In Pompei: Fuori dal tempo Tom Hiddleston è guidato dalla gratitudine: «Da ragazzo ha aperto una porta verso il me più autentico e ha acceso l'amore per i classici»

La passione che Tom Hiddleston mette nel progetto Pompei: Fuori dal tempo, uscito su Disney+ a cura di National Geographic, appare immediata e innegabile fin dai primi istanti e forse sarebbe tale anche se la serie non portasse il suo nome. Anche perché, come lui stesso tiene a far notare nell’apertura, quello nell’antica città dai celebri trascorsi romani, è stato il suo primo viaggio da solo “senza i grandi”. All’epoca era diciassettenne e Pompei gli è rimasta dentro da allora.
Per citare direttamente le sue parole, la contemporanea “vicinanza” e “distanza” del luogo, sospeso fra presente e passato ha dato forma ad alcune sue scelte di vita, come quella di essere un attore ma anche un classicista che ha studiato presso il celebre Pembroke College dell’Università di Cambridge, esperienza che lo ha ispirato per la docuserie.

Pompei: Fuori dal tempo, infatti, vede Tom Hiddleston come voce narrante e collegamento fra le epoche, in modo, parole sue, “commovente e nostalgico”. Grazie a una serie di esperti, oltre alle tecnologie più avanzate, l’attore ricostruisce la vita di tre “veri antichi Romani” vissuti a Pompei ai tempi della tremenda eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nello specifico, Avianus, un adolescente che, a seguito di un rovesciamento delle condizioni economiche della sua famiglia, un’evenienza fin troppo comune nella Roma all’epoca, si era ritrovato a fare l’apprendista di un fabbro, poi Julia Felix, figura interessantissima perché era un vero e proprio pilastro della comunità, in più di un senso, quindi, ultimo, ma non per importanza, un pretoriano, il cui nome è andato perso nei secoli, finito a essere un eroe, forse proprio malgrado.

L'approccio in bilico tra la Storia che quel giorno di migliaia di anni fa decise di fermarsi e condannare le vite di tanti, rendendoli nel contempo immortali e le tre vicende di cui la serie segue gli sviluppi funziona, pur con qualche inciampo, sostanzialmente grazie a Tom Hiddleston narratore, investigatore con tanto di bacheca degli indizi sullo sfondo e instancabile trait d'union con gli esperti. Le fonti storiche, catalogate con precisione e in modo interdisciplinare, hanno consentito di scegliere tre personaggi interessanti, colti in momenti molto diversi della vita.
In tutti e tre i casi, siamo davanti a figure che ci parlano, i cui desideri, problemi e attività di tutti i giorni potrebbero essere (e spesso sono) anche i nostri. I problemi dell’adolescenza, la rabbia, talvolta impotente, ma soprattutto il coraggio e l’affetto, sono infatti patrimonio di tutti.

Anche così, ovvero mostrando come le figure storiche della serie non siano poi distanti dall’era moderna, si realizza quel “viaggio nel tempo” tanto caro all’attore, capace di ricollegarsi al sé stesso diciassettenne, a Pompei e alla sua storia, nonché di di coinvolgere i vari esperti e il pubblico, con facilità persino nei suoi momenti meno scorrevoli. Del resto, l'approccio usato per lo show è inedito e ambizioso, la storia è complessa e non sempre tutto va liscio. La narrazione si muove, con qualche cenno che ricorda la TVA in cui lavorava Loki nella omonima serie Marvel.
Si tratta di un approccio che vuole essere leggero e approfondito al tempo stesso. Anche nell'unire, in modo continuativo, passato e futuro.

Pompei Fuori dal tempo Tom Hiddleston intervista Da ragazzo ha aperto una porta verso il me più autentico e acceso amore...

Tom Hiddleston davanti a una bacheca degli indizi nella nuova docuserie National Geographic

Christian Black

Secondo il celebre attore è proprio grazie all’esperienza maturata durante la serie Loki che è stato possibile “scrivere una nuova narrativa, capace di saltare avanti e indietro fra le varie linee temporali”, che è venuta utile per Pompei: Fuori dal tempo, che non a caso condivide con la serie Marvel diversi sceneggiatori.

Un altro elemento innovativo è stato il coinvolgimento dei vari esperti che non si limitano a essere solo di studiosi di antichità classica, ma anche psicologi, architetti e storici. Ciascuno di essi ha fatto la sua parte, conferendo alla serie elementi interessanti. E, ottima notizia, pare che Pompei: Fuori dal tempo rappresenti solo il primo esempio di questo nuovo modo di dedicarsi ai documentari storici. Ma ecco cosa ci ha raccontato in prima persona Tom Hiddleston dietro le quinte del suo inedito show divulgativo:

GQ: Prima di entrare nel vivo, com'è stato tornare a Pompei, dopo tutti questi anni?
Tom Hiddleston: La serie gioca col tema del viaggio nel tempo, il pubblico viene coinvolto in uno spostamento cronologico. Tra la Pompei antica e quella moderna ci sono 2000 anni. Si tratta di una cosa che ho avvertito da subito, anche per come la città si trova contemporaneamente lontanissima e vicinissima. Nel mio caso, sì, entra in gioco anche un secondo tipo di spostamento temporale, che mi riguarda più da vicino. Da quarantacinquenne, infatti, mi trovo a saltare indietro di quasi trent'anni, a quando ero ragazzo. Altri tempi, per i quali è facile provare nostalgia. Anche per tutta la vita passata da allora, di cui il me stesso giovane non poteva avere idea [qui l'attore ride sommessamente]. A ogni modo, però, le scelte del me stesso diciassettenne, quello di allora, sono state il primo passo della mia vita attuale. Le passioni sono rimaste le stesse. C'erano i Mondiali, come quest'anno, e il fascino che l'antichità classica esercitava su di me allora, che è rimasto immutato, come se Pompei, Roma ed Ercolano, visitate negli anni Novanta, fossero state una porta verso il mio io più autentico e non solo un accesso all'amore per i classici.

GQ Lo racconta anche l'uso della pronuncia restituta all'interno della serie, una finezza
TH Grazie!

Tom Hiddleston durante il suo tour di Pompei da ragazzino

Tom Hiddleston durante il suo tour di Pompei da ragazzino

Anthony Bowles

GQ L'espediente del viaggio nel tempo utilizzato nella serie quanto deve a Loki e alla TVA?
Ci avete pensato su o è stata una cosa immediata?
TH Non c'è mai stato dubbio e non poteva che esserci un collegamento. So di essere (e mi sento) legato a Loki a doppio filo. Anzi, è stato un elemento leggero e utilissimo, anche all'interno di questa serie. Si potrebbe addirittura dire che, con la creazione della serie su Loki, siamo riusciti a dare vita a un nuovo tipo di narrativa, capace di “saltare” avanti e indietro nel tempo, visto come un'unica grande tela. Anche in questa docuserie su Pompei, ci è parso un elemento profondo e divertente, da implementare al meglio.

GQ Dato che i temi di Pompei: Fuori dal tempo sono assolutamente universali, tra la resilienza davanti alle avversità, il potere dei soldi e l'importanza degli affetti, che lezione possiamo ricavare noi, platea di oggi, dai personaggi della serie?
TH Innanzitutto, e parto da me, ho imparato che siamo tutti collegati, sempre e per sempre, dal filo della nostra storia comune, maiuscola o meno che sia l'iniziale, nostro patrimonio a livello di valori, mente e istinto. Si tratta di un filo conduttore che ci riguarda tutti e ci unisce per sempre. Ho trovato importante e commovente che le scelte di ciascuno dei personaggi sui quali la serie si sofferma non sono troppo diverse da quelle che ognuno di noi potrebbe decidere di operare, specie in situazioni di emergenza e di crisi. Le scelte di Avianus e di Julia Felix sono vicinissime a quelle di ciascuno. E anche chi si trova nel posto sbagliato, per giunta nel momento peggiore, come succede al pretoriano, può affidarsi a ciò che sa (fare) per risolvere un problema apparentemente insormontabile. Per cui, è proprio nei momenti più bui che l'umanità sa brillare con maggior forza.

GQ Si tratta di un gran bel messaggio. Il vostro approccio ha messo in campo anche diversi esperti, pensate di creare altri prodotti simili a Pompei: Fuori dal tempo, che potrebbe quindi essere il primo di una serie?
TH Sì, c'è ancora tantissimo da fare, con umiltà e rispetto, per rinverdire e riscoprire la Storia e le storie. Mi piacerebbe andare un po' più indietro, ai tempi dell'antica Grecia.