individuato in altri bambini neandertaliani, tra cui Dederiyeh 1, deceduto a circa due anni in Siria, e Roc de Marsal, un piccolo di tre anni scoperto in Francia. La crescita accelerata rallentava però con il tempo: intorno ai sette anni, le differenze rispetto ai bambini moderni diventavano meno marcate. Abbiamo sempre sbagliato sui Neanderthal? La scienza riscrive la storia della loro intelligenza.
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