Porto San Giorgio, l'imprenditore balneare Armellini minacciato (dopo essere stato accoltellato) ha paura: «Fermate quell’uomo, è un pericolo»

di Sonia Amaolo
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giovedì 24 settembre 2026, 02:05
PORTO SANT'ELPIDIO - «Sono stati attimi lunghissimi»: a tre mesi dal ricovero in ospedale per essere stato accoltellato fuori dal suo stabilimento balneare, Giovanni Armellini martedì pomeriggio si è ritrovato faccia a faccia con l’accoltellatore. Ed è stato di nuovo aggredito e minacciato di morte: sono arrivati i poliziotti e hanno fermato l’aggressore che, un’ora dopo, era a passeggio in via Cesare Battisti. Oltre a temere per sé e per la sua famiglia, Armellini si dice ora indignato.
Le sensazioni
E a mente fredda, il giorno dopo, ricostruisce sensazioni e particolari di quanto è accaduto martedì pomeriggio. «La situazione è insostenibile - esordisce - in giro è sempre più pericoloso, riconosco l’operato delle forze dell’ordine, non ho niente da ridire e ringrazio.
Non posso dire niente nemmeno male del Comune, il sindaco ha sempre dimostrato la sua vicinanza anche con azioni concrete, ma il problema è che, a tre mesi dall’aggressione, mi sono ritrovato di fronte l’uomo che quasi mi ha mandato al creatore. La Polizia lo ha fermato ma poco dopo era libero. Questo non è accettabile». Il problema secondo Armellini non è la mancanza di controlli: è che i controlli non cambiano il quadro e resta l'insicurezza. Le Volanti fanno il loro lavoro. Martedì sono arrivate tempestivamente, hanno fermato il magrebino, lo hanno segnalato ed è finita lì. «Ma quello è un pericolo pubblico – dice Armellini – io ho subito un tentato omicidio, sono stato accoltellato. E martedì quando mi ha visto ha subito tirato fuori un'altra volta il coltello. Se fosse tornato nel mio locale e avesse trovato mia moglie sola, con i soldi dell'incasso?». Armellini nel suo locale ha telecamere potenziate che controllano tutto, in strada e in spiaggia, «spendo 350 euro al mese ma non è quello il problema – dice – il problema è che i tipi così pericolosi rimangono liberi».
A Borgonuovo
Martedì il portoelpidiense e l'accoltellatore si sono fronteggiati nella zona di Borgonuovo. «Appena mi ha visto - spiega Armellini - ha di riconoscermi e che forse non mi era era bastata – prosegue il balneatore – minacciandomi con il coltello. Ma quando è arrivata la Polizia l’ha buttato, è furbo. Che aspettiamo? Che qualcuno ci lascia la pelle?». Il nordafricano risulta risiedere a San Filippo e bazzica spesso il lungomare. Arriva in bicicletta e lo si vede in giro con il palloncino che usa per sballarsi. I cittadini chiedono di accelerare sui gruppi di controllo di vicinato che, dopo essere sorti in altri quartieri, mancano proprio nelle zone più critiche: in Centro e alla Faleriense.
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