Puglia, la fuga degli infermieri dalla sanità pubblica: 200 dimissioni nel 2025

Non c'è solo la fuga dei medici da frenare, anche gli infermieri preferiscono sempre più lavorare nel privato o nelle cooperative dove si guadagna di più e con minori rischi e carichi di lavoro.

Nel 2025 le dimissioni anticipate sono state circa 6 mila in tutta Italia e la Puglia è nella top ten tra le regioni dove ci sono più “abbandoni”: in Lombardia sono stati 1.605; circa 800 in Toscana e altrettante in Veneto; circa 600 in Emilia-Romagna e in Piemonte; 345 in Campania, circa 200 ciascuna in Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, e Sardegna; poi 80 in Umbria, 85 a Bolzano, 51 in Abruzzo, 29 in Valle d’Aosta e 16 in Basilicata. E in Italia mancano già oltre 80 mila infermieri, in Puglia circa 4mila in meno.

E per il 2026 non sono previste assunzioni, se tutto va bene (cioè se i conti torneranno ad essere più in ordine) la situazione potrebbe sbloccarsi l'anno prossimo, quantomeno per coprire le prossime uscite. Il maxi concorso regionale è in corso ma non finirà prima di gennaio. Insomma, una fuga dalla sanità pubblica pugliese sempre più evidente.

Soltanto nel 2025 le dimissioni volontarie dei medici sono state 308, un picco mai toccato e una crescita costante: si è passati dai 73 camici bianchi che hanno abbandonato gli ospedali nel 2015 ai 129 del 2018, per poi calare a 56 nel 2024. C'è chi ha lasciato per contratti più vantaggiosi all'estero o al Nord, e chi invece ha mollato perché troppo stressato dai turni massacranti nel 118 o nei pronto soccorso. I dati emergono dall'analisi del Centro studi Anaao Assomed sul personale medico ospedaliero, elaborata sulla base dei dati Onaosi, del Conto annuale del Tesoro e del ministero dell'Economia e delle finanze. La sanità pugliese assume medici, ma fatica a trattenerli. Complessivamente, nel 2025 il saldo tra uscite (alle quali bisogna aggiungere i pensionamenti) ed entrate è negativo.

Ecco perché per i sindacati le 480 assunzioni annunciate dalla Regione da fare entro la fine del 2026 sono insufficienti. Stando all'analisi di Anaao Assomed, negli ultimi dieci anni in Puglia il numero di medici in servizio è comunque cresciuto da 6.278 del 2015 dirigenti a 6.660 nel 2024 (+6,1%). L'età media è scesa per entrambi i sessi, soprattutto per le donne: -2,6 anni (da 51,3 a 48,7 anni) contro -1,3 anni per gli uomini (da 55,9 a 54,6 anni). Le assunzioni a tempo indeterminato, partite da 170 nel 2015, hanno raggiunto il picco nel 2017 (696), sono scese a 290 nel 2024 e risalite a 540 nel 2025; quelle a tempo determinato sono passate da 703 nel 2015 al picco di 712 nel 2016, fino a 379 nel 2024.

I pensionamenti sono passati dal 3,5% del 2015 (218) al picco del 7,2% nel 2020 (470), attestandosi al 4,8% nel 2024 (322) e scendendo a 152 nel 2025. Le dimissioni volontarie, invece, sono state pari all'1,2% del 2015 (73), hanno toccato l'1,9% nel 2018 e nel 2019 (129 e 126), sono scese allo 0,8% nel 2024 (56) per poi esplodere nel 2025 con 308 uscite, più del quintuplo dell'anno precedente e il doppio dei pensionamenti. Per Anaao, la risposta deve essere una programmazione che vada oltre le autorizzazioni attuali e affronti in modo strutturale la carenza di medici.