Legambiente Monte Bianco: rifiuti degli anni '80 sul ghiacciaio del Miage | Il Fatto Quotidiano.it
Ambiente
Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente arriva, insieme a Puliamo il Mondo (storica campagna di volontariato ambientale della ong), sul versante italiano del Monte Bianco, il tetto d’Europa, per una giornata di clean up in quota. Una caccia ai rifiuti, tra pioggia, sole e vento, organizzata lungo il sentiero che porta al ghiacciaio del Miage e segnata da un “triste” bottino: una zanzariera, bottiglie di plastica e vetro, calzini, mozziconi di sigaretta, tre ciucci per bambino e un pannolino, blister di medicine, pezzi di attrezzatura tecnica, e addirittura un flacone vuoto di soluzione fisiologica e una bottiglia di liquore.
Lo fa sapere l’associazione ambientalista aggiungendo che sono stati trovati “rifiuti di ogni genere e tipo su cui Carovana dei ghiacciai e Puliamo il Mondo richiamano tutti ad un maggiore senso di responsabilità lanciando dal ghiacciaio del Miage, nel cuore della Val Veny, un appello: “La montagna ci chiede più consapevolezza e rispetto. Bisogna salire in quota senza lasciare tracce”.
L’iniziativa di oggi rientra nel calendario delle sei anteprime nazionali di Puliamo il Mondo, che prenderà ufficialmente il via il 18-19-20 settembre per sensibilizzare i cittadini sull’abbandono dei rifiuti che non risparmia nessun luogo. “Dopo quattro anni, Carovana dei ghiacciai torna sul versante italiano del Monte Bianco – commenta Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente e presidente di Cipra Italia – aprendo la sua tappa in Italia insieme a Puliamo il Mondo per richiamare i fruitori della montagna ad un maggior senso di responsabilità. I rifiuti abbandonati che abbiamo raccolto sono la testimonianza di un modo poco sostenibile di vivere e praticare la montagna”.
“La Fondazione Glaciologica Italiana insieme a Carovana dei ghiacciai e a Puliamo il mondo – dichiara Luigi Perotti, dell’Università di Torino e segretario della Fgi – è arrivata al ghiacciaio del Miage, tutto ricoperto da detrito con qualche zona di ghiaccio visibile. Questa copertura ne preserva la fusione annuale rispetto ai tradizionali ghiacciai bianchi. Quello che stiamo notando sono le percentuali di plastica disciolte in queste acque che in molti casi derivano dagli anni ’80”.