Akliouche convince Luis Enrique: "Sa fare tutto e bene in campo"
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Il Paris Saint-Germain ha iniziato la Ligue 1 a ritmi bassi. È una notizia sorprendente per come conosciamo la squadra di Luis Enrique. Un club tatticamente sempre aggressivo e demoniaco quando si tratta sia di pressione sia di controllo del pallone. Il mix di relazionalità e posizionalità maturato dal tecnico asturiano ha permesso alla squadra di Parigi di diventare campione d'Europa per ben due anni di fila. Nessuna squadra è riuscita ancora a sconfiggere i parigini nel panorama europeo.
Dal Bayern Monaco all'Arsenal, nemmeno le migliori squadra di Germania e Inghilterra hanno potuto battere la macchina da pressing forgiata dall'ex CT della Spagna. Inoltre, Luis Enrique non ha apportato delle modifiche solamente a livello tattico, bensì anche sul piano della mentalità dirigenziale. Il progetto del PSG è stato ribaltato: la società ha finito di spendere ingenti quantità di denaro solamente per accaparrarsi figurine da mettere in campo. I soldi spesi sono rimasti alti, ma al posto di prendere top player affermati, si è deciso di puntare su calciatori di un livello più basso ma più funzionali all'idea di calcio del club.
Così, in estate, Luis Campos e il tecnico hanno individuato pochi profili per rinforzare la squadra. Dal calciomercato estivo sono arrivati: Ferran Torres dal Barcellona, Mika Godts dall'Ajax, Lucas Digne dall'Aston Villa e Maghnes Akliouche dal Monaco. A parte il terzino, tutti talenti offensivi pronti a sbocciare definitivamente sotto la guida di Luis Enrique. Finora, ad avere l'impatto maggiore sono stati Ferran Torres con i suoi 7 gol in 7 partite e Akliouche, che ieri ha segnato il suo primo gol in maglia parigina.
Quest'ultimo è un talento di assoluto successo, esploso nelle ultime due stagioni nel Principato di Monaco (14 reti totali ma soprattutto 22 assist). Convocato con la Francia per il Mondiale estivo, il fantasista francese ha convinto fin da subito il tecnico, che dopo il match contro il Le Mans, ne ha parlato con toni entusiastici: "Sono innamorato di lui. È capace di tutto. Può giocare ovunque e risulta sempre fra i migliori in campo. Lo conoscevo da tempo, ma averlo qua è stata tutta un'altra cosa. Sono davvero felice di poterlo finalmente allenare".