Prof accoltellata a scuola, il 13enne: "La mia vendetta per due debiti". Sotto la lente l'ipotesi di uno o più istigatori
ROMA – “La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia”: ha confessato il perché del folle gesto in Caserma, ai carabinieri, il 13enne che ieri ha aggredito con un coltello la sua professoressa di italiano, in una scuola del quartiere Centocelle di Roma.
COSA SUCCEDE ORA ALL’AGGRESSORE 13ENNE?
Il ragazzino è tuttora ricoverato all’ospedale Umberto I, dove vi è arrivato ieri, nel frattempo i carabinieri hanno inviato una prima informativa alla Procura presso il Tribunale dei Minori. Avendo meno di 14 anni, lo studente non è imputabile, ma per prassi i pm apriranno comunque un fascicolo di indagine, presumibilmente per il reato di lesioni. Mentre nei confronti del minore verrà avviata la procedura perché partecipi a misure rieducative che si traducono in affido ai servizi o in collocamento in una comunità.
L’OMBRA DI QUALCUNO CHE POSSA AVERLO ISTIGATO
Dalla ricostruzione dell’aggressione, dei mezzi con cui l’ha attuata- con tanto di casco con videocamera per riprendere la scena in diretta social- gli investigatori sono arrivati alla conclusione che il 13enne avesse attentamente pianificato la sua ‘vendetta’. Ma non solo: si sta vagliando l’ipotesi che ci potrebbe essere dell’altro dietro al movente della rabbia nei confronti della docente che gli aveva due insufficienze. Ovvero, si teme che ci possano essere altre persone coinvolte.
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A muovere le fila del raid contro la professoressa Isabella Marsilio con spray al peperoncino e coltello da subacqueo- infatti potrebbe essere stato qualcun altro, reo di aver prima adescato il ragazzino nelle reti social dei gruppi ‘crime’, poi di averlo manipolato, accrescendo i sentimenti di odio e rivalsa del 13enne, e poi di averlo convinto ad attuare l’azione, con tanto di pubblico che ne ha seguito la diretta. Sembra infatti che il ragazzino, poco prima dell’aggressione, abbia attivato una videochiamata in chat su Telegram con 5 soggetti che avrebbero così assistito in real time all’accoltellamento della prof. Gli investigatori stanno cercando conferma di tutto ciò attraverso l’analisi informatica sul cellulare del 13enne, perquisito a tale scopo. Si punta dunque a risalire ai contatti avuti dal minorenne prima di venerdì mattina, identificare le 5 persone della chat e capire se e chi possa averlo istigato ad aggredire la professoressa.
COLTELLI, CASCO E OCCHIALI COMPRATI ON LINE CON LA CARTA DI CREDITO DEI GENITORI
E ancora, venerdì mattina il ragazzino è uscito di casa per dirigersi a scuola con un bell’armamentario nello zaino: due pugnali – quello con cui ha colpito la docente aveva una lama seghettata da 20 centimetri- casco e occhiali da softair. Poi, prima di entrare in classe e colpire il bersaglio, si è andato a preparare in bagno, ha inserito un pugnale alla cintola e fissato il cellulare sul casco telaio e nastro adesivo. In che modo ha recuperato queste armi e dotazioni? “Pugnali, casco e occhiali li ho acquistati su Internet con la carta di credito dei miei”, avrebbe ammesso il minorenne in caserma. Anche sugli acquisti del ragazzino sono in corso accertamenti.