«Puntini neri, carta bianca e la mia anima»: Valentina Lisitsa a Cagliari con Chopin - L'Unione Sarda.it
Con “Itinerari Musicali dell’Identità”, rassegna di musica classica giunta alla XI edizione organizzata dall’associazione culturale “La Casa Rosa”, arriva per la prima volta in Sardegna la pianista ucraina Valentina Lisitsa, star della musica classica con oltre un milione di ascoltatori mensili su Spotify e 320 milioni di visualizzazioni su YouTube. «Sono particolarmente felice – dice – all’idea di mostrare loro che, per quanto bella possa essere la musica registrata, l'esecuzione dal vivo è un’esperienza incomparabile. Spero di vedere anche tanti giovani appassionati e aspiranti pianisti: portarli nelle sale da concerto è il mio motivo d'orgoglio più grande».
A Cagliari suonerà Chopin, a Iglesias Liszt. Che cosa cerca oggi nella loro musica?
«Persino Rachmaninov si lamentava di dover suonare all’infinito il suo “famigerato” Preludio, invece di affrontare pagine nuove e più stimolanti. Ma nella musica i classici sono tali per la stessa ragione per cui lo sono nella moda: non passano mai. Sono come i buoni libri, che si possono rileggere scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo. La musica è la più astratta delle arti, puntini neri su carta bianca, eppure l’interprete può aggiungere moltissimo della propria anima! E qui si nasconde un altro pericolo: individualità e desiderio di fare qualcosa di unico possono oltrepassare il sottile confine del buon gusto. È il caso della proverbiale pizza all’ananas».
YouTube le ha permesso un rapporto diretto con chi la ascolta. Che cosa guadagna la musica classica nel mondo digitale?
«La rivoluzione digitale ha cambiato il mondo. Nel campo ristretto della musica classica, le ha regalato una seconda vita, moltiplicando gli ascoltatori e allargandone i confini geografici. Ho appena suonato Rachmaninov con l’orchestra giovanile di Tegucigalpa, in Honduras: sono sbalordita da quanti appassionati competenti ci siano lì, e da quanti giovani amino la musica classica e la studino. Quanto alla carriera, digitale e social accorciano la distanza tra interprete e pubblico, ma non va dimenticato che il successo è il frutto di studio, del lavoro instancabile degli insegnanti e dei sacrifici della propria famiglia. La magia del digitale fa credere che sia questione di fortuna e promette gratificazione istantanea. È un errore che spesso inganna i giovani e finisce per spezzare loro il cuore».
Lei si è vista annullare concerti in quanto filorussa. Dov’è il confine tra libertà di espressione e responsabilità verso la sfera pubblica?
«La libertà di esprimere le proprie convinzioni è una delle ragioni per cui in tanti sono partiti per l’America dall’Inghilterra del Seicento e del Settecento, fino all’Urss del Novecento. Certo, nemmeno gli Usa sono stati un modello di virtù, basti ricordare la straordinaria pianista russo-americana Ray Lev, che pagò con la sua carriera e con la vita le sue posizioni contro la guerra e in difesa dei diritti umani. Detto questo, la politica non deve salire sul palco, nemmeno quella del “messaggio positivo” approvato dalla maggioranza. Non lasciamo che un concerto si trasformi in uno spettacolo politico. Nel 2022 l’organizzatore di un festival tedesco mi chiese di “prendere le distanze” per iscritto da certi eventi. Gi scrissi: “Forse troverà le mie idee di inclusività e tolleranza eccessivamente semplicistiche e antiquate: chiunque venga ai concerti dovrebbe lasciare a casa le proprie opinioni, i propri pregiudizi e le proprie fobie; la musica, che sia Beethoven o Čajkovskij, è il nostro patrimonio comune, una delle poche cose rimaste che ci uniscono davvero come esseri umani, e dovremmo fare in modo che resti così”».
L’appuntamento è oggi all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari e il 16 al Teatro Electra di Iglesias, sempre alle 18. Alle 10.30 di domani l’incontro con studenti e pubblico al conservatorio di Cagliari.
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