A scuola sono 1100 alunni, 330 stranieri: «Il Presepe a Natale si fa? No, se in classe non sono tutti d'accordo»
PORDENONE - «Il presepe a scuola? Se lo fanno insieme dieci bambini musulmani e dieci italiani è un’iniziativa positiva. Se invece si fa escludendo qualcuno no. I bambini di 7 anni non si pongono la domanda se sia giusto mettere una statuetta. Forse se lo chiedono le famiglie». A parlare Francesco Gri, dirigente dell’istituto comprensivo Pordenone Sud. Il tema è quello delle festività: se sia giusto o meno adeguare le celebrazioni scolastiche alla nuova composizione etnica delle classi oppure preservare la tradizione. L’Ic Pordenone Sud è composto da otto plessi per 1.100 alunni, dall’infanzia alle medie. La quota di bambini stranieri è attorno al 30 per cento, circa 330. Il dirigente non ha dubbi: «L'inclusione è partita vent’anni fa, oggi è normalità. A me interessa che i nostri bambini siano felici e non dipende né dalla religione, né dal colore, né dall’intelligenza».
IL TERRITORIO
In città, la percentuale di alunni stranieri (comprese le seconde generazioni) arriva al 20,9 per cento, a fronte di una media nazionale dell’11,6 e di quella regionale del 17,1. Pordenone è il secondo comune, dopo Gorizia, in cui si registra la media più alta del Friuli Venezia Giulia. (A Udine 14,6%, a Trieste 18,7% e a Gorizia 22,7%). Le scuole della città rispecchiano dunque la demografia della provincia. Con i tre istituti comprensivi Pordenone Sud, Pordenone Centro e Rorai Cappuccini che arrivano a quota 30 per cento e l’Ic Torre che sfiora il venti. Per la maggior parte ragazzi di seconda generazione, nati in Italia da genitori stranieri. Sono pochi i nuovi arrivi: meno di una decina all’anno per istituto.
I PRESIDI
Per Gri, dunque, non è centrale la ricorrenza quanto la condivisione. «Avremo bisogno - aggiunge - di maggiori fondi per realizzare i progetti con i nostri bambini».
All’istituto comprensivo Rorai Cappuccini la decorazione del presepe è facoltativa. «Non è vietato né incentivato - spiega il dirigente Pietro Prosperi - decidono i docenti dei plessi».
Nel segno della tradizione invece le festività all’Ic Torre. «Nelle nostre sedi - spiega il dirigente Vladimiro Giacomello - facciamo sia albero che presepe. Festeggiamo solo le festività nazionali, anche perché la presenza di alunni stranieri è abbastanza limitata».