Pochi collaboratori, servizi ridotti nelle scuole  - L'Unione Sarda.it

Marmilla.

26 ottobre 2026 alle 00:40

Protestano i sindaci dei piccoli centri: tagli a mensa e tempo prolungato 

Meno collaboratori scolastici e gestione al limite: in Marmilla la situazione delle scuole è difficilissima. I sindaci chiedono deroghe per le nomine che tengano conto della geografia e non soltanto del numero di iscritti e già si temono nuove chiusure: «Ne andrebbe del diritto allo studio».

I salti mortali

L’Istituto comprensivo di Villamar ha 23 plessi in 11 Comuni, e alunni da 16 paesi. «Il personale Ata è parametrato sul numero di studenti», spiega il dirigente Roberto Scema: «Nonostante significative deroghe già concesse, fino a due anni fa avevamo 40 collaboratori, l’anno scorso 38, ora 36. Ci sono tre scuole dell’infanzia che devo chiudere alle 14.30, invece che alle 16». A Barumini si sono organizzati con gli straordinari. A Gesturi , Tuili e Setzu i Comuni pagano il doposcuola, a Turri la mensa è partita senza collaboratore: «È surreale», dice il sindaco Martino Picchedda, «il Comune non deve e non può fare sempre da tappabuchi. Invierò una nota formale».

Coperta corta

Per Gianni Spiga (Cgil) il nodo è nei tagli agli organici e nelle deroghe non più concesse dall’Ufficio scolastico provinciale: «Impossibile offrire il servizio senza collaboratori». È così anche oltre la Marmilla. «Carenze al serale del Vignarelli a Sanluri , mansioni ridotte a Samassi e Serramanna e nessuna deroga all’Ic di Sanluri e al comprensivo di Arbus , Gonnosfanadiga e Pabillonis . In provincia ne sarebbero serviti almeno altri 10, soprattutto all’infanzia». Romina Di Nardi, dirigente dell’IIS Sanluri-Villamar: «Diritto allo studio significa anche trasporti sicuri ovunque», laboratori, palestre, personale stabile. «La dispersione scolastica e gli abbandoni si combattono solo investendo risorse su strutture, trasporti e assunzioni». Mattia Mele, vicepreside a Villamar: «Sempre più impegni per i collaboratori scolastici, ma l’organico non aumenta».

La lotta

Sandro Palla, presidente dell’Unione dei Comuni, è per un fronte unitario: «La Marmilla non può essere lasciata sola». Andrea Locci, sindaco di Tuili, ricorda il nido aperto con fatica: «Chiedono ai piccoli Comuni di combattere lo spopolamento e poi tolgono servizi». Preoccupati Pierpaolo Porcu, vicesindaco di Villamar, e Nicola Cau, sindaco di Furtei. Il presidente della Provincia, Francesco Sanna: «Mantenere i plessi non è un capriccio dei paesi, ma parte del processo di conservazione delle comunità dell'interno. Il Ministero ne tenga contro». Propone Matteo Castangia, sindaco di Villanovafranca: «Si rilanci il Campus scolastico della Marmilla con il nuovo bando regionale».

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