Protesta degli autotrasportatori, igiene e servizi essenziali: «Napoli ormai allo stremo»
Il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi e il primo cittadino di Bari Vito Leccese, rivolgono un appello al Governo e al ministro Matteo Salvini affinché si trovi una soluzione rapida alla protesta degli autotrasportatori che sta paralizzando il Mezzogiorno. È il fronte del Sud, dunque, che chiede aiuto perché dietro l’angolo c’è lo spettro - se dovesse continuare lo sciopero - di non poter fornire più nemmeno i servizi essenziali alla cittadinanza. La raccolta rifiuti, il carburante per far funzionare i trasporti, le mense scolastiche, il reperimento di materie prime per assistere i più deboli e via dicendo. E gli scaffali vuoti stanno generando preoccupazione anche tra la gente comune. Un appello che ha il sapore di un Sos. Una nota congiunta quella delle due fasce tricolori dai toni istituzionali come si conviene a due sindaci. «Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore», spiegano Manfredi e Leccese. Entrambi presidenti di Città Metropolitane, complessivamente amministrano 5 milioni di persone. Manfredi e Leccese riconoscono gli sforzi del Governo, ma chiedono di «fare presto». Nella sostanza, a livello politico i due sindaci chiedono di evitare il muro contro muro ad entrambe le parti. «Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo - dicono Manfredi e Leccese - ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti». Ecco, il tema dei rifiuti è molto sentito, a Napoli in particolare insistono anche milioni di turisti pure in questo periodo. E una crisi non gioverebbe all’immagine della città. Per questo ora c’è attesa per le misure annunciate da Palazzo Chigi nel Cdm straordinario convocato per questa mattina.
L’EMERGENZA
Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, la riflessione dei due sindaci, «il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari - sottolineano Leccese e Manfredi - con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano». Una «emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti». Dunque emergenza sociale, un pericolo che non può essere sottovalutato quando l’esasperazione sta iniziando a toccare livelli di guardia in più segmenti della cittadinanza. Il timore che la protesta pesante ancorché legittima degli autotrasportatori possa saldarsi con attività eversive che nulla hanno a che vedere con la richiesta di aiuto per il caro carburante, c’è. In questo senso Manfredi ha chiesto supporto al Prefetto Michele Di Bari per garantire i servizi pubblici essenziali in città e in provincia. E Di Bari, a quanto trapela, è sceso in campo trovando la giusta mediazione. Al punto che il Comune è pronto a garantire per i prossimi due giorni la raccolta rifiuti e i trasporti. «Auspichiamo - dicono i due sindaci - che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali». I due primi cittadini si appellano al Governo, ma non dimenticano le ragioni di chi sta protestando, e non sta lavorando e quindi con lo sciopero ci rimette di tasca propria. «Comprendiamo - concludono Manfredi e Leccese - le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città».
Un grido dolore che arriva nelle ore in cui il Governo potrebbe mettere in campo - contro la protesta - misure stringenti per far saltare i blocchi stradali. Forse anche per questo motivo l’appello di Manfredi e di Leccese è arrivato nella giornata di ieri. Un estremo tentativo - atteso che l’appello è rivolto sì al Governo ma anche gli autotrasportatori «perché non mettano in ginocchio le città» - per trovare una soluzione «in bonis», cioè percorrendo la strada della trattativa.