Primavera. Dal 15enne Kane al baby Olivieri. La Dea vince con i giovanissimi
Supercoppa conquistata da tanti giocatori under 18 "Proprietà lungimirante e strutture d’eccellenza".

La Primavera dell’Atalanta festeggia la Supercoppa vinta all’Arena Civica di Milano I nerazzurri hanno conquistato il trofeo per la terza volta battendo la Fiorentina 4-3

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Largo ai giovanissimi. Con i 18enni già aggregati all’Atalanta U23 impegnata in Serie C, composta quasi interamente da giocatori nati dal 2005 in su, la Dea ha scelto di abbassare l’età della Primavera allenata da mister Bosi. I 17enni e addirittura i 16enni e 15enni sono i protagonisti di una squadra vincente che, in appena quattro mesi, ha sollevato prima la Coppa Italia di categoria, battendo ad aprile la Juventus ai rigori, e poi mercoledì la Supercoppa Italiana, trionfando sulla Fiorentina campione d’Italia (e con un’età media più alta). Per l’occasione Bosi ha schierato un blocco di 2009, dal portiere Sonzogni ai vari Gasparello, Fugazzola e Perillo, integrati da un 2010, Olivieri, e nella ripresa persino da un 2011, il difensore senegalese Kane.
"Per noi è importante inserire ragazzi anche più giovani degli standard della categoria, sappiamo che all’inizio magari faranno più fatica ma dopo qualche mese saranno pronti" ha spiegato a Sportitalia, dopo il trionfo in Supercoppa, il responsabile del settore giovanile nerazzurro Roberto Samaden. "L’Atalanta pone grande attenzione al settore giovanile, con Luca Percassi che ci guida tutti i giorni e ci sprona a migliorare sempre. Avere una proprietà lungimirante significa non solo pensare ai giocatori, ma anche alle strutture. Credo che il nostro centro sportivo di Zingonia sia un’eccellenza a livello italiano e non solo".
Il modello di riferimento dei nerazzurri per il proprio settore giovanile resta quello del Barcellona. L’obiettivo è avere una Cantera in grado di fornire ogni anno ragazzi per la prima squadra (attualmente i canterani agli ordini di Sarri sono Carnesecchi, Bernasconi, Scalvini, Kessie e i veterani 34enni Sportiello e Zappacosta) o “pepite“, stando a una definizione di Gasperini, da vendere a peso d’oro sul mercato: Palestra, ceduto a 60 milioni al Chelsea a luglio, un anno fa Ruggeri per 20 milioni all’Atletico Madrid, nelle due estati precedenti Cambiaghi, Okoli e Piccoli, tutti campioni d’Italia con la Primavera 2019 e 2020, venduti per 15/18 milioni. Ma restando solo alla squadra dei due titoli nazionali, sono in A i vari Delprato, Colpani, Zortea, mentre Kulusevski e Diallo oggi giocano in Premier League e Latte Lath nell’Union Berlino. E andando ancora a ritroso di un anno troviamo Bastoni, ceduto all’Inter per 30 milioni, così come Gagliardini per 20 milioni e Caldara e Conti al Milan per una cinquantina di milioni complessivi. È la storia dell’Atalanta, dal cui vivaio sono uscite bandiere azzurre come Scirea o Donadoni, ed è anche il suo presente, con un’impostazione diversa, più aziendale, e una ricerca di talenti a chilometro zero: la maggior parte dei giocatori schierati in Supercoppa da Bosi sono bergamaschi o delle province limitrofe, tra questi anche il difensore 18enne Giovanni Percassi, nipote di Antonio e figlio di Luca, titolare mercoledì.
F.C.
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