Puglia, medici in fuga dagli ospedali: 308 dimissioni nel 2025 per stress o offerte migliori

Puglia, medici in fuga dagli ospedali: 308 dimissioni nel 2025 per stress o offerte migliori

di Vincenzo DAMIANI

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sabato 3 ottobre 2026, 08:07

Una fuga dalla sanità pubblica pugliese sempre più evidente. Soltanto nel 2025 le dimissioni volontarie dei medici sono state 308, un picco mai toccato e una crescita costante: si è passati dai 73 camici bianchi che hanno abbandonato gli ospedali nel 2015 ai 129 del 2018, per poi calare a 56 nel 2024. C'è chi ha lasciato per contratti più vantaggiosi all'estero o al Nord, e chi invece ha mollato perché troppo stressato dai turni massacranti nel 118 o nei pronto soccorso.

I dati emergono dall'analisi del Centro studi Anaao Assomed sul personale medico ospedaliero, elaborata sulla base dei dati Onaosi, del Conto annuale del Tesoro e del ministero dell'Economia e delle finanze.

La sanità pugliese assume medici, ma fatica a trattenerli. Complessivamente, nel 2025 il saldo tra uscite (alle quali bisogna aggiungere i pensionamenti) ed entrate è negativo. Ecco perché per i sindacati le 480 assunzioni annunciate dalla Regione da fare entro la fine del 2026 sono insufficienti: «La razionalizzazione della spesa non può passare dal personale. Bisogna programmare sin da subito le assunzioni per il 2027», dichiara Emiliano Altavilla, segretario regionale di Anaao Assomed Puglia.

Stando all'analisi di Anaao Assomed, negli ultimi dieci anni in Puglia il numero di medici in servizio è comunque cresciuto da 6.278 del 2015 dirigenti a 6.660 nel 2024 (+6,1%). L'età media è scesa per entrambi i sessi, soprattutto per le donne: -2,6 anni (da 51,3 a 48,7 anni) contro -1,3 anni per gli uomini (da 55,9 a 54,6 anni). Le assunzioni a tempo indeterminato, partite da 170 nel 2015, hanno raggiunto il picco nel 2017 (696), sono scese a 290 nel 2024 e risalite a 540 nel 2025; quelle a tempo determinato sono passate da 703 nel 2015 al picco di 712 nel 2016, fino a 379 nel 2024. I pensionamenti sono passati dal 3,5% del 2015 (218) al picco del 7,2% nel 2020 (470), attestandosi al 4,8% nel 2024 (322) e scendendo a 152 nel 2025. Le dimissioni volontarie, invece, sono state pari all'1,2% del 2015 (73), hanno toccato l'1,9% nel 2018 e nel 2019 (129 e 126), sono scese allo 0,8% nel 2024 (56) per poi esplodere nel 2025 con 308 uscite, più del quintuplo dell'anno precedente e il doppio dei pensionamenti.

«Le assunzioni autorizzate dalla Giunta regionale pugliese mercoledì scorso sono uno spiraglio, ma non sono la soluzione all'atavica carenza di personale nei nostri ospedali. Di questo siamo consapevoli noi e, siamo certi, ne è consapevole il presidente della Regione, Antonio Decaro», dichiara Altavilla. «Capiamo la necessità di contenere il disavanzo sanitario che si preannuncia alto anche nel 2026 – continua Altavilla - e che non deve costare ulteriori sacrifici ai pugliesi. Ma siamo anche convinti che la razionalizzazione della spesa non possa passare dal personale». Per Anaao, la risposta deve essere una programmazione che vada oltre le autorizzazioni attuali e affronti in modo strutturale la carenza di medici. «Ci sono molte assunzioni da programmare sin da subito perché gli ospedali pugliesi diventino attrattivi – prosegue il segretario regionale -. Lo dobbiamo a chi oggi, con enorme abnegazione, ci consente di poter essere primi al Sud e decimi in Italia per Livelli essenziali di assistenza».

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