Polizia locale rimane a secco dopo l'assalto ai distributori Eni: «Oltre 45 minuti per trovare una pompa disponibile»
MESTRE - Caro benzina, forze dell’ordine appiedate. L’assalto ai distributori Eni con i prezzi dei carburanti calmierati colpisce anche le forze dell’ordine che, trovando soltanto pompe di benzina a secco rischiano di rimanere a piedi. Il problema nasce quando, alcuni giorni fa, il Gruppo Eni ha deciso di calmierare i prezzi alla pompa. Questo ha fatto sì che le cifre alla pompa negli impianti Eni risultassero più basse; cosa che ha creato un vero e proprio effetto valanga. Tantissimi gli automobilisti che si sono riversati sugli impianti Eni più vicini, che a stretto giro sono andati in sofferenza, terminando il carburante. Le cisterne che riforniscono i vari impianti vengono però inviate nelle stazioni di servizio in base alla vendita stimata tradizionale di queste ultime, dunque in relazione alla quantità di carburante che sono in grado di smaltire, di norma, in un certo arco temporale.
IL BANDO
Eni, oltre ad aver sbaragliato la concorrenza abbattendo i costi alla pompa, quest’anno ha anche vinto il bando nazionale che lo rende il Gruppo di riferimento per il rifornimento dei mezzi delle forze dell’ordine.
Ad agenti e militari infatti, per le auto di servizio, di anno in anno vengono consegnati dei buoni carburante spendibili unicamente negli impianti della società che si è aggiudicata il bando a scadenza annuale.
L’assalto alle stazioni Eni che si è determinato in conseguenza della fissazione del tetto massimo di prezzo, però ha fatto sì che la polizia locale dell’Unione dei Comuni del Miranese, si sia trovata in seria difficoltà a trovare carburante. Ci sono agenti che hanno rischiato di rimanere a piedi, impiegando anche 45 minuti per cercare una pompa disponibile. Sugli erogatori di alcune stazioni di servizio c’erano i teli di copertura che segnalavano l’impossibilità di rifornirsi. Altre, in apparenza in funzione, mostravano la scritta “Erogatori occupati” anche se non c’era nessun cliente davanti alle pompe. Una situazione analoga si era verificata anche nel mese di marzo.
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