Ponte sullo Stretto, quarto sì in pochi giorni, via libera dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, ma è bufera ambientalisti
Quarto sì nel giro di pochi giorni al Ponte Sullo Stretto di Messina. La nuova procedura viaggia alla velocità della luce. Dopo il via libera, ancora informale di Bruxelles, i due visti ambientali e la nuova delibera dl Consiglio dei Ministri, anche il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha detto sì all’opera con qualche prescrizione.
L‘assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convocata per esaminare e discutere del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria ha dato il via libera all’unanimità alla successiva fase della progettazione esecutiva, si legge in una nota del MIT.
Adesso la pratica passa alla delibera del Cipess, il Comitato interministeriale che di fatto deve metterci i fondi poi resterà solo lo scoglio della registrazione alla Corte dei Conti.
Ma la delibera del Consiglio dei Lavori pubblici mette anche dei paletti e invita a spiegare meglio una serie di passaggi tecnici
Ciucci: “Risposta alle osservazioni prima della convocazione del Cipess”
“Accolgo con piacere il parere tecnico per il Ponte sullo Stretto di Messina espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che fa seguito a una lunga e approfondita istruttoria che ha riguardato l’intero progetto definitivo dell’Opera, seguendo in maniera estensiva le previsioni del Decreto Legge 32/2026. Adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per dare pronta risposta tecnica e consentire al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di trasmettere al Dipe (Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri) la documentazione del progetto per l’iscrizione all’Ordine del Giorno del Cipess per la prevista nuova delibera” ha detto all’agenzia di stampa Ansa l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci .
Schifani: “Importante passo avanti”
“Il via libera del Consiglio superiore dei Lavori pubblici segna un altro passo avanti verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Esprimo il mio sincero apprezzamento al governo Meloni e al suo ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per la determinazione con cui stanno portando avanti un’opera strategica per la mobilità della Sicilia e dell’intero Paese. La Regione è pienamente impegnata a sostenerne la realizzazione, avendo destinato 1,3 miliardi di euro dei Fondi per lo sviluppo e la coesione al Ponte. Il mio governo considera quest’opera una leva decisiva per la crescita dell’intero Mezzogiorno e continuerà a essere al fianco di tutte le istituzioni impegnate a trasformare in realtà quella che è stata una delle grandi intuizioni e dei sogni di Silvio Berlusconi” dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Turano e deputati Lega: “La Sicilia ha pagato per troppo tempo la sua condizione di insularità”
“Con il via libera unanime del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alla fase di progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto si apre un nuovo scenario per la Sicilia. La realizzazione di quest’opera, attesa da tempo immemore, rappresenta un processo irreversibile per tutto il Paese. Grazie all’impegno costante del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e alla Lega finalmente gettiamo le premesse per la costruzione di un’infrastruttura capace di unire materialmente la Sicilia al resto d’Europa e determinare il riscatto economico, occupazionale e sociale dell’intero Mezzogiorno” afferma in una nota l’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana e deputato della Lega, Mimmo Turano.
“Per troppo tempo la Sicilia ha pagato il prezzo della propria insularità” gli fanno eco i deputati regionali della Lega. “Ogni anno di ritardo nelle grandi infrastrutture ha significato minori opportunità di crescita, maggiori costi per cittadini e imprese e un progressivo arretramento della competitività dell’Isola. È per questo che il Ponte sullo Stretto rappresenta una scelta strategica non soltanto per la Sicilia e la Calabria, ma per l’intero Paese” affermano Salvo Geraci, Vincenzo Figuccia, Pippo Laccoto e Luca Sammartino.
Un impatto economico senza precedenti
“Le stime elaborate negli anni sul costo dell’insularità – aggiungono – indicano un impatto economico di circa 6,5 miliardi di euro l’anno. Se si considera che nel 2013 il percorso verso la realizzazione del Ponte venne nuovamente interrotto, si comprende quanto il rinvio dell’opera abbia inciso sul potenziale di sviluppo della Sicilia nel decennio successivo. Non si tratta soltanto di numeri, ma di occasioni perse per famiglie, imprese, lavoratori e giovani costretti a lasciare la propria terra. Il Ponte – proseguono i parlamentari della Lega – si inserisce nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, uno degli assi strategici della rete TEN-T dell’Unione Europea, destinato a collegare il Nord e il Sud del continente. Mentre gli altri collegamenti mancanti lungo questo corridoio sono stati realizzati o sono in fase avanzata di costruzione, è arrivato il momento che anche la Sicilia possa disporre di un’infrastruttura moderna e stabile che la renda pienamente integrata nei grandi flussi europei di persone e merci. Il Governo nazionale ha inoltre programmato investimenti senza precedenti nelle reti ferroviarie e stradali di Sicilia e Calabria, con opere che, entro il 2030, ridisegneranno il sistema dei trasporti del Mezzogiorno. Il Ponte – concludono i deputati regionali della Lega – non è un intervento isolato, ma il tassello centrale di una strategia infrastrutturale complessiva che punta a rendere più efficienti i collegamenti, ridurre i tempi di percorrenza, favorire nuovi investimenti e creare occupazione. L’opera infrastrutturale rappresenta una straordinaria opportunità per costruire un futuro in cui i giovani possano scegliere di restare o di tornare nella propria terra, trovando lavoro, prospettive e qualità della vita”.
La “furia” degli ambientalisti
Secondo le Associazioni Greenpeace Italia, Legambiente, LIPU e WWF Italia “il parere del Consiglio Superiore del LLPP sembra aderire all’impostazione tracciata dal parere espresso a suo tempo dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente: non posso respingere per motivi politici, ma ti permetto di andare avanti rilasciandoti un parere positivo con un contenuto fortemente negativo e critico. Anche il Consiglio Superiore dei LLPP emette prescrizioni per la progettazione esecutiva che in realtà si sarebbero dovute espletare nell’ambito della progettazione definitiva (diventata dopo la riforma del codice appalti del 2023 “progettazione di fattibilità tecnico economica”) che invece il Governo considera chiusa. Secondo le Associazioni ambientaliste qui sta il cortocircuito: il Governo ha sbagliato i tempi della richiesta del parere al Consiglio Superiore dei LLPP, che doveva essere presentata prima del parere VIA), pertanto ora le prescrizioni si applicano alla progettazione esecutiva, che può essere avviata solo con l’assegnazione dell’appalto che, com’è ormai noto, prevede penali ingentissime a carico dello Stato se l’opera non dovesse essere realizzata”.
Tutto si basa su presupposti dubitativi
“Ormai è chiaro che l’obiettivo Ponte non è quello dell’attraversamento dello Stretto di Messina, ma porre nel dibattito politico elettorale un elemento immaginifico quanto illusorio per attrarre consenso, distribuendo al contempo soldi in consulenze, incarichi e stipendi elevatissimi per chi opera in una Società per Azioni che in anni e anni non è riuscita a fare nulla di concreto. SI vuole arrivare all’inaugurazione dei cantieri (per la verità già formalmente effettuata e poi rilevatisi un bluff nel 2009 con il cantiere di Cannitello in Calabria) sulla base di presupposti dubitativi e condizionati che vengono però presentati agli elettori come assensi incondizionati”.
Tutto fatto attraverso normative ad hoc
Le Associazioni Greenpeace Italia, Legambiente, LIPU e WWF Italia ricordano che “Il Ponte sullo stretto si sta approvando grazie a normative ad hoc approvate per decreto-legge (quindi con presunti requisiti di necessità ed urgenza) sempre sottoposti a voto di fiducia del Parlamento. Tutte le considerazioni e tutti i dubbi di carattere ambientale, naturalistico, sismico, strutturale, trasportistico, economico sono stati paradossalmente risolti con un rimando a progetto esecutivo e quindi se ne tratterà nel merito solo dopo che sarà affidato l’appalto dell’opera”.
Secondo le Associazioni “è dunque su un rapporto di “fiducia” con questo Governo e non su dati certi che si sta basando la decisione di un’opera mai realizzata al mondo, dai costi vergognosi, in un’area altamente sismica e dai valori ambientali e paesaggistici universalmente riconosciuti”.